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Re:Sentimento e cultura nel castello Carlo V 4 mesi fa
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mIrAnDoLiNaVSeSaMi ha scritto:
wOOdstock ha scritto:
secondo me non ne hanno tenuto tanto conto del film,sono state usate le musiche, e non è poco.
il che lo considero sacrosanto, certo è che è un film di enorme successo, ma le menti poco avezze al teatro il paragone lo fanno eccome.
hai capito no?
be si tratta comunque di una ripresa di novecento, per cui si sono usate le musiche del film (musiche di ennio morricone)si tratta di una ripresa ovviamente gestita da attori diversi...pero ti posso assicurare a te ed ad andrea....che per noi e stato un gran piacere lavorare su quel copione...e ti assicuro che non e stata sbagliata la scelata ma e stata una vera prova..per noi che ci stiamo da un po...e per i nuovi ragazzi..un esame e sopratutto cominciare ad essere professionali e seri..perche e da un po che questa cosa mancava e che sopratutto a crotone non si mai vista....
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Re:Sentimento e cultura nel castello Carlo V 4 mesi fa
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Roxenne06 ha scritto:
parliamo di Daniele Franci, parliamo non di un regista qualsiasi ma di UN regista a livello internazionale ed europeo...quindi io credo che sia esperto e nello stesso tempo consapevole della difficoltà del copione. ma sopratutto consapevole di come andava montato.
e posso assicurare che nessuno altro avrebbe potuto fare di meglio...
Barbara, lo spettacolo è stato carino, ma questa che hai detto mi sembra una stronzata colossale.
a proposito di "racconto" . come ben sai il teatro di narrazone e un teatro (come dice la stessa parola "narrazione"che significa narrare raccontare qualcosa)che si accompagna con pochissimi gesti, molta mimica e sopratutto emozione.
Non è vero che si accompagna a pochissimi gesti, anzi, il teatro di narrazione comprende l'affabulazione, cioè far vivere tanti personaggi anche da parte di un solo attore, quindi i gesti e la MIMICA ci sono eccome
quel copione puo essere recitato da 1 solo attore o da 20 attori(1 solo attore è impossibile casomai 2perche come ben sai i personaggi da interpretare sono due no?) .
non ha senso quello che hai detto, in verità Novecento nasce come monologo interpretativo rivolto ad un solo attore in quanto la narrazione è affidata ad un solo personaggio,ed è solo nel monologo finale che l'attore cambia, quindi è un testo per uno solo.
l'obbiettivo del'attore e far entrare nel cuore, nella mente del pubblico la storia. non con molti gesti ma con molte parole ed emozioni.
questa è una visione romantica del lavoro dell'attore.
l'attore deve essere un'atleta del cuore, allenato nel corpo e nello spirito.
fidati che dopo 6 ore di laboratorio intenso, non hai neanche la forza di accenderti una sigaretta, il cuore e le emozioni vengono dopo.
credimi è stato duro per noi pero dopo tanto lavoro cisiamo riusciti. in questo copione la cosa da capire e una: chi e il perdente e chi quello che ha vinto sulla vita..questa cosa le persone che c'erano l'hanno capito e non sono persone che ne capiscano di teatro e quant'altro.
non prendere queste mie parole come insulto o come essere presuntuosa, ma prendili solo come contro critica...ti ringrazo per averci detto la verità la critica fortifica un geruppo e fa in modo di migliorare sempre molte cose... 
come ho già detto io apprezzo tutto di questo spettacolo, l'impegno che ci avete messo, la determinazione, il coraggio.
tutto questo vi fa onore, ed io sono molto fiero.
ma ho evitato di scendere nelle critiche perchè per me resta uno spettacolo amatoriale, e in quanto tale pieno zeppo di difetti e imperfezioni.
io lodo l'impegno dei nuovi allievi, e so quanto è dura confrontarsi cono il pubblico, ma di cose da dire sulla regia e sulla recitazione ce ne sarebbero.
evito di farlo perchè secondo me lo spirito dello spettacolo è stata la coesione che aveva la compagnia, il voler stare tutti insieme, e la genuinità.
si, ci sono stati Veronica e Paolo che a mio avviso hanno retto la macchina scenica, ma da qui a dire che nessuno avrebbe potuto far meglio, ce ne passa di acqua.
