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Martedì 5 agosto finalmente una serata live. Ci siamo messi in macchina alle 21:30 per arrivare presto e prendere i posti migliori, durante i ventidue chilometri di strada che dovevamo fare per arrivare a Crotone abbiamo scaldato le corde vocali su qualche pezzo dei Queen, proprio come si fa prima di andare al concerto dei proprio gruppo preferito, arriviamo al Columbus leggiamo su un tavolo ‘’Riservato’’ e dopo esserci presi un momento di sana euforia, ci sediamo.
Di li a poco sarebbe iniziato il live dei Marlon. Visto il caldo qualcuno chiede fazzoletti, altri bevono acqua e non Amaro del Capo, chi fa foto, chi chiacchiera e chi, come me cerca di saperne di più sulla scaletta che fino a quel momento era rimasta un po’ un mistero. Tutto è pronto. La ‘prima volta’ dei Marlon al Columbus non poteva iniziare meglio: si parte con due pezzi della Premiata Forneria Marconi, ‘E’ festa’ e ‘Impressioni di settembre’. Quando si dice iniziamo bene.Da li in poi è tutto un susseguirsi di suoni allegri, vivaci, veloci; molti i pezzi dei Negramaro, di sicuro i più cantati e non solo da noi ragazzi ma anche da chi ormai è un po’ avanti con gli anni… Mentre la musica scorre mi viene in mente l’ultimo live dei Marlon che vidi circa un anno fa, a confronto quello davanti a me sembra un altro gruppo, musicalmente parlando sembrano tutti cresciuti, sembra aumentata la compattezza tra i componenti del gruppo e l’arrivo del nuovo tastierista Giorgio Barozzi sembra aver dato un tocco di personalità in più a questo gruppo interessante già da prima del suo arrivo. Mano a mano che scopriamo la scaletta noto con piacere che sono riusciti ad infilarci dentro anche un bel pezzo di Rino Gaetano ‘E io ci sto’. Il pezzo richiedeva l’ausilio della seconda voce, quella di Sabrina Zumpano. Purtroppo per un disguido tecnico la seconda voce non ha corroborato quella del cantante, dopo un po’ qualcuno si è accorto che il secondo microfono era semplicemente spento e in seguito durante ‘Night of Cydonia’ dei Muse altro pezzo che richiedeva la seconda voce, tutto è tornato alla normalità. Il caldo è soffocante e il mio ventaglio inizia a far furore tra la gente seduta al tavolo con me, per fortuna la mia Tequila Sunrise è ancora bella ghiacciata, solo dopo averne fatto un sorso mi accorgo che c’è chi invece non ha niente che lo consoli dall’afa, Christian il chitarrista ha così caldo che anche Marlon Brando sulla sua maglietta nera sembra sudato, mi chiede un fazzoletto che porgo discretamente mentre scorrono le ultime note di Jump di Van Halen. Neanche il tempo di sedermi di nuovo e sento la sua chitarra produrre note familiari, è l’intro di ‘Certe Notti’. Lo prendo come un ringraziamento e mi lascio deliziare da quelle parole e da quelle note, mentre penso che quella sera fatta di musica, amici e qualche sigaretta ‘somiglia a quel vizio che non voglio smettere mai’…
Finito il pezzo Daniele, microfono alla mano, spontaneamente mi dedica ‘Always’ di Bon Jovi e lì inizio a pensare che ventidue chilometri non sono poi così tanti.
Nonostante la difficoltà il pezzo riesce bene, anche se a dire il vero qualcuno ha dichiarato di aver sentito più la voce di una ragazza che cantava a squarciagola che quella del cantante. Cose tutte da appurare.
Ci viene annunciato un momento mistico, il cantante si congeda e la scena è tutta per chitarra e tastiera: il pezzo è uno dei più famosi e belli dei Pink Floyd, ‘Shine on your crazy diamond’ che attira l’attenzione anche di coloro che passano di li per caso. Per i veri fan dei Pink Floyd sono sette minuti di nirvana, per chi non li ama, invece, sono solo sette minuti di pausa prima di riprendere con gli ultimi pezzi, ancora Negramaro ‘Parlami d’amore’ e poi Coldplay ‘Violet hill’ per poi finire in bellezza con ‘Misirlou’ la colonna sonora del celebre film Pulp Fiction. Mentre ricordiamo le scene il film di Tarantino raccogliamo impressioni e qualche malumore tra i componenti del gruppo causato da inconvenienti tecnici che in serate del genere non mancano mai. Tuttavia la serata è stata piacevole e ci dispiace che sia finita così presto, con Alfonzo e Daniele mi dirigo verso il porto per andare a prendere la macchina, meglio avvicinarla, è ora di smontare la batteria.