da
http://www.ilcrotonese.it/notizia.asp?IDNotizia=14795&IDCategoria=1
"Il consigliere comunale Giuseppe Mercurio è stato interrogato nella mattinata di giovedì dal sostituto procuratore della repubblica di Crotone Pierpaolo Bruni. Il capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale è arrivato negli uffici della Procura in compagnia dei suoi legali, gli avvocati Giovanni Iaconis e Francesco Verri, e si è trattenuto per alcune ore. Massimo riserbo, sia da parte degli inquirenti che dei difensori sul contenuto dell’interrogatorio.
Ma non è escluso che Mercurio sia stato sentito sulle circostanze rivelate nelle ultime settimane da alcuni collaboratori di giustizia, in particolare da Vincenzo Marino e Luigi Bonaventura
che lo hanno tirato pesantemente in ballo indicandolo come persona vicina al clan Russelli di Papanice. Proprio in seguito a quelle dichiarazioni, lo stesso consigliere comunale aveva chiesto di essere ascoltato dal sostituto procuratore Bruni per chiarire la sua posizione. Un desiderio che, evidentemente, è stato subito esaudito dagli inquirenti.
Il nome di
Giuseppe Mercurio compare per la prima volta in un verbale di interrogatorio del collaboratore Luigi Bonaventura datato 29 marzo 2007 nel quale si afferma che il consigliere comunale,
forte dei suoi legami con i Russelli, avrebbe dato una mano al collega Franco Pristerà, proprietario di alcuni supermercati in città, a risolvere i suoi problemi con gli esponenti delle cosche dai quali era sottoposto a continue estorsioni.
Mercurio, secondo il collaboratore,
avrebbe consigliato a Pristerà “di rivolgersi a Leo Russelli, che Leo Russelli gli avrebbe dato garanzie su tante situazioni e che non avrebbe avuto più problemi. Da lì Franco Pristerà si recò a Papanice dove incontrò Leo Russelli e si misero d’accordo”.
Nei giorni scorsi, poi, è stato il collaboratore Vincenzo Marino, deponendo al processo Tramontana, ad accostare nuovamente il nome del consigliere comunale al clan di Papanice. Marino, in particolare, ha fatto
riferimento al progetto per la realizzazione di un inceneritore che avrebbe fatto gola alle cosche crotonesi;
progetto per il quale occorreva il via libera da parte della Provincia che invece tardava ad arrivare.
A quel punto, per sbloccare l’iter,
Russelli avrebbe fatto avvicinare il presidente Iritale da Giuseppe Mercurio e da un avvocato.
Se effettivamente siano queste le circostanze contestate dagli inquirenti all’esponente del Pd crotonese o se ci sia altro in pentola è tutto da verificare.
(d.p.) "
Inoltre, da
http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=16350&
Itemid=70
"Crotone esisterebbe una cupola composta da politici, faccendieri e imprenditori che fa affari con la 'ndrangheta. Su questa ipotesi sta lavorando la Procura.
Il pm Pierpaolo Bruni ha inviato un avviso di garanzia al capogruppo del Pd al Comune Giuseppe Mercurio in cui si ipotizza i reati di violazione della legge Anselmi sulle logge segrete, concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione e ieri, come riporta il Quotidiano della Calabria, lo ha interrogato. L'inchiesta ha subito un'accelerazione dopo che il nome di Mercurio, al momento l'unico indagato, e' stato fatto da un collaboratore di giustizia, Vincenzo Marino, durante un processo contro presunti affiliati a cosche di Crotone.
Marino ha sostenuto che Mercurio aveva fatto pressioni sul presidente della Provincia, Sergio Iritale, perche' approvasse un progetto al quale era interessato il presunto boss Leo Russelli. Iritale si rifiuto' e il portone della sua abitazione fu incendiato. Secondo l'accusa il progetto sarebbe stato quello relativo alla realizzazione di un impianto eolico. Gli accertamenti interessano, oltre all'eolico, anche il progetto per un megavillaggio turistico poi bocciato dalla Regione. (ANSA)."
Personalmente, non mi permetto di condannare nessuno, nè di esprimere un giudizio prima dell'ultimo grado di giustizia ma se le accuse dovessero essere confermate, sarebbe di una gravità inaudita. Mi piace, stando a quanto emerso sinora, sottolineare il comportamento del Presidente Iritale che NON ha cedutoa certi ricatti, subendo pericolosi atti intimidatori.