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d'ogni verità anche il contrario è vero
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Taiki (Utente)
Moderatore
Messaggi: 3652
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Re:Sentimento e cultura nel castello Carlo V 4 mesi fa
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non eccediamo, in un verso o in un altro 
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"tutti pensano di cambiare il mondo, nessuno pensa di cambiare se stesso"
(l. n. tolstoj)
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Re:Sentimento e cultura nel castello Carlo V 4 mesi fa
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wOOdstock ha scritto:
Roxenne06 ha scritto:
parliamo di Daniele Franci, parliamo non di un regista qualsiasi ma di UN regista a livello internazionale ed europeo...quindi io credo che sia esperto e nello stesso tempo consapevole della difficoltà del copione. ma sopratutto consapevole di come andava montato.
e posso assicurare che nessuno altro avrebbe potuto fare di meglio...
Barbara, lo spettacolo è stato carino, ma questa che hai detto mi sembra una stronzata colossale.
a proposito di "racconto" . come ben sai il teatro di narrazone e un teatro (come dice la stessa parola "narrazione"che significa narrare raccontare qualcosa)che si accompagna con pochissimi gesti, molta mimica e sopratutto emozione.
Non è vero che si accompagna a pochissimi gesti, anzi, il teatro di narrazione comprende l'affabulazione, cioè far vivere tanti personaggi anche da parte di un solo attore, quindi i gesti e la MIMICA ci sono eccome
quel copione puo essere recitato da 1 solo attore o da 20 attori(1 solo attore è impossibile casomai 2perche come ben sai i personaggi da interpretare sono due no?) .
non ha senso quello che hai detto, in verità Novecento nasce come monologo interpretativo rivolto ad un solo attore in quanto la narrazione è affidata ad un solo personaggio,ed è solo nel monologo finale che l'attore cambia, quindi è un testo per uno solo.
l'obbiettivo del'attore e far entrare nel cuore, nella mente del pubblico la storia. non con molti gesti ma con molte parole ed emozioni.
questa è una visione romantica del lavoro dell'attore.
l'attore deve essere un'atleta del cuore, allenato nel corpo e nello spirito.
fidati che dopo 6 ore di laboratorio intenso, non hai neanche la forza di accenderti una sigaretta, il cuore e le emozioni vengono dopo.
credimi è stato duro per noi pero dopo tanto lavoro cisiamo riusciti. in questo copione la cosa da capire e una: chi e il perdente e chi quello che ha vinto sulla vita..questa cosa le persone che c'erano l'hanno capito e non sono persone che ne capiscano di teatro e quant'altro.
non prendere queste mie parole come insulto o come essere presuntuosa, ma prendili solo come contro critica...ti ringrazo per averci detto la verità la critica fortifica un geruppo e fa in modo di migliorare sempre molte cose... 
come ho già detto io apprezzo tutto di questo spettacolo, l'impegno che ci avete messo, la determinazione, il coraggio.
tutto questo vi fa onore, ed io sono molto fiero.
ma ho evitato di scendere nelle critiche perchè per me resta uno spettacolo amatoriale, e in quanto tale pieno zeppo di difetti e imperfezioni.
io lodo l'impegno dei nuovi allievi, e so quanto è dura confrontarsi cono il pubblico, ma di cose da dire sulla regia e sulla recitazione ce ne sarebbero.
evito di farlo perchè secondo me lo spirito dello spettacolo è stata la coesione che aveva la compagnia, il voler stare tutti insieme, e la genuinità.
si, ci sono stati Veronica e Paolo che a mio avviso hanno retto la macchina scenica, ma da qui a dire che nessuno avrebbe potuto far meglio, ce ne passa di acqua.
