
Il repertorio è costituito da una gradevole miscela di brani degli artisti più rappresentativi degli anni 70. Il gruppo sembra ripercorrere tutta la storia del rock, spazia dai Beatles ai Deep Purple, attraversa le immense praterie del southern rock con i Creedence Clearwater Revival,esplora i recessi del rock lisergico dei Doors ed infine rende il doveroso tributo ad alcuni dei mostri sacri del rock, quali i Led Zeppelin e Jimi Hendrix.

L’esibizione purtroppo è fortemente condizionata dall’orario e dallo spazio angusto che offre il locale. Rispetto alla loro precedente serata estiva, i “Dazed And Confused” offrono uno spettacolo meno aggressivo e viscerale.Quello che perdono in termini di potenza, lo acquistano però sotto il profilo del sound. I pezzi vengono infatti reinterpretati con uno stile che enfatizza molto il lato più caldo del sound anni 70. Ne viene fuori un’esibizione colorita, capace di riscaldare gli animi del pubblico e di regalare al locale un’atmosfera gioiosa e vitale.
Sotto il profilo della presenza scenica la band dimostra una gran vitalità.
Alessando Manica si contorce letteralmente dal piacere durante le proprie improvvisazioni solistiche, Francesco Mercadante si dimena e gigioneggia allegramente per il palco, Antonio Calabretta dimostra come al solito tutta la sua carica emotiva sia dal punto di vista tecnico che da quello puramente espressivo.

E’ raro vedere tanta partecipazione emotiva in una band, sembra che la passione per la musica dei suoi componenti abbia bisogno di manifestarsi in ogni loro smorfia,in ogni loro singolo movimento, anche a dispetto del piccolissimo spazio che il locale concede.
Sul finire della serata il gruppo riesce a sorprendere con un nuovo ed inaspettato brano.
Il pubblico ci mette un po’ a capire quello che sta succedendo, Alex Manica inizia a giocare sapientemente con la chitarra utilizzando un effetto molto diluito,il batterista inizia ad andargli dietro e solo dopo un paio di giri Kekko Pace e Francesco Mercadante iniziano ad eseguire con fare sornione il giro di apertura di ”Cuccuruccuccù Paloma “ di Battiato, regalandoci un sorriso oltre che un momento molto divertente.

Nonostante il clima scherzoso,l’esecuzione del pezzo è impeccabile.”A Crazy Thing Called Love” dei Queen è stata un’altra delle poche e piacevoli novità sulla scaletta. Si tratta di due brani scelti ad hoc, che si sposano perfettamente con il clima scanzonato e gioviale della serata.
Che dire? Più che ad un evento musicale sembra di assistere ad una festa….dal palco piovono simpatiche battute su un paio di cameriere del locale e sui vari musicisti,il pubblico in prima fila commenta,scherza,si diverte.

I “Dazed and Confused” salutano infine il loro pubblico con un’improvvisazione strumentale di “Stairway to Heaven” ,che risulta a tratti un po’ incerta e a tratti molto convincente. Se dal punto di vista strumentale quest’improvvisazione di chiusura non è sempre brillante,dal punto di vista goliardico è una mossa riuscita e divertente,che riesce ad abbattere quel che restava del muro che separa l’ascoltatore dall’artista.
Se uno degli obiettivi della musica è quello di creare un momento di estrema condivisione con il pubblico,questo gruppo può far scuola a molti altri.
Brani migliori della serata: “Helter skelter” dei Beatles, “Little “Wing” di Jimi Hendrix , “Smoke On The Water” dei Deep Purple.