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Inceneritore a Casabona: la rabbia di Librandi Stampa E-mail
Scritto da Il Crotonese   
mercoledì 27 gennaio 2010

Al sindaco Natale Carvello, il quale, in una lettera aperta in merito alla realizzazione di un termovalorizzatore nel territorio di Casabona tra l’altro sostiene che “un prezzo bisogna pure pagarlo in quanto lo sviluppo presenta sempre un conto: il punto sta nell’esserne consapevoli e guidarlo, limitandone al minimo gli effetti collaterali”, replica, stupito e amareggiato, Nicodemo Librandi, titolare dell’omonima casa vinicola che, proprio nel comune di Casabona, possiede un’azienda agricola riconosciuta all’avanguardia sia per il sistema di coltivazione delle viti, sia come centro avanzato di ricerca.
“Non avrei mai pensato che il sindaco Carvello proponesse Casabona come sito idoneo alla costruzione del termovalorizzatore ancora da costruire in Calabria. – dichiara Librandi -. Se si è creduto per anni di conoscere Carvello, si stenta a credere che proprio lui abbia inoltrato questa proposta in quanto da anni impegnato nella tutela e valorizzazione del biologico; lui che, come presidente del Gal, si è sempre occupato di sviluppo ecosostenibile, impegnandosi in prima persona, con un allevamento a Casabona, per la rivalutazione del maiale nero di Calabria e dei salumi risultanti oltre che del pecorino locale. Leggere la lettera aperta inoltrata a il Crotonese provoca un senso di tristezza indescrivibile”. L’imprenditore vinicolo pone un interrogativo: “In che modo può la costruzione di un termovalorizzatore frenare il flusso di migrazione dei giovani? Quale giovane, con le valigie pronte in partenza per Roma o Milano, si ferma e torna indietro perché arriva il termovalorizzatore? Quale economia può generare un termovalorizzatore se non a danno di quelle turistica e agroalimentare, seppure ancora da sviluppare e valorizzare ulteriormente?”.

Fonte: Il crotonese, 26/01/10

 

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