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Colonialismo italiano in Libia (1 presenti) (1) Ospite
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Discussione: Colonialismo italiano in Libia
#126219
closer (Utente)
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Re:Colonialismo italiano in Libia 4 mesi, 2 settimane fa Karma: 10  
NicK88 ha scritto:
A quindi dovremmo dei risarcimenti ad un Dittatore ke detiene un potere pressokkè assoluto su una nazione X dei danni risalenti niente di meno ke alla guerra?? [/quote]

non dobbiamo risarcimenti ad un dittatore, ma alla Libia ed al suo popolo, a causa delle sofferenze che gli abbiamo imposto nel periodo coloniale.
e sai perchè? un accordo del 1998 negoziato tra noi e la Libia ce lo impone.
 
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#126221
closer (Utente)
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Re:Colonialismo italiano in Libia 4 mesi, 2 settimane fa Karma: 10  
NicK88 ha scritto:
A quindi dovremmo dei risarcimenti ad un Dittatore ke detiene un potere pressokkè assoluto su una nazione X dei danni risalenti niente di meno ke alla guerra??


non dobbiamo risarcimenti ad un dittatore, ma alla Libia ed al suo popolo, a causa delle sofferenze che gli abbiamo imposto nel periodo coloniale.
e sai perchè? un accordo del 1998 negoziato tra noi e la Libia ce lo impone.
 
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Ultima modifica: 2008/05/29 23:50 da closer.
 
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#126223
giugiukr (Utente)
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Re:Colonialismo italiano in Libia 4 mesi, 2 settimane fa Karma: 1  
secondo me bisognrebbe chiedere scusa alla libia e al etiopia e alla somalia e alle nostre ex colonie per ilo comportamento avuto dai nostri soldati in passato e pagare i danni che arrecammo alle popolazioni civili di quei paesi pagando soldi e creando un associazione tipo commoewalth britannico per rafforzare i rapporti di amicizia ed economico culturali fra noi e le nostre ex colonie
 
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#126224
colobs (Utente)
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Re:Colonialismo italiano in Libia 4 mesi, 2 settimane fa Karma: 4  
nefer81 ha scritto:
Ragazzi...avevo ragione io a pensare che la verità fa male, resta il fatto che non stavo facendo alcun paragone, ma solo far capire chi sono realmente gli italiani, ho preso il discorso degli ebrei per il semplice motivo che anche i libici come gli ebrei sono stati nei campi di concentramento...colonialismo non significa usare i campi di concentramento, cercate di ragionare...sapete cosa facevano li dentro! Il vero problema è che per voi non è giusto parlare male dei fascisti

..parlerei male dei fascisti a volontà io!!! non voglio difendere nessuno!!! hanno fatto degli enormi sbagli che se sto qua a elencare andrei fuori tema...

sono morti 40.000 di libici e nessuno lo ricorda

ti quoto in pieno qua...è stata sempre una grossa macchia di sangue nella storia della nostra nazione e della storia...

ancora oggi ci prendiamo il lusso di insultarli

a insultarli sono solo dei poveri cretini che non sanno niente...non un'intera nazione...


..continuo comunque a dire che non bisognerebbe risarcire nessuno...ritornando sempre a dire: quanti popoli hanno avuto la stessa sorte dei libici?? perchè allora non risarcire anche i galli e i franchi come diceva ironicamente nick 88??
 
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#126242
nefer81 (Utente)
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Re:Colonialismo italiano in Libia 4 mesi, 2 settimane fa Karma: 8  
Non mi sembra di aver parlato di risarcimento.....ma è giusto chiedere scusa a chi ci sta dando il petrolio per sopravvivere, ed è giusto ricordare. Sò che a distanza di anni i nazisti hanno chiesto scusa agli ebrei, ora si vergognano di quello che hanno fatto, chi governa oggi l'Italia non è minimamente pentito di quello che è successo quasi 70 anni fa. In Libia sanno che la maggior parte degli italiani non conosce questo capitolo dei fascisti, ma bisogna dire che chi ha subito massacri e violenze non dimentica. Come testimonianza di quello che è successo esiste un film "LION OF THE DESERT", è stato proprio Gheddafi a far fare questo film nel '79, 5.000 di dollari per fare questo film, nell'81 il ministero italiano decide di censurare il film in Italia, reso conto.....TUTTO il mondo conosce cos'hanno fatto i fascisti, TUTTO il mondo ha visto questo film gli unici a non averlo MAI visto siamo noi italiani...NON LO VEDREMO MAI QUESTO FILM! Penso che chiunque vorrebbe essere al corrente delle cose che ci tengono nascoste (e secondo me sono tante)questa ne è una prova...
 
