Discussione sull´articolo:
La Cina “in comune”
L'iniziativa può essere interessante, ma bisogna evitare scelte di tipo razzista, non si può etichettare come fuori legge qualsiasi prodotto cinese, dovremmo boicottare molti prodotti (anche americani) le cui multinazionali sfruttano il lavoro minorile. La Cina sarà una nazione che permette la produzione in condizioni disumane e senza garanzie sul prodotto, ma se i prodotti entrano in Italia devo rispettare perlomeno gli standard di qualità europei.
Allora le cose sono due, o questi standard non vengono controllati e allora saremmo a rischio per qualsiasi prodotto anche non "cinese", oppure le leggi che stabiliscono se un prodotto può nuocere alla salute non sono fatte bene.
Gli altri produttori non sono fessi, se non ci fossero delle leggi ad imporre principi ferrei di costruzione controlli sulla nocività degli stessi non le applicherebbero. Non vedo perché, se è vera la questione degli abiti che irritano la pelle, il ministero della Sanità non interviene a ritirarli dal mercato come si fà per qualsiasi prodotto non idoneo.
Messaggio modificato da: joyrom, alle: 2005/12/24 17:54