Roma- 9 maggio 1978, in via Caetani viene ritrovato il cadavere di Aldo Moro nel bagagliaio de una Renoault 4 di colore rosso.
Si conclude dopo 55 giorni di prigionia il caso Moro, rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978 in via Fani, giorno della presentazione del nuovo governo Guidato da Giulio Andreotti.
Le Br, travestiti da piloti dell'Alitalia, uccisero la scorta che era avanti la macchina di moro. Persero la vita 5 uomini della scorta.
All’agguato prendono parte i 4 brigatisti-avieri Prospero Gallinari, Valerio Morucci,Raffaele Fiore e Franco Bonisoli, più Mario Moretti, Alessio Casimirri, , Alvaro Loiacono, Barbara Balzerani, Bruno Seghetti e Rita Algranati, la “vedetta”.
Per tutta la durata di quel sequestro (55 giorni) i media e l'opinione pubblica italiana, europea e mondiale seguirono col fiato sospeso quel tragico fatto. Con vari ultimatum, pena la vita dello statista, le BR chiedono un riconoscimento politico del loro movimento e la liberazione dei brigatisti sotto processo a Torino. PCI-DC sono per la "fermezza", "rifiutare ogni compromesso", il PSI è invece per la trattativa. Passano 53 giorni di lacerazioni politiche, Vennero mobilitati politici di ogni Paese, lo stesso Papa Paolo VI, addirittura Cosa Nostra: invano.
Mario Moretti, colui che guidava la macchina delle BR, disse che era la politica italiana della Dc a voler uccidere Moro, infatti, le Br quando andavano a parlare con Moro, utilizzavano il passamontagna, perchè molto probabilmente lo si voleva liberare. E' ovvio che se Le Br non avessero voluto uccidere Aldo Moro, non avrebbero utilizzato il passamontagna!
Perciò oggi in tutta Italia si è fatto un minuto di silenzio (TRANNE NELLA NOSTRA SCUOLA), per ricordare appunto Aldo Moro.
Un vile atto di terrorismo, forse voluto dalla Dc, forse voluto dalle Br, non importa: Moro é morto. Di chi è la colpa? Dello stato che non volle accettare le condizioni? Purtroppo non si sa...e voi cosa ne pensate?
Ecco a voi i comunicati mandati dalle br:
Comunicato n°1 delle Br con allegata la foto di Moro nella “prigione del popolo”. Su segnalazione di due inquilini dello stabile, la polizia giunge nei pressi dell’appartamento di via Gradoli 96, bussa alla porta, non ottiene risposta e si defila. In quell’appartamento vivono Mario Moretti e Barbara Balzerani.
Comunicato n°2: le Br hanno cominciato il “processo” contro Moro e la Dc; l’interrogatorio è condotto dal solo Moretti. Oltre a Moretti solamente Prospero Gallinari ha contatto con Moro.
Lettera di Moro, la prima delle 28 che scriverà durante i 55 giorni di prigionia, a Cossiga: il leader Dc chiede al governo di trattare con le Br. La lettera dovrebbe rimanere segreta secondo la volontà dell’ostaggio, ma le Br decidono di renderla pubblica insieme al comunicato n° 3. Oltre alla lettera indirizzata a Cossiga, le Br fanno recapitare altre 2 lettere: una alla moglie Eleonora e l’altra all’amico Rana.
Comunicato n° 4 e lettera di Moro a Zaccagnini: lo statista rinnova gli appelli alla trattativa. Nella Dc una minoranza favorevole al dialogo con il partito armato, capeggiata da Amintore Fanfani, prende contatti con il Psi di Bttino Craxi.
Comunicato n° 5: le Br rendono pubblicano l’interrogatorio a Moro nel quale lo statista si scaglia duramente contro Taviani, accusato di opportunismo e trasformismo. Lo stesso Taviani, infatti, Ministro degli Interni all’epoca del sequestro Sossi, si era dichiarato favorevole in quella occasione a un eventuale scambio di prigionieri.
Comunicato n° 6: il processo è finito e le Br condannano a morte l’on. Moro.
Viene finalmente scoperta la base di via Gradoli, in circostanze da alcuni ritenute quantomeno “strane”. Giunge alle redazioni dei quotidiani il falso comunicato n° 7 del Lago della Duchessa. Obiettivo della messiscena, ideata da Claudio Vitalone (all’epoca magistrato della Procura di Roma) e realizzata dall’ambiguo falsario d’arte Tony Chicchiarelli (legato alla banda della Magliana), è quello di saggiare la reazione dell’opinione pubblica e “sparigliare” il gioco delle Br.
Il vero comunicato n° 7: ultimatum di 40 ore delle Br (scambio di prigionieri o esecuzione entro le ore 15 di sabato 22 aprile). Bettino Craxi rompe definitivamente il fronte della fermezza incaricando il Ministro di Grazia e Giustizia Giuliano Vassalli di individuare quali potrebbero essere i prigionieri adatti allo scambio. In serata, Dc e Pci si riuniscono e confermano invece la linea della fermezza.
Comunicato n° 8 e lettera di Moro a Zaccagnini e alla Dc.
Comunicato n° 9: “concludiamo la battaglia eseguendo la sentenza di morte”. Moro alla moglie: “Siamo, credo, al momento conclusivo”.