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Ultima modifica: 2008/05/30 11:06 da nefer81.
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#126252
nefer81 (Utente)
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Re:Colonialismo italiano in Libia 4 mesi, 2 settimane fa Karma: 8  
Comunque visto che avete preso il discorso del risarcimento, se siete informati sapete che gli ebrei sono stati risarciti...
 
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#126254
Taiki (Utente)
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Re:Colonialismo italiano in Libia 4 mesi, 2 settimane fa Karma: 10  
giusto perchè si parla di ebrei, il paragone è insensato quanto strumentale.

l'italia era in guerra contro la libia/turchia, pertanto tutte le azioni che sono riconducibili a questa situazione vanno catalogati come atti di guerra (non dissimili da quelli, giusto per fare ancora più confusione, che gli antichi romani adottavano con i popoli vinti) e, infatti, sono giudicati da tribunali speciali proprio perchè si presuppone che in guerra i normali diritti civili siano ridotti.

gli ebrei non erano invece uno stato (perchè gli ebrei sono un popolo, non uno stato) e non erano in guerra con nazisti o fascisti, pertanto nei confronti delle atrocità commesse contro di loro non si può configurare alcuna giustificazione.

è proprio la differenza tra guerra ed epurazione razziale, che sono due cose ben distinte
 
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"tutti pensano di cambiare il mondo, nessuno pensa di cambiare se stesso" (l. n. tolstoj)
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#126262
nefer81 (Utente)
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Re:Colonialismo italiano in Libia 4 mesi, 2 settimane fa Karma: 8  
Penso che quando si parli di campo di concentramento non ci sono distinzioni...persone erano gli ebrei e persone erano i libici...c'è morte peggiore della morte in un campo di concentramento? Colonialismo non significa morire in un campo di concentramento...i fascisti non erano diversi dai nazisti anche loro erano degli assassini.



A proposito i fascisti nel campo di concentramento in Libia usarono proprio una tecnica degli antichi romani...la decimazione
 
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#126273
saviel81 (Utente)
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Re:Colonialismo italiano in Libia 4 mesi, 2 settimane fa Karma: 3  
nefer81 ha scritto:
Dopo i fatti del 2006 con Calderoli che si è permesso si prendere in giro i libici e tutti i musulmani con la sua ridicola maglietta, nel 2008 (maggio) Calderoli, dopo aver ricevuto l' "invito" dalla Libia, chiede scusa per quello che ha fatto. Io mi permetto di "denunciare" anzi criticare l'Italia perchè non ha nessun diritto dopo 60 anni di insultare la Libia per il semplice motivo che i fascisti sono stati dei spietati "assassini" nel periodo della guerra, chissà se qualcuno di voi conosce questo pezzo di storia, se andate a controllare nei libri di storia nelle cartine geografiche la Libia era alleata con l'Italia...bugia....perchè l'Italia ha OBBLIGATO la Libia a combattere insieme a loro. Ora voglio farvi leggere un articolo che ho trovato su internet e ditemi quello che ne pensate. E' giusto che tutti sappiano e che tutti ammettono quello che è successo realmente.


