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Art Brut + Drink To Me Stampa E-mail
Scritto da Closer   

Art Brut
Art Brut
Art Brut significa arte grezza. Art Brut significa punk rock ad alta velocità come la TAV che (non) attraverserà le Alpi a velocità supersoniche. Ma soprattutto Art Brut significa che è mercoledì sera e Inter-Roma di campionato…

Per cui il Circolo il 27 Febbraio ci sfodera il maxischermo per seguire le evoluzioni di Totti e compagni. Guardo la partita accompagnato da un gufo (Gabri) e da un nerazzurro (Dedom) e mi godo la partita fin quando Rosetti non me la fa andare di traverso all’88’ e Zanetti completa l’opera. Per la goduria di Dedom, che quando si muove per vedere la sua squadra è micidiale. Entriamo con differenti stati d’animo (il mio è pessimo…) a seguire lo show che è aperto dai Drink To Me. Marco Bianchi (voce, chitarra, synth) Carlo Casalegno (basso, voce), Francesco Serasso (batteria, voce) sono di Ivrea e dopo una manciata di Ep, hanno appena partorito Don’t Panic, Go Organic, con la Midfinger UK come levatrice. I loro pezzi si ascoltano con notevole facilità, tra gradevoli cullate notturne infastidite da zanzare via via più rumorose (Because Because) e miraggi catatonici che ti folgorano sul colpo per intensità e corposità della loro deriva noise (Insane).

Art Brut
Art Brut
Nonostante i loro espliciti riferimenti new wave inglese (Dancin’on TV), i Drink To Me sembrano offrire ben più di una rivisitazione di quegli anni, grazie anche alle onde rumorose che si innalzano progressivamente con l’incedere dei minuti, preludio di un alluvione sonora senza via di scampo…
L’entrata degli Art Brut è accolta invece da un tripudio! Già presenti a Roma qualche anno fa allo Zoobar, arrivano per la prima volta al Circolo seguiti da un nutrito gruppo di fan. Il pittore Jean Dubuffet definiva Art Brut quel tipo di arte primitiva senza scopo di imitazione o rappresentazione della realtà: Eddie Argos (voce), Ian Catskilkin (chitarra), Freddy Feedback (basso), Jasper Future (chitarra e voce) e Mikey Breyer (che suona la batteria in piedi per tutto il concerto) seguono le sue indicazioni applicandole alla musica. Via le astrazioni metafisiche, le rivelazioni astruse, i rompicapo dialettici e le paranoie crepuscolari alla Radiohead: qui siamo nel regno del semplice ed intelligibile, in cui chiunque può imbracciare una chitarra e formare una band per fare musica senza bisogno di essere il Tom Yorke della situazione. E’il concetto più simile all’idea di Punk che gli anni 2000 hanno saputo manifestare, anche se per semplicità, assonanza col nome (o mera creazione non disinteressata di nuove categorie musicali) molti critici definiscono Art Rock. Fate voi…
Art Brut
Art Brut
Già dal suo titolo It’s A Bit Complicated rivela che il seguito del fortunatissimo Bang Bang Rock & Roll è un po’ più complesso: colpa della perdita di Chris Cincilla ex chitarrista ritmico che ha lasciato i Brut per formare un nuovo gruppo? Non si sa, ma accanto a pezzi dal valore assoluto come la fenomenale Direct Hit (hit, hit, direct hit!), che spacca di brutto, ed una esilarante St.Pauli, esistono cali di intensità che l’album di esordio praticamente non conosceva. La folla comunque sembra apprezzare il fare piacione e simpatico degli Art Brut, che con pezzi di 2-3 minuti ciascuno, come la folgorante Nag Nag Nag Nag o l’apocalittica Blame It On The Trains (davvero notevole per sound e partitura), riescono a muovere più gente di molti altri artisti