Il locale è affollato, è sabato sera, ed i
The Sadies non si fanno attendere: aprono lo show con appassionata concretezza. Il loro country-rock con schegge di psichedelia impazzita sembra venire fuori da un altro tempo, come se Martin MccFly decidesse di andare a San Francisco negli anni’60.
Travis e
Dallas Good (chitarre, tastiere e voce),
Sean Dean (contrabbasso!) e
Mike Belitsky (batteria) sono conosciuti a Toronto come “cosmic cowboys”. L’Init si trasforma in un incrocio tra un saloon vicino al bancone, un rodeo sotto il palco dove noi diventiamo i cavalli imbizzarriti da domare sotto una scenografia musicata da Ennio Morricone: complice la decennale discografia del gruppo il loro show, incentrato sul loro ultimo lavoro,
New Season del 2007 per la Yep Roc, si protrae per più di un’ora trasformandoci tutti in honky tonky men del sabato sera.
Mother Of Heart, dall’album
Tremendous Efforts crea una profonda atmosfera di intimità, ma anche la velocissima
Northumberland West, giocata in modo esclusivamente strumentale, dimostra una notevole abilità chitarristica…

Tra violini, sessioni strumentali ricercate ed una scena fenomenale in cui i due fratelli si fanno gli accordi a vicenda (!) e duellano come se le chitarre fossero moschetti, la prima parte della serata scivola via liscia come l’olio.
Dopo una boccata di birra ed una di aria fresca rieccoci di nuovo dentro per gli
Heavy Trash, ovvero il gruppo dei basettoni. Entra per primo
Matt Verta-Ray, già membro dei
Speedball Baby e dei
Madder Rose, seguito a ruota da
Jon Spencer, mio idolo indimenticato. Insieme a loro due sul palco i
Sadies portano la loro strumentazione di supporto, violino incluso.
_9.jpg) |
| The Sadies |
Lo stile è ampiamente variopinto, dal rockabilly più sfocato al blues più acceso: ma dentro ci sta di tutto, gli assoli fulminanti di
Matt, la voce sempre calda e nervosa di
Jon, che si lascia andare spesso a lunghi monologhi.
Heavy Trash (2005) e
Going Out With Heavy Trash (2007), entrambi per la Yep Rec, sono i 2 album registrati dai due, sulle tracce dei grandi classici della musica americana del passato remoto, in una specie di tributo ad un genere di musica forse un po’ troppo dimenticato negli ultimi anni. L’operazione riesce perfettamente, sia per la classe dei due protagonisti, per lo stile eclettico e passionale di
Jon che con la sua indimenticata ed indimenticabile verve trascina la serata caricandosela più volte sulle spalle.
Outside Chance con la voce strascicata di
Jon ed i coretti del ritornello ci immettono direttamente on the road insieme ai due protagonisti di una viaggio verso la riscoperta delle nostre radici rockettare;
Kissy Baby ed il suo rockabilly ci attendono per portarci in un motel per riposarci un pochino in dolce compagnia di qualche country girl incontrata per strada.
This Day Is Mine è il pezzo più importante e diretto: quello che ti resta più in mente dopo la serata, con l’armonica in stile country, in cui i
Sadies si trovano anche un po’ più a loro agio.
_6.jpg) |
| The Sadies |
Quando arriva in città
Jon Spencer è sempre un evento, ed i suoi live spettacolari e coinvolgenti: quasi impossibile stare fermi.
Heavy Trash è sicuramente un progetto interessante, sorta di revival di cui si sentiva francamente bisogno, ma forse abbastanza scontato ed astratto dal presente. Certo, pensare che lo stesso personaggio abbia in passato ricoperto il ruolo di belva da palco nei ben più estremi progetti dei
Pussy Galore e dei
Blues Explosion lascia un po’ di amaro in bocca per non essersi magari goduti appieno e con consapevolezza quei momenti un pò frenetici, e lascia anche un po’ di nostalgia ai romantici dei i bei tempi che furono, quei romantici che magari si ritrovarono riuniti per una magica ed indimenticabile sera del 1998 all’interno di un posto chiamato Palladium…