"Recentemente ho fatto un viaggio nel deserto della Libia. Ne ho ammirato le bellezze, ne ho gustato il silenzio e ho appreso con sorpresa, dalla guida "Libia" di Andrea Semplici, alcuni episodi raccapriccianti del nostro colonialismo in Libia negli anni 1911-43.
Queste vicende sono state il "leitmotiv" del mio viaggio.
Alcuni fatti mi hanno maggiormente colpita: vi sono stati soprusi, atrocità, stermini, disprezzo per l'Altro e negazione della verità.
Quando nel 1911 con un motivo pretestuoso il liberale Giolitti scatena una guerra coloniale contro la Turchia che dominava la Libia, un contrattacco arabo-turco sorprende i bersaglieri italiani e ne uccide 500. La repressione militare è immediata e spietata: oltre 2000 arabi sono fucilati o impiccati e cinque mila vengono deportati in Italia e confinati nelle isole di Ustica, Ponza, Favignana e Tremiti.
La Libia chiede ancora oggi di sapere la verità sulla sorte dei libici scomparsi in Italia. Io, quando sono stata in queste isole, non ho visto alcuna traccia del passaggio di queste persone.
Poiché la resistenza libica era molto forte in Cirenaica, il generale Rodolfo Graziani, inviato da Mussolini nel 1930, non esiterà a mettere "a ferro e fuoco" tutta la zona.
Confisca le zavie, centri spirituali e assistenziali, sbarra con campi minati la frontiera con l'Egitto, annienta le mandrie e brucia i raccolti, usa gas e armi chimiche contro i civili. Tutta la popolazione dell'altopiano della Cirenaica, cento mila libici, viene deportata in campi di concentramento nel deserto della Sirte. In 40mila moriranno per fame, epidemie, violenze, uccisioni. Per tre anni staranno rinchiusi in questi campi delimitati da doppio filo spinato. Ogni atto di ribellione o tentativo di fuga era punito con la morte. L'impiccagione avveniva a mezzogiorno, al centro del campo, dove tutti erano costretti a radunarsi. Ogni giorno, dicono i sopravvissuti, 50 cadaveri uscivano dal recinto.
Naturalmente questi campi in Italia erano propagandati come paradisi dove fiorivano ordine e disciplina e regnavano igiene e pulizia.
Nel 1979 Gheddafi affida al regista siro-americano Mustafà Akkad l'incarico di girare in Cirenaica un Kolossal sulla resistenza libica contro gli italiani.
Il leone del deserto viene presentato a Cannes con un buon successo ma non sarà mai ufficialmente proiettato in Italia. "Il film è sgradito" dirà il sottosegretario agli esteri Costa nel 1981 e nel 1987 una proiezione a Trento verrà proibita dalla Digos.
L'Italia ancora negli anni '80 non sopporta di veder raccontata una storia coloniale intrisa di orrori e tragedie.
Abdullah, la guida che mi ha accompagnato nel deserto, mi ha confermato quanto è vivo in loro il ricordo dei centomila libici deportati nel deserto nel 1932 e dei cinquemila deportati nelle nostre piccole isole nel 1911 di cui non hanno saputo più nulla. I libici aspettano ancora la mappa delle mine disseminate nel deserto che ancora oggi causano morti e mutilazioni.
I libici sono anche consapevoli che il popolo italiano, nella stragrande maggioranza, è all'oscuro delle atrocità che hanno accompagnato e sostenuto la nostra vicenda d'oltremare.
Leggendo e conoscendo questi episodi mi sono sentita defraudata della conoscenza dei fatti di un periodo storico. La verità sul nostro periodo coloniale stenta ad apparire, mentre continua ad essere diffusa l'immagine di un colonialismo dal "volto umano" interessato alla valorizzazione delle terre e all'elevazione delle genti africane.
Invece quando nel 1943 finisce il periodo coloniale italiano in Libia, "l'eredità italiana è disastrosa: il 94% della popolazione è analfabeta, la mortalità infantile è al 40%, il reddito procapite non supera le 16 sterline all'anno, la struttura sociale è arretrata di trecento anni; solo 13 libici sono laureati, tra di loro non c'è nessun medico" (da "Libia" di Andrea Semplici).
Inoltre la Libia fu per l'Arma aeronautica italiana un campo sperimentale per l'impiego a scopo bellico di aeroplani e dirigibili e per l'impiego di gas mortali. Gli aerei avevano l'ordine di alzarsi in volo per bombardare tutto ciò che si muoveva nelle oasi non controllate dalle truppe italiane: uomini, bestiame, coltivazioni e spesso le bombe erano cariche di iprite, gas mortale già allora al bando.
Ciò che rende atipica la vicenda coloniale italiana rispetto a quella delle altre potenze europee sono i miti che ha prodotto e soprattutto i silenzi e le rimozioni che l'hanno seguita fino ad anni recenti.
Solo nel 1998 l'Italia " esprime rammarico per le sofferenze arrecate al popolo libico a seguito della colonizzazione" e accetta le trentennali richieste libiche: aiuto ai tecnici libici per individuare i vecchi campi minati, risarcimento delle vittime saltate su quegli ordigni dimenticati e indagine sulla sorte dei deportati libici.
Ma ancora nulla di tutto ciò è stato fatto. Anche le recenti visite di Berlusconi in Libia non hanno concluso nulla.
Anzi in questi tempi si sta cercando di cancellare gli orrori compiuti in tempo fascista.
A Filettino, piccolo paese di montagna in provincia di Frosinone, paese di origine di Rodolfo Graziani, il sindaco, aiutato dalla Regione Lazio, sta pensando di dedicare un museo al sanguinario viceré che ha compiuto eccidi anche in Etiopia.
Accomiatandomi dai libici che mi avevano accompagnato nel deserto, ho esternato il rincrescimento per quanto accaduto. Penso che per stringere nuovi veri rapporti tra i due popoli, non solo il governo, ma anche i semplici cittadini, debbano riconoscere il male fatto quando se ne presenta l'opportunità.
Ho promesso che avrei diffuso la conoscenza di quanto realmente accaduto durante il periodo coloniale italiano in Libia e avrei agito, di conseguenza, come cittadina italiana che vuole pace e giustizia tra i popoli."