nn voglio prendere le difese di barbara o mettere in dubbio le tue competenze in qst ambito....cmq penso ke barbara dicendo ke nessuno poteva fare meglio si riferisse nn agli attori ma al lavoro di regia...tu hai lavorato cn franci per come mi è sembrato di capire... e penso ke nessuno possa mettere in dubbio le sue capacità artistiche...o sbaglio?!cmq indubbiamente hai ragione lo spettacolo poteva essere messo in scena meglio....anke perkè nn posso darti torto è uno spettacolo fatto d amatori....e solo poki cn anni d esperienza alle spalle...appunto veronica mikile ecc....però ti posso assicurare ke è grazie anke a loro se molti di noi abbiamo avuto la possibilità d andare in scena...il gruppo era molto unito...e sarà ke anke io la vedo in modo romantico come dici tu...ma il bello del teatro per ki lo fa a livelli "bassi" cm noi sia proprio qst...divertirsi.....e cmq penso anke ke il compito dell attore sia qll di trasmettere emozioni...sentimenti...far vivere storie senza tempo....nn è un affronto ma solo un confronto di idee... 
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Re:Sentimento e cultura nel castello Carlo V 4 mesi fa
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Roxenne06 ha scritto:
mIrAnDoLiNaVSeSaMi ha scritto:
wOOdstock ha scritto:
secondo me non ne hanno tenuto tanto conto del film,sono state usate le musiche, e non è poco.
il che lo considero sacrosanto, certo è che è un film di enorme successo, ma le menti poco avezze al teatro il paragone lo fanno eccome.
hai capito no? 
be si tratta comunque di una ripresa di novecento, per cui si sono usate le musiche del film (musiche di ennio morricone)si tratta di una ripresa ovviamente gestita da attori diversi...pero ti posso assicurare a te ed ad andrea....che per noi e stato un gran piacere lavorare su quel copione...e ti assicuro che non e stata sbagliata la scelata ma e stata una vera prova..per noi che ci stiamo da un po...e per i nuovi ragazzi..un esame e sopratutto cominciare ad essere professionali e seri..perche e da un po che questa cosa mancava e che sopratutto a crotone non si mai vista....
mah, ripeto non ho nulla da dire su di voi, però francamente, se non avessi conosciuto ed amato il testo, mi sarei annoiata. e questo è un dato di fatto. poi a questo punto non lo so. la spiegazione che mi sono data è quella.
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deliriodelizia________signora senza servi
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Re:Sentimento e cultura nel castello Carlo V 4 mesi fa
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Roxenne06 ha scritto:
parliamo di Daniele Franci, parliamo non di un regista qualsiasi ma di UN regista a livello internazionale ed europeo...quindi io credo che sia esperto e nello stesso tempo consapevole della difficoltà del copione. ma sopratutto consapevole di come andava montato.
e posso assicurare che nessuno altro avrebbe potuto fare di meglio...
a proposito di "racconto" . come ben sai il teatro di narrazone e un teatro (come dice la stessa parola "narrazione"che significa narrare raccontare qualcosa)che si accompagna con pochissimi gesti, molta mimica e sopratutto emozione. quel copione puo essere recitato da 1 solo attore o da 20 attori(1 solo attore è impossibile casomai 2perche come ben sai i personaggi da interpretare sono due no?) . l'obbiettivo del'attore e far entrare nel cuore, nella mente del pubblico la storia. non con molti gesti ma con molte parole ed emozioni. credimi è stato duro per noi pero dopo tanto lavoro cisiamo riusciti. in questo copione la cosa da capire e una: chi e il perdente e chi quello che ha vinto sulla vita..questa cosa le persone che c'erano l'hanno capito e non sono persone che ne capiscano di teatro e quant'altro.
non prendere queste mie parole come insulto o come essere presuntuosa, ma prendili solo come contro critica...ti ringrazo per averci detto la verità la critica fortifica un geruppo e fa in modo di migliorare sempre molte cose...
comfermo tutte le precisazioni che ha fatto Woodstock su questo tuo intervento. aggiungo solo che a me (e lo dico papale papale, perchè è inutile girarci intorno) che sia Daniele Franci o Luca Ronconi non me ne può fregar de meno, se con l'occhio un po' allenato che mi ritrovo (non così, ma perchè ho conosciuto più d'un regista e ho fatto qualche esperienza, ma soprattutto ho visto quanto più teatro mi è stato possibile) mi sono accorta che lo spettacolo zoppicava, non c'è nome che tenga, zoppicava e basta. ti assicuro che, senza avere nulla contro daniele franci, non è vero che nessun altro avrebbe potuto fare di meglio.
