E' con estremo piacere che leggo questo articolo riguardante il Porto di Crotone. Vorrei fare alcune precisazioni su alcuni passaggi che ho appena letto, ma non per senso critico, semplicemnente per dovere di corretta informazione. La nave "Patricia" che giace attualmente affondata in prossimità del quartiere Gesù, non trasportava sigarette, ma grano, e dopo essere andata in secca a Capo Rizzuto, entrò nel porto di Crotone ed iniziò a scaricare il suo carico che però a seguito della falla (uno squarcio di una quindicina di metri) si iniziava a bagnare e quindi non era più commerciabile. Quindi anzichè farala affondare vicino ad una banchina commerciale, si decise di portarla in una zona del porto, dove non avrebbe creato problemi. (almeno allora - 12/13 anni fà). In merito alle navi dei clandestini, anche qui è giusto fare qualche precisazione, e cioè nessuna delle navi che ha attraccato a Crotone è mai stata rimorchiata a Reggio Calabria, se mai era il punto di spiaggiamento delle stesse che determinava il compartimento di competenza. Mi spiego meglio se le navi clandestine spiaggiavano a Nord di P.ta Stilo venivano rimorchiate a Crotone, viceversa andavano su Reggio Calabria. Vero è invece il costo altissimo che tutti noi sosteniamo per la guardiania delle stesse, come anche ottima (anche se già proposta) è l'idea di affondarle. Certo prima andrebero bonificate di tutte le sostanze inquinanti quali oli, idrocarburi vari, amianto ecc. e poi affondate, magari nella Riserva Marina, dove costituirebbero oltrechè un ottimo habitat per pesci e molluschi, anche un deterrente eccezionale contro la pesca a strascico che nonstante sia vietata in quelle zone, viene spesso abusivamente praticata. Altre considerazioni mi piacerebbe farle in merito ai dragaggi e ai traffici reali e potenziali che lo scalo crotonese sarebbe in grado di garantire, ma non vorrei apparire presuntuoso e pesante per cui li rimando al prossimo intervento, non prima di complimentarmi con i gestori del sito per la sensibilità che hanno dimostrato nei confronti di un infrastruttura che purtroppo è sconosciuta a parecchi crotonesi.
Flavio Matarazzo
www.portodicrotone.it