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Re:Che ti aspetti da un paese a forma di stivale? (1 presenti) (1) Ospite
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Discussione: Re:Che ti aspetti da un paese a forma di stivale?
#61192
struggler (Utente)
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Re:Che ti aspetti da un paese a forma di stivale? 1 anno fa Karma: 10  
Kitiar4 ha scritto:
struggler ha scritto:
Kitiar4 ha scritto:


in questo caso mi trovi pienamente d'accordo...come ho gia' detto e fatto notare più volte, mi dà fastidio la gente che non argomenta le risposte, la gente che se ne frega.
comunque reggio è reggio...non è assolutamente paragonabile a questo grande paese che è crotone...quelle poche volte che sono venuta li' ho notato la gente è diversa...è distinta, sa parlare e non è al nostro livello di fame....
i crotonesi a confronto sembriamo davvero un gruppo di trogloditi...
ma questa è colpa nostra...io pero' sono stufa di stare ferma...per dirla alla cutronisa mè stuffat!!!


ti quoto e ti faccio i complimenti per quanto stai facendo anche se sfortunatamente credo serve a poco a crotone i più sanno solo parlare anzi sparlare e aspettano che qualcun altro faccia le cose al posto suo salvo poi diventare promotori delle cose se vanno bene se invece non vanno non c'entrano niente anzi


mmmm perkè invece di farmi i complimenti non agite????[/quote]

per il momento ho firmato poi se potrò fare altro tempo permettendo nel mio piccolo lo farò
 
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#61209
chrislovesara (Utente)
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Re:Che ti aspetti da un paese a forma di stivale? 1 anno fa Karma: 10  
un calzino lungo e bucato...??! ...
 
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ararara...offresi dj per battesimi,comunioni, cresime,atti notarili, processi, separazioni, disinfestazioni,demolizioni e vari ed eventuali. lasciate vostro numero di telefono su carta da 50 euro all'edicola in piazza sarete ricontattati al più presto dalla mia manager raffylabella.
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#61282
IrO_ny@ (Utente)
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Re:Che ti aspetti da un paese a forma di stivale? 1 anno fa Karma: 0  
Sto stivale nn ha ancora capito che deve levarsi il calzino oramai ...Puzza!
 
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...!!!estrella fugaz!!!...
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#61316
yaya** (Utente)
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Re:Che ti aspetti da un paese a forma di stivale? 1 anno fa Karma: 10  
Assolutamente niente di buono...
Se per parlare di "risorgimento" c'è bisogno di un esaltato con manie di protagonismo che va in giro per l'Italia a Gridare "vaffanculo"...
Scusate...solitamente la voce grossa e le parolecce, non sono le armi di chi non ha argomenti?!?

Secondo me Grillo è un pagliaccio, che approfitta del tutto per averne un ritorno...

Dacchè mesi fa mi faceva simpatia...
NON LO TOLLERO!!!

MI reputo troppo acculturata e civile per considerare alternativa e arma contro il malgoverno uno ZOTICONE che sa solo insultare e dire parolacce...


Buona l'idea (forse) ma sbagliatissimi i mezzi!!!
 
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#61359
Slask (Utente)
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Re:Che ti aspetti da un paese a forma di stivale? 1 anno fa Karma: 10  
ripeto, i metodi possono anche essere un pò aggressivi, ma le motivazioni di fondo ci stanno tutte, non è che manda la gente a quel paese tanto per...
 
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#61363
Taiki (Moderatore)
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Re:Che ti aspetti da un paese a forma di stivale? 1 anno fa Karma: 10  
personalmente beppe grillo mi piace e lo seguo da qualche anno (sono stato anche a catanzaro lo scorso anno a vedere lo spettacolo dal vivo)

premesso questo, penso anche che generalizzi troppo e sia approssimativo

tuttavia noto che ci si focalizza molto su grillo e poco su quello che dice

per parlare di forma e contenuto (e occupare qualche minuto del mio inutile tempo) farei un paio e mezzo di considerazioni, spero chiare e sintetiche:

a) Grillo sfrutta un malcontento popolare nei confronti della politica che ormai ha raggiunto livelli fuori scala.
la gente mediamente odia e disprezza chi fa politica, a meno che non ne tragga o pensi di trarne qualche beneficio.
Questo spiega anche perchè tutti quanti si schierano contro di lui, semplicemente perchè erode quella patina di apatia e rassegnazione dietro la quale ci nascondiamo per non avere il sangue amaro dalle 7 di mattina alle 9 di sera. A mio paerere lo fa piuttosto dozzinalmente, ma la gente, mediamente, si sa, è molto rozza, quindi apprezza queste manifestazioni

b) il contenuto delle "proposte" è anche piuttosto sensanto e chiaramente realizzabile, ma scaltramente aggira il problema: perchè in italia ci sono cosi tanti criminali in parlamento? la verità è che i criminali li votiamo noi (lasciando stare le ultime votazioni, il problema era presenta anche in passato), perchè bene o male speriamo di ricavarci qualcosa. anzi, chi più è criminale più facilmente elargisce favori, quindi attira potenziali elettori.
non dovrebbe servire una legge per non far eleggere gli imbroglioni, basterebbe il nostro voto. ma l'evidenza mostra che così non è

c) se fosse cosi facile far concordare le idee delle persone con le loro azioni, si potrebbe semplicemente scegliere uno del forum, votarlo in massa e farlo eleggere, ad esempio, nel consiglio comunale a Crotone. i numeri certamente sono a favore, ma scommetto che non ci si riuscirebbe.
questo perchè a parole siamo tutti per i giovani (o per il rinnovamento, o per quello che volete di ovvio e scontato), ma poi quando si scende a terra e si parla di persone specifiche, ciascuno di noi vuole il SUO giovane, non quello di un altro

alla fine, comunque, meglio uno che:

- ti fa ridere
- ti informa (anche se in modo incompleto) su qualcosa che gli altri ti tengono nascosto

rispetto ai politici locali (e mi riferisco sia a quelli nelle aministrazioni locali che quelli eletti in parlamento) che:

- si fanno vedere solo quando si avvicinano le elezioni
- a parte piazzare qualche "conoscente" non fanno nulla di importante per migliorare la vita della città
- interferiscono con chi svolge attività economiche se queste non garbano a qualche particolare "elettore"
- varie ed eventuali
- non pervenute
- commenti
- note
 
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"tutti pensano di cambiare il mondo, nessuno pensa di cambiare se stesso" (l. n. tolstoj)
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#61371
pazza_equalchealtracosa (Utente)
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Re:Che ti aspetti da un paese a forma di stivale? 1 anno fa Karma: 10  
riprongo qui una approfondita analisi di Lucio Garofalo, che farà quantomeno tintinanre anche gli animi più grillanti.

"tutti conoscono la favola di pinocchio. non ho mai ammirato il grillo (s)parlante, profilo allegorico di tutti i perversi moralisti e i bacchettoni che si ergono a difesa dell'ordine costituito, di tutti i falsi e pedanti predicatori paladini del buon costume, sempre pronti a sentenziare ed impartire norme e precetti che loro sono i primi a violare. Né ho mai amato e stimato il ritratto dello stesso Pinocchio (tanto caro a Roberto Benigni), un tipo ingenuo e facilmente influenzabile, emblema di tutti gli sciocchi zimbelli e i burattini in genere. Tanto meno ho apprezzato la maschera di Mangiafoco, crudele metafora dei burattinai, degli aguzzini e dei carcerieri del sistema. Parimenti ho detestato e disprezzato quei birboni e farabutti che sono il Gatto e la Volpe, divertente allegoria dei numerosi imbroglioni, furfanti e mascalzoni in circolazione, sempre pronti a raggirare e derubare gli sprovveduti. Invece, ho sempre preferito e seguito il ritratto allegro e strepitoso di Lucignolo, effigie simbolica dei giovani ribelli e disobbedienti, inguaribili sognatori, figura tipica dell'anarchico utopista e anticonformista, all'eterna ricerca della libertà e della felicità inseguite nell'immaginario ed onirico "Paese dei balocchi"... Sarà anche per questo (ed altro ancora), ma francamente non riesco a nutrire una sincera simpatia verso il comico-mitico-arcicarismatico-sclerotico-leader-antipolitico-né-di- destra-né-di-sinistra Beppe Grillo. E ancor meno provo attrazione verso quell'ambiguo ed enigmatico-magmatico-paradigmatico-pragmatico-programmatico movimento che i mass-media hanno già battezzato con il nome (davvero originale e fantasioso, eh eh eh!) di "grillismo". Certo, anch'io avverto un moto istintivo e irrefrenabile di avversione-repulsione-rabbia e disprezzo nei confronti di un sistema pseudopolitico sempre più laido, corrotto ed affarista, nel quale i (presunti) furbetti, impostori e ciarlatani la fanno da padroni assoluti e incontrastati. Per non dire cose peggiori... Comprendo (anzi, mi meraviglio che non sia sopraggiunta ancor prima) l'ondata di rigetto, di protesta e sdegno popolare, che si è manifestata in modo dilagante in occasione del V-Day, il mega-evento-nel-vento-mamma-mia-che-spavento, svoltosi lo scorso 8 settembre (data storica scelta non a caso) a Bologna e in altre città italiane".