in questo mio intervento non voglio essere scortese, ma solo mettere i puntini sulle i.
ah, vorrei aggiungere che l'attore per definizione "agisce" e la parola è una delle sue azioni, non la base di tutto. le emozioni si trasmettono soprattutto perchè le emozioni le provi tu (tu-attore) e le trasmetti col corpo, col respiro, con la voce, e pooooi con le parole. il testo, come mi hanno insegnato, è spesso un "pretesto", infatti l'Attore ti può far emozionare anche leggendo le istruzioni del frullatore. Nel vostro caso è ovvio che il testo è importante, ma non puoi affermarlo in assoluto. non so se mi spiego.
ciaociao
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deliriodelizia________signora senza servi
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Re:Sentimento e cultura nel castello Carlo V 4 mesi fa
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wOOdstock ha scritto:
Roxenne06 ha scritto:
parliamo di Daniele Franci, parliamo non di un regista qualsiasi ma di UN regista a livello internazionale ed europeo...quindi io credo che sia esperto e nello stesso tempo consapevole della difficoltà del copione. ma sopratutto consapevole di come andava montato.
e posso assicurare che nessuno altro avrebbe potuto fare di meglio...
Barbara, lo spettacolo è stato carino, ma questa che hai detto mi sembra una stronzata colossale.
a proposito di "racconto" . come ben sai il teatro di narrazone e un teatro (come dice la stessa parola "narrazione"che significa narrare raccontare qualcosa)che si accompagna con pochissimi gesti, molta mimica e sopratutto emozione.
Non è vero che si accompagna a pochissimi gesti, anzi, il teatro di narrazione comprende l'affabulazione, cioè far vivere tanti personaggi anche da parte di un solo attore, quindi i gesti e la MIMICA ci sono eccome
quel copione puo essere recitato da 1 solo attore o da 20 attori(1 solo attore è impossibile casomai 2perche come ben sai i personaggi da interpretare sono due no?) .
non ha senso quello che hai detto, in verità Novecento nasce come monologo interpretativo rivolto ad un solo attore in quanto la narrazione è affidata ad un solo personaggio,ed è solo nel monologo finale che l'attore cambia, quindi è un testo per uno solo.
l'obbiettivo del'attore e far entrare nel cuore, nella mente del pubblico la storia. non con molti gesti ma con molte parole ed emozioni.
questa è una visione romantica del lavoro dell'attore.
l'attore deve essere un'atleta del cuore, allenato nel corpo e nello spirito.
fidati che dopo 6 ore di laboratorio intenso, non hai neanche la forza di accenderti una sigaretta, il cuore e le emozioni vengono dopo.
credimi è stato duro per noi pero dopo tanto lavoro cisiamo riusciti. in questo copione la cosa da capire e una: chi e il perdente e chi quello che ha vinto sulla vita..questa cosa le persone che c'erano l'hanno capito e non sono persone che ne capiscano di teatro e quant'altro.
non prendere queste mie parole come insulto o come essere presuntuosa, ma prendili solo come contro critica...ti ringrazo per averci detto la verità la critica fortifica un geruppo e fa in modo di migliorare sempre molte cose... 
come ho già detto io apprezzo tutto di questo spettacolo, l'impegno che ci avete messo, la determinazione, il coraggio.
tutto questo vi fa onore, ed io sono molto fiero.
ma ho evitato di scendere nelle critiche perchè per me resta uno spettacolo amatoriale, e in quanto tale pieno zeppo di difetti e imperfezioni.
io lodo l'impegno dei nuovi allievi, e so quanto è dura confrontarsi cono il pubblico, ma di cose da dire sulla regia e sulla recitazione ce ne sarebbero.
evito di farlo perchè secondo me lo spirito dello spettacolo è stata la coesione che aveva la compagnia, il voler stare tutti insieme, e la genuinità.
