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Ronaldo, carriera appesa a un filo
Rottura del tendine rotuleo, da 9 a 12 mesi di stop
di Andrea Saronni
Ora, forse, si possono capire meglio quelle sue continue visite all'infermeria di Milanello al primo pizzicore ai muscoli, alla fitta leggermente più intensa delle altre. Quei "scusate, preferisco stare fuori, non ce la faccio" che hanno suscitato ironia e commenti infastiditi persino da chi condivide con lui la quotidianità del Milan.
Non si sentiva pronto, Ronaldo, contro il Livorno. Gettata la spugna dopo i primi 45 minuti di domenica scorsa, contro il Siena, avrebbe volentieri evitato la convocazione. Invece è andato in panchina, è entrato nel momento del bisogno e in soli 90 secondi è giunto al capolinea della sua avventura in rossonero e, molto probabilmente, quello della sua storia di Fenomeno, di fuoriclasse capace di esaltare e dividere, di vincere da solo in campo e perdere, altrettanto da solo, fuori da esso.
La scena a cui San Siro e la pay-platea televisiva ha assistito al minuto 14 della ripresa è stata agghiacciante, indesiderato replay di un film già visto il 12 aprile 2000, stadio Olimpico di Roma, Lazio-Inter: la volata sul pallone con Vidigal procura un rigore, ma al termine dello scatto la gamba sinistra cede come recisa da un machete, la caduta a terra è più pesante di qualsiasi ironia sul girovita. Le mani nei capelli di un paio di compagni, la barella, le lacrime nel corridoio tra campo e panchine: l?incubo ricorrente di Ronie, quello che lo insegue da quella notte romana, si è materializzato.
Trasportato immediatamente in ambulanza al "Galeazzi", mecca ortopedica di Milano, Ronaldo ha saputo che il tendine del ginocchio sinistro se ne è andato (rottura del tendine rotuleo, la diagnosi ufficiale), che bisognerà operare giovedì a Parigi, che i tempi dell?eventuale recupero saranno lunghissimi, tra i nove e i dodici mesi. E la parola eventuale, per tutti quelli che insistono a volere cercare qualcosa dentro questo pallone del 21.mo secolo, ha un sapore amarissimo: alla fine della strada, non doveva essere questo il finale del Fenomeno.
mi dispiace molto...