Garofalo continua elencando simili tentativi negli anni precedenti:
"In passato, abbiamo già conosciuto altre manifestazioni e movimenti (ben più vasti e potenti) di rigetto antipartitocratico-antiburocratico-antiaristocratico-antiplutocratico- antidogmatico-ecc. Abbiamo assistito ad altri "fenomeni" del genere, quali: quasi all'indomani della seconda guerra mondiale e nel pieno svolgimento del clima ancora infiammato della guerra civile scatenata dall'insanabile contrasto tra il fascismo e la Resistenza partigiana, apparve il Fronte dell'Uomo Qualunque, fondato a Roma nel 1944 dal commediografo, giornalista e (guarda caso) uomo di spettacolo Guglielmo Giannini; successivamente si affacciarono i Radicali liberi(sti) di Marco Pannella ed Emma Bonino, veri cani da guardia dell'ultraliberismo capitalistico-massonico-mafioso di stampo anglosassone; molti anni dopo (in)sorse la Lega Nord-Sud-Est-Ovest del pagliaccio-sovversivo-pistolero-bandito-e-fuorilegge Umberto Boss-i, dei vari Castelli (di sabbia), dei Maroni (rotti) & soci cabarettisti-disfattisti-lucio-battisti (su tutti vorrei citare il grande showman e capocomico della compagnia, l'ex ministro-clown Roberto Calderoli). Insomma, l'elenco è ben nutrito. Tutti i suddetti movimenti, (in)sorti con premesse più o meno analoghe, mossi da ispirazioni e motivazioni abbastanza affini, sono infine approdati al medesimo sbocco finale: inserirsi nell'alveo della tanto agognata-accerchiata-blindata-ristretta-maledetta Casta partitocratica. Infine, rammento che lo stesso Cavaliere (rossonero) Silvio Berlusconi-Dux-in-fundo si presentò in illo tempore con le fattezze del "nuovo che avanza", quale monumento simbolico dell'Antipolitica. Egli seppe interpretare ed incarnare in modo magistrale il diffuso malcontento popolare diretto contro i partiti, cavalcando abilmente l'onda (anomala) sentimentale dell'Antipolitica, ergendosi ad emblema e paladino dell'Antisistema e della battaglia antipartitocratica, per poi diventare l'esponente negativo per eccellenza del potere (bi)partitico-istituzionale, oltre che di quello economico-plutocratico e finanziario, nonché del "quarto potere", quello mass-mediatico. Insomma, un superconcentrato di poteri. Insomma, un vero superman-straUnto-del-Monsignore... Tuttavia, mi chiedo se tali accostamenti storici possano davvero servire ad inquadrare e comprendere fino in fondo un movimento che per certi versi risulta "inedito", quantomeno perché generatosi attraverso la rete web. Certo, gli stereotipi e i pregiudizi ideologici incombono sempre, annidati (come avvoltoi) dietro l'angolo-concavo-convesso-piatto-giro-ottusangolo, pronti ad emergere nelle menti conformiste-trasformiste aduse a ragionare mediante facili categorie convenzionali. Dunque, prima di esprimere giudizi affrettati ed errati, occorrerebbe capire ed afferrare le radici più oscure e profonde del fenomeno. Un fenomeno storicamente determinato (e su questo non possono esserci dubbi) dalla grave crisi di consensi e credibilità in cui versa da tempo l'apparato del potere politico (ri)costituitosi in Italia dopo la "bufera" politico-giudiziaria di Tangentopoli che investì i partiti della Prima Repubblica durante la prima metà degli anni '90. Un fenomeno le cui radici probabilmente affondano in eventi risalenti in parte a tempi abbastanza remoti (mi riferisco alla demolizione per via giudiziaria della Prima Repubblica e alla nascita della Seconda, tramite riciclaggio e ri-conversione dei rifiuti e degli scarti politici: si pensi ai vari Casini, Mastella e Rutelli, ossia ai portaborse e ai "delfini" dei Forlani, De Mita e degli altri pezzi da novanta del ceto politico legato al Pentapartito), in parte a momenti e ad esperienze a noi più recenti. Ma il parallelismo che mi pare più logico e scontato (che sovviene spontaneo e inevitabile), indubbiamente corretto dal punto di vista storico-politico, è quello con il "leghismo", di cui il "grillismo" si configura come il più degno erede, ancorché in una versione inedita di "sinistra", vale a dire come un revival delle istanze forcaiole e leghiste sorte negli anni '80 e '90, spostate e proiettate a "sinistra", in quanto adottate da una piazza popolare che è orientata prevalentemente a "sinistra", vale a dire collocata nell'area della "sinistra scontenta e delusa" dal governo in carica. In tal senso, se posso azzardare un'audace definizione, il "grillismo" si rappresenta come una sorta di "leghismo di sinistra", ovvero un "leghismo di marca girotondista".".