si, ci sono stati Veronica e Paolo che a mio avviso hanno retto la macchina scenica, ma da qui a dire che nessuno avrebbe potuto far meglio, ce ne passa di acqua.
ai ragione andrea...forse tu ne sai piu di me.....egregio e onorato direttore artistico...vuoi prendere il posto di daniele? andre io faccio teatro da 5 anni..e in cinque anni ho imparato una cosa...per fare teatro bisogna essere umili...tu non lo sei e per quanto ne so io molte volte sei solo stato bravo a parlare e nient'altro...scusa se parolo cosi di te e quello che penso...ciao.
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Ultima modifica: 2008/06/18 18:55 da Roxenne06.
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Re:Sentimento e cultura nel castello Carlo V 4 mesi fa
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Roxenne06 ha scritto:
ai ragione andrea...forse tu ne sai piu di me.....egregio e onorato direttore artistico...vuoi prendere il posto di daniele? andre io faccio teatro da 5 anni..e in cinque anni ho imparato una cosa...per fare teatro bisogna essere umili...tu non lo sei e per quanto ne so io molte volte sei solo stato bravo a parlare e nient'altro...scusa se parolo cosi di te e quello che penso...ciao.
guarda che essere umili non vuol dire essere acritici.
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deliriodelizia________signora senza servi
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Re:Sentimento e cultura nel castello Carlo V 4 mesi fa
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Roxenne06 ha scritto:
ai ragione andrea...forse tu ne sai piu di me.....egregio e onorato direttore artistico...vuoi prendere il posto di daniele? andre io faccio teatro da 5 anni..e in cinque anni ho imparato una cosa...per fare teatro bisogna essere umili...tu non lo sei e per quanto ne so io molte volte sei solo stato bravo a parlare e nient'altro...scusa se parolo cosi di te e quello che penso...ciao.
...e poi sai che facciamo? giochiamo alla strega comanda colore, già, perchè mi sembra che questo sia il livello culturale del discorso.
non sono un direttore artistico e non vorrò mai esserlo, non è il mio ruolo.
quanto prendere il posto di franci, bhe, ambisco ad altro grazie, ognuno ha il suo lavoro.
tu fai (?) teatro da cinque anni ed hai imparato solo ad essere umile? mi sembra un po pochino.
ma non voglio essere cattivo, e non ve lo meritate, quindi non andrò avanti.
se leggessi tutti i miei interventi ti accorgeresti che io ho difeso a spada tratta lo spettacolo, pur cosciente delle sue pecche.
l'ho difeso perchè è proprio lo spirito dell'accademia che si è ritrovato, che mi fa felice. ma tu non l'hai capito, mi dispiace.
io sono onesto, lo spettacolo secondo me aveva le sue pecche, ma per me il metro di misura non è artistico ma umano.
c'era la voglia e si vedeva.
io nel mio ultimo intervento non ho attaccato ne l'accademia ne lo spettacolo, ho attaccato le stronzate che hai sparato tu.
io se non fossi stato umile non sarei neanche venuto li, ma invece tu parli tanto di umiltà e ti lasci ingannare da una critica costruttiva che non hai nemmeno saputo cogliere, accecata, come sei, dalla voglia di controbattere.
contro cosa poi?
barbarè....cresci.
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Ultima modifica: 2008/06/18 21:44 da wOOdstock.
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d'ogni verità anche il contrario è vero
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Re:Sentimento e cultura nel castello Carlo V 4 mesi fa
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aggiungo un'intervento per me doveroso.
chiedo umilmente scusa.
chiedo umilmente scusa a me stesso, perchè ancora una volta mi sono sbagliato sul fatto che si potesse raggiungere una certa maturità nel dialogo.
ancora una volta mi sono esposto a discorsi che ritenevo chiusi da molto tempo.
ancora una volta mi sono riavvicinato ad un contesto che adesso ricordo perchè ne sono uscito.
non ho mantenuto la promessa fatta a me stesso...mi chiedo scusa.
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d'ogni verità anche il contrario è vero
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