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Libertà e sicurezza nel mondo Hi-tech Stampa E-mail
Scritto da joyrom +   

ImageOgni giorno, chiunque abbia a che fare con la tecnologia, sa quanto è difficile mantenere in sicurezza i propri computer, cellulari, difendersi da virus, dialer, spyware e phishing. Dalle grandi aziende hi-tech arriva una soluzione definitiva, secondo loro, per tutelare l'utente ignaro. Il progetto prende il nome di Trust Platform Model, più conosciuto come Palladium.

La sicurezza informatica è un argomento che ci sta sempre più a cuore. Da quando abbiamo iniziato ad affidare i nostri pensieri e i nostri dati a questi apparecchi (computer, cellullari, PDA) e grazie alla possibilità tramite Internet di poterli condividere con altre persone nel mondo, abbiamo cominciato ad apprezzare le potenzialità del mondo dell'ICT e un maggior numero di persone ha cominciato a fidarsi di loro, ecco che la gogna elettronica (come viene chiamata dalla nostra Authority per la Privacy) si fa sempre più pesante.

Da una parte c'è un'aspetto legale di tutelare i nostri dati e quelli degli altri conservati nei nostri computer, nel rispetto della sicurezza impostata dal d.lgs. 196/2003, che impone dei criteri tecnici formali onde evitare queste spiacevoli situazioni. Tra l'altro queste disposizioni sono ancora perlopiù disattese anche dalle pubbliche amministrazioni. Ma nonostante queste precauzioni non sempre siamo al sicuro.

Dall'altra parte vi è una sicurezza che riguarda l'integrità dei dati, che possono essere distrutti per anomalie delle macchine o perché i software hanno delle pecche (bug) o sono vittime di virus che ci espongono ad un potenziale pericolo di perdita o contraffazione delle informazioni registrate nella memoria delle nostre apparecchiature.

Il pericoli sono quelli di trovarsi con un computer inutilizzabile; per chi non ha dati importanti non sarà un dramma, basterà reinstallare tutto il sistema, che comunque è uno scocciatura. Ma possono esserci pericoli più grossi, come suggeriscono i recenti fatti di cronaca, di Cracker (versione maligna dell'hacker) che sono riusciti ad accedere a conti correnti di banche on-line prelevando l'intero ammontare.

Ma perché tecnicamente sono possibili queste cose?

La varietà di macchine, apparecchiature e software che possiamo utilizzare ci permette di poter scegliere in libertà come trattare i nostri dati, ma allo stesso tempo non siamo sempre in grado (per limiti tecnico/legali o perché non siamo esperti) di sapere effettivamente cosa fa un determinato programma o scheda hardware, se illecitamente preleva i nostri dati e li diffonde in rete (v. spyware) o banalmente lascia porte aperte per eventuali accessi dalla rete (v. backorifice). Insomma questa libertà di utilizzare le macchine come meglio crediamo, ci espone sempre di più a problemi di sicurezza.
Così ci attreziamo con antivirus, antispyware, firewall, tutti programmi che da un lato ci dicono utili alla nostra protezione, dall'altro rallentano terribilmente la nostra macchina e non sono una soluzione definitiva, una migliore conoscenza della macchina è sempre meglio di programmi di cui in effetti non sappiamo l'effettivo funzionamento.

Le grandi aziende informatiche, quali IBM, Microsoft, Intel, AMD si sono riunite in un gruppo (Trusted Computing Group) per sviluppare un progetto e permettere la realizzazione di apparecchiatture più affidabili (dall'inglese trust=fiducia).

Cosa prevede queste progetto?

Le aziende che aderiscono a questa alleanza in futuro produrranno delle apparecchiature che comunicano tra di loro e il sistema operativo farà funzionare solo quelle ritenute affidabili.
In pratica vi sarà una divisione tra software e hardware ritenuto dall'alleanza "affidabile" perché al proprio interno vi è un codice di riconoscimento e quindi è stato controllato dal gruppo in questione e altri software o hardware che vengono ritenuti pericolosi, perché non sono stati sottoposti ad un controllo da parte dell'alleanza che l'utente non potrà utilizzare e quindi sarà al riparo da gli eventuali danni che questi prodotti avrebbero potuto arreccare.

Apparentemente questo sistema sembra molto buono, l'obiettivo dichiarato è rendere più sicuro l'uso dei computer, che stando alle promesse di Microsoft diventeranno immuni ai virus, elimineranno lo spam, proteggeranno i nostri dati personali e consentiranno finalmente transazioni commerciali online sicure e l'avvio di servizi legali di distribuzione di musica e film attraverso Internet.

Dall'altro canto è evidente come questa maggior sicurezza ha un prezzo elevato che è quella della libertà, per questo che diversi gruppi nel mondo si stanno muovendo contro questa iniziativa ed Italia è sorto il no1984.org. Questo gruppo che dal nome si rifà al romanzo di Orwell 1984, spiega come questa iniziativa sia la messa in funzione di un sistema che limiterà notevolmente la nostra libertà, e che negli obiettivi più prossimi c'è l'opportunità di creare delle macchine che rendano impossibile eseguire musica e video o altri file protetti da diritto d'autore. Grazie a questo sistema la gestione dei (Digital Right Management) sarà molto semplice in quanto sono già sul mercato scheda audio che si rifiutano di eseguire quei file che risultano senza licenza. I file in questione potranno così circolare liberamente, ma non potranno servire a nulla se le apparecchiature presenti sul mercato non li eseguiranno se non in presenza di un codice che bisognerà acquistare dal dentore dei diritti e che riconosciuto dall'hardware ci permetterà di eseguirlo.

A quanto pare questa nuova tecnologia che silente è presente nelle nostre apparecchiature, nasconde dietro un'interesse per la sicurezza degli utenti, la possibilità di controllare in maniera più completa i contenuti e le applicazioni che al contrario vorremmo usare in completa libertà. Gli esempi che sono già funzionanti tra le nostre mani sono perlopiù prodotti della Microsoft che hanno protezioni ibride che possono essere più o meno facilmente aggirate. L'esempio più completo è la consolle X-box che presenta apparantemente un hardware uguale a un PC ma che con modifiche nel progetto permette l'utilizzo solo dei giochi appositamente sviluppati, non perché i suddetti siano tecnicamenti diversi da quelli per PC, ma perché sia nell'hardware che nel software è previsto quel sistema di controllo sopra descritto. Altro esempio è la protezione (WPA) implementata nei sistemi Windows XP, che pur essendo regolarmente acquistati dall'utente non permettono l'avvio del sistema allorquando si sostituiscono più di quattro componenti hardware, onde evitare che lo stesso sistema operativo sia installato su più macchine.

Queste protezioni in qualche modo sono state aggirate perché messe in atto da una sola azienda, ma sarà molto più complicato quando tutti i produttori saranno d'accordo. Quindi occhi aperti, forse è arrivato il momento di boicottare l'acquisto di prodotti che nell'intento di preservare i propri diritti ledono la nostra privacy e restringono la nostra libertà.

Risorse per approfondire
 
Discussione (messaggi: 2)
Libertà e sicurezza nel mondo Hi-tech
Dec 22 2005 14:43:34
Discussione sull´articolo: Libertà e sicurezza nel mondo Hi-tech

Il trusted computing è qui. Ai consumatori rimane il potere di scegliere, fanno notare in molti: solo rifiutando questa impostazione potranno spingere i vendor a cambiare rotta. Il portafoglio è l'unica arma che hanno. La useranno?
Da http://punto-informatico.it/p.asp?i=56994
Vaio Bx di Sony, Toshiba Tecra S3, Panasonic Toughbook, Fujitsu LifeBook T4020, solo per fare qualche esempio di computer predisposti per questa tecnologia che dietro l'oscuro intento di renderci la vita più sicura monitorano le nostre abitudini limitando la nostra libertà.
#1836
Re:Libertà e sicurezza nel mondo Hi-tech
Dec 22 2005 15:04:16
da una parte sarebbe comodo ma ècome avere 1 limite noooooo
#1837

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