Hai assolutamente ragione quando dici che l'Italia ha un debito di sangue nei confronti della Libia.
Hai assolutamente torto pero' quando parli dell'islam e della libertà di ognuno a pensala come vuole... Infatti i musulmani integralisti e tra questi possono essere ricompresi i libici che hanno manifestato violentemente in libia nei pressi della nostra ambasciata all'epoca dei fatti da te richiamati, non accettano che nel nostro Paese vi siano i crocifissi nelle scuole per esempio, e in generale non accettano cio che è estraneo al loro modo di pensare...
mi domando allora perchè nessun Italiano si è sentito offeso quando hanno offeso il Papa o quando nn l'hanno fatto parlare alla sapienza?! Secondo poi la satira è satira, o va bene solo quando si sbeffeggia chi non ci è simpatico?!!!
 
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#126282
nefer81 (Utente)
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Re:Colonialismo italiano in Libia 4 mesi, 2 settimane fa Karma: 8  
saviel81 ha scritto:
nefer81 ha scritto:
Dopo i fatti del 2006 con Calderoli che si è permesso si prendere in giro i libici e tutti i musulmani con la sua ridicola maglietta, nel 2008 (maggio) Calderoli, dopo aver ricevuto l' "invito" dalla Libia, chiede scusa per quello che ha fatto. Io mi permetto di "denunciare" anzi criticare l'Italia perchè non ha nessun diritto dopo 60 anni di insultare la Libia per il semplice motivo che i fascisti sono stati dei spietati "assassini" nel periodo della guerra, chissà se qualcuno di voi conosce questo pezzo di storia, se andate a controllare nei libri di storia nelle cartine geografiche la Libia era alleata con l'Italia...bugia....perchè l'Italia ha OBBLIGATO la Libia a combattere insieme a loro. Ora voglio farvi leggere un articolo che ho trovato su internet e ditemi quello che ne pensate. E' giusto che tutti sappiano e che tutti ammettono quello che è successo realmente.


