Hai ragione Giorgio, e tutto sommato è quello che abbiamo fatto sia io che te; entrambi abbiamo fatto la precisa scelta di formarci professionalmente fuori da Crotone; ma converrai sul fatto che la nostra posizione è in qualche modo "privilegiata", nel senso che non è garantita a tutti la possibilità di "espatriare" per qualche anno per poi ritornare a casa intrisi di scienza.
E poi, perchè e soprattutto fino a quando dovrà continuare questo esodo?!? Io ogni tanto ci penso a quanto sia paradossale il fatto di distaccarsi dagli affetti, dal luogo in cui sei nato e cresciuto, per la sola ragione che il nostro territorio non offre risorse formative adeguate. Non è giusto.
Sul discorso dell'orientamento mi trovi perfettamente d'accordo: quello è un fattore di fondamentale importanza ed anzi bisognerebbe valorizzarlo soprattutto negli anni precedenti il conseguimento del diploma.
Quanto invece alla necessità di fare quello in cui si riesce meglio, io propenderei per una soluzione mediana: seguiamo sì le nostre attitudini e le nostre passioni, quello deve senz'altro essere il punto di partenza, ma io non credo che oggi ci si possa permettere di trascurare completamente il profilo della domanda di lavoro. Pensa che io qualche anno fa avrei voluto fare il musicista, ma poi razionalmente (e soprattutto per la mia assoluta carenza di talento!) mi sono reso conto che il rischio sarebbe stato troppo alto. Come si dice: non si vive di sola arte (almeno nel mio caso)