e, in ultima, un'analisi sulla proposta Parlamento Pulito:
"Il massiccio movimento di protesta che Grillo è riuscito a radunare e catalizzare attorno a sé, benché possa pretendere di aver ragione, accampando una serie di giuste rivendicazioni e motivazioni contro un (a)ceto politico assolutamente inadempiente, inetto, corrotto, inadeguato ed inefficiente (ma, aggiungo io, servile e subalterno rispetto ai poteri forti), tuttavia non riesce ad occultare e camuffare la sua vera natura autoritaria-codina-reazionaria, moralista-inquisitoria-poliziesca, populista-qualunquista e (s)fascista. Mi spiego meglio facendo un esplicito richiamo a quell'ipotesi di riforma che è diventata il principale cavallo di battaglia del movimento "grillista". Mi riferisco esattamente al disegno di legge popolare articolato in tre punti per un “Parlamento Pulito”. I tre punti della proposta sono:
- NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI. No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado e in attesa di giudizio finale.
- DUE LEGISLATURE. No ai parlamentari di professione da 20 e 30 anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere eletto in parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.
- ELEZIONE DIRETTA. No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.
Ebbene, soffermiamoci a ragionare un pò sulla condizione (sine qua non) che per fare parte delle liste civiche occorre (oltre a non avere tessere di partito) essere "incensurati". Questo piccolo, all'apparenza insignificante dettaglio è estremamente rivelatore, è una spia che denuncia la reale natura (reazionaria e poliziesca) del movimento "grilliano-grillino-grillista". Nel postulare una norma tanto rigida, il progetto "grillista" esprime e denota non solo un eccessivo timore reverenziale, un deferente e ser-vile ossequio nei confronti dell’azione classista e repressiva della magistratura, bensì tradisce un rigoroso e farisaico perbenismo piccolo-borghese, un legalitarismo e un giustizialismo "giacobino-girotondino" a dir poco inquietante. Nelle società classiste, la Legge, la Giustizia e il Diritto non sono mai imparziali. La Legge non è affatto "uguale per tutti", anzi. In un ordinamento giuridico-politico ed economico-materiale strutturato sulla divisione sociale del lavoro, incentrato sullo sfruttamento delle mansioni produttive ridotte e costrette in un regime salariale, costruito sull'esistenza e sulla tutela della proprietà privata, le leggi dello Stato non sono mai asettiche e neutrali, ma sono viziate e pregiudicate, dunque corrotte e compromesse, schierate ed applicate a beneficio del più forte, del ricco e del potente di turno. Oggi si può incappare facilmente ed ingiustamente nelle maglie della (in)Giustizia repressiva borghese, per cui si può essere "censurati" per molteplici e diverse ragioni, tra cui i "reati d'opinione", i"delitti" contro la proprietà privata e contro l’ordine costituito. La conseguenza immediata e drammaticamente concreta del disegno di legge proposto dal movimento "grilliano-grillista" è proprio quella di bollare come "colpevoli", "rei" o"delinquenti", tutte le vittime del sistema carcerario e repressivo della (in)Giustizia di classe, negandogli ogni diritto politico, espellendoli e segregandoli dalla "comunità politica", ossia escludendoli dall'alveo della cittadinanza. In tale progetto di esclusione-discriminazione-repressione si rivela la natura autenticamente autoritaria, oppressiva e poliziesca, classista e fascista del "grillismo". Dirò di più. Io credo che il tema della corruzione non appartenga solo e semplicemente alla vita politica italiana, non investa solo la classe politica "digerente" (ahimè, mi son concesso una comoda e banale battuta di stampo qualunquista) del nostro paese, ma costituisce una questione più ampia e complessa (direi globale) della politica così come viene concepita e praticata negli attuali ordinamenti tardo-post-neo-capitalistici. La corruzione è ormai un tratto costituzionale complessivo e distintivo di tutti gli Stati borghesi, un aspetto organico ed insito negli assetti politico-statali contemporanei. Ridotti ormai a veri e propri comitati d'affari. La corruzione non è una prerogatica esclusiva dei partiti politici italiani, ossia del Parlamento italiano pieno zeppo di inquisiti, di gente spregiudicata e senza scrupoli. In realtà, la corruzione è una "malattia" che infetta l'intero corpo sociale, una caratteristica fondamentale e fondante del sistema economico-imperialistico incentrato sull'ingerenza e sullo strapotere globale esercitato dalle corporation multinazionali. Che sono molto peggio dei partiti politici, nella misura in cui altrove dirigono e tiranneggiano direttamente i governi, senza filtri o mediazioni di sorta. Si tratta di colossali associazioni a delinquere legalizzate che operano su scala planetaria e che violano apertamente e ripetutamente i diritti umani e civili dei popoli e dei lavoratori del Sud del mondo, in Africa, in America Latina, in Asia. Del resto, lo stesso Lenin scrisse quasi un secolo fa "Stato e rivoluzione", un'opera classica del pensiero marxista e rivoluzionario in genere. Un libro formidabile in cui Lenin si propose di indagare e conoscere la reale natura dello Stato, partendo da un'analisi scientifica delle forme e dei meccanismi che regolano la "democrazia capitalistico-borghese", intesa e definita come "dittatura di classe della borghesia". Con vero furore anarchico Lenin riuscì ad esprimere e sviluppare una critica radicale volta a spezzare ed abbattere la macchina statale della borghesia imperialista, non solo nella veste della "Repubblica democratico-parlamentare", ma dello Stato capitalistico tout-court. Un apparato statale criticato e rifiutato integralmente, nella sua totalità, quindi da capovolgere e rovesciare, se necessario, anche con metodi violenti. Che non sono certo quelli del "grillismo".

spero che abbiate avuto la pazienza di leggerlo tutto, lo trovo davvero interessante. aspetto repliche (possibilemnte non dei semplici Vaffa)da tutti quei fegatati grillisti che forse, accecati dalla promessa di un'informazione sana e completa, hanno dimenticato di usare il senso critico.
 
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le cose perfette non mi portano fortuna. devo mettermi d'impegno e rovinarle una per una.
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#61382
NeGaZ (Utente)
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Re:Che ti aspetti da un paese a forma di stivale? 1 anno fa Karma: 3  
pazza ma è un forum non un luogo per incollare testi e fare comizi..dovrebbero essere esposti brevi pareri non enormi trattati.
(è solo un consiglio)
 
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#61388
pazza_equalchealtracosa (Utente)
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Re:Che ti aspetti da un paese a forma di stivale? 1 anno fa Karma: 10  
OT
negaz, se non te la senti di leggere fa niente. io sostengo le mie tesi, come mi hanno sempre insegnanto a fare, con argomenti e esempi a sostegno della mia tesi. le risposte referendum non mi sono mai piaciute. e non è un trattato, ma un parere altrui che può offrire nuovi spunti.
 
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le cose perfette non mi portano fortuna. devo mettermi d'impegno e rovinarle una per una.
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#61393
NeGaZ (Utente)
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Re:Che ti aspetti da un paese a forma di stivale? 1 anno fa Karma: 3  
ahah
 
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