"Recentemente ho fatto un viaggio nel deserto della Libia. Ne ho ammirato le bellezze, ne ho gustato il silenzio e ho appreso con sorpresa, dalla guida "Libia" di Andrea Semplici, alcuni episodi raccapriccianti del nostro colonialismo in Libia negli anni 1911-43.
Queste vicende sono state il "leitmotiv" del mio viaggio.
Alcuni fatti mi hanno maggiormente colpita: vi sono stati soprusi, atrocità, stermini, disprezzo per l'Altro e negazione della verità.
Quando nel 1911 con un motivo pretestuoso il liberale Giolitti scatena una guerra coloniale contro la Turchia che dominava la Libia, un contrattacco arabo-turco sorprende i bersaglieri italiani e ne uccide 500. La repressione militare è immediata e spietata: oltre 2000 arabi sono fucilati o impiccati e cinque mila vengono deportati in Italia e confinati nelle isole di Ustica, Ponza, Favignana e Tremiti.
La Libia chiede ancora oggi di sapere la verità sulla sorte dei libici scomparsi in Italia. Io, quando sono stata in queste isole, non ho visto alcuna traccia del passaggio di queste persone.
Poiché la resistenza libica era molto forte in Cirenaica, il generale Rodolfo Graziani, inviato da Mussolini nel 1930, non esiterà a mettere "a ferro e fuoco" tutta la zona.
Confisca le zavie, centri spirituali e assistenziali, sbarra con campi minati la frontiera con l'Egitto, annienta le mandrie e brucia i raccolti, usa gas e armi chimiche contro i civili. Tutta la popolazione dell'altopiano della Cirenaica, cento mila libici, viene deportata in campi di concentramento nel deserto della Sirte. In 40mila moriranno per fame, epidemie, violenze, uccisioni. Per tre anni staranno rinchiusi in questi campi delimitati da doppio filo spinato. Ogni atto di ribellione o tentativo di fuga era punito con la morte. L'impiccagione avveniva a mezzogiorno, al centro del campo, dove tutti erano costretti a radunarsi. Ogni giorno, dicono i sopravvissuti, 50 cadaveri uscivano dal recinto.
Naturalmente questi campi in Italia erano propagandati come paradisi dove fiorivano ordine e disciplina e regnavano igiene e pulizia.
Nel 1979 Gheddafi affida al regista siro-americano Mustafà Akkad l'incarico di girare in Cirenaica un Kolossal sulla resistenza libica contro gli italiani.
Il leone del deserto viene presentato a Cannes con un buon successo ma non sarà mai ufficialmente proiettato in Italia. "Il film è sgradito" dirà il sottosegretario agli esteri Costa nel 1981 e nel 1987 una proiezione a Trento verrà proibita dalla Digos.
L'Italia ancora negli anni '80 non sopporta di veder raccontata una storia coloniale intrisa di orrori e tragedie.
Abdullah, la guida che mi ha accompagnato nel deserto, mi ha confermato quanto è vivo in loro il ricordo dei centomila libici deportati nel deserto nel 1932 e dei cinquemila deportati nelle nostre piccole isole nel 1911 di cui non hanno saputo più nulla. I libici aspettano ancora la mappa delle mine disseminate nel deserto che ancora oggi causano morti e mutilazioni.
I libici sono anche consapevoli che il popolo italiano, nella stragrande maggioranza, è all'oscuro delle atrocità che hanno accompagnato e sostenuto la nostra vicenda d'oltremare.
Leggendo e conoscendo questi episodi mi sono sentita defraudata della conoscenza dei fatti di un periodo storico. La verità sul nostro periodo coloniale stenta ad apparire, mentre continua ad essere diffusa l'immagine di un colonialismo dal "volto umano" interessato alla valorizzazione delle terre e all'elevazione delle genti africane.
Invece quando nel 1943 finisce il periodo coloniale italiano in Libia, "l'eredità italiana è disastrosa: il 94% della popolazione è analfabeta, la mortalità infantile è al 40%, il reddito procapite non supera le 16 sterline all'anno, la struttura sociale è arretrata di trecento anni; solo 13 libici sono laureati, tra di loro non c'è nessun medico" (da "Libia" di Andrea Semplici).
Inoltre la Libia fu per l'Arma aeronautica italiana un campo sperimentale per l'impiego a scopo bellico di aeroplani e dirigibili e per l'impiego di gas mortali. Gli aerei avevano l'ordine di alzarsi in volo per bombardare tutto ciò che si muoveva nelle oasi non controllate dalle truppe italiane: uomini, bestiame, coltivazioni e spesso le bombe erano cariche di iprite, gas mortale già allora al bando.
Ciò che rende atipica la vicenda coloniale italiana rispetto a quella delle altre potenze europee sono i miti che ha prodotto e soprattutto i silenzi e le rimozioni che l'hanno seguita fino ad anni recenti.
Solo nel 1998 l'Italia " esprime rammarico per le sofferenze arrecate al popolo libico a seguito della colonizzazione" e accetta le trentennali richieste libiche: aiuto ai tecnici libici per individuare i vecchi campi minati, risarcimento delle vittime saltate su quegli ordigni dimenticati e indagine sulla sorte dei deportati libici.
Ma ancora nulla di tutto ciò è stato fatto. Anche le recenti visite di Berlusconi in Libia non hanno concluso nulla.
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A Filettino, piccolo paese di montagna in provincia di Frosinone, paese di origine di Rodolfo Graziani, il sindaco, aiutato dalla Regione Lazio, sta pensando di dedicare un museo al sanguinario viceré che ha compiuto eccidi anche in Etiopia.
Accomiatandomi dai libici che mi avevano accompagnato nel deserto, ho esternato il rincrescimento per quanto accaduto. Penso che per stringere nuovi veri rapporti tra i due popoli, non solo il governo, ma anche i semplici cittadini, debbano riconoscere il male fatto quando se ne presenta l'opportunità.
Ho promesso che avrei diffuso la conoscenza di quanto realmente accaduto durante il periodo coloniale italiano in Libia e avrei agito, di conseguenza, come cittadina italiana che vuole pace e giustizia tra i popoli."

Hai assolutamente ragione quando dici che l'Italia ha un debito di sangue nei confronti della Libia.
Hai assolutamente torto pero' quando parli dell'islam e della libertà di ognuno a pensala come vuole... Infatti i musulmani integralisti e tra questi possono essere ricompresi i libici che hanno manifestato violentemente in libia nei pressi della nostra ambasciata all'epoca dei fatti da te richiamati, non accettano che nel nostro Paese vi siano i crocifissi nelle scuole per esempio, e in generale non accettano cio che è estraneo al loro modo di pensare...
mi domando allora perchè nessun Italiano si è sentito offeso quando hanno offeso il Papa o quando nn l'hanno fatto parlare alla sapienza?! Secondo poi la satira è satira, o va bene solo quando si sbeffeggia chi non ci è simpatico?!!!


Hai assolutamente ragione quando parli di crocifissi nelle scuole perchè ognuno deve rispettare la cultura altrui e chi viene in Italia deve rispettare le nostre leggi, perchè sono solo degli ospiti qui ed è giusto che ci facciamo rispettare come vogliono essere rispettati loro quando andiamo nel loro paese. Ma scusami non sono d'accordo sul fatto della satira, perchè stiamo parlando di una nazione che ci sta dando il denaro. Calderoli ha chiesto scusa alla Libia dopo la sua satira, ma non mi sembra corretto da parte nostra dopo quello che è successo quasi 70 anni fa, se la Libia fosse realmente "cattiva" non ci avrebbe aiutato. Con tutto ciò che Gheddafi ha chiesto a Berlusconi di far costruire le ferrovie e le autostrade in Libia lui ha rifiutato e intanto però continuiamo a prenderci il PETROLIO da loro e intanto il nostro governo ha chiesto alla Libia di DIMENTICARE cos'è successo quasi 70 anni fa nei campi di concentramento...Questa è l'Italia!!! E' giusto che ci facciamo rispettare quando gli stranieri vengono in Italia ma almeno proviamo a rispettare anche gli altri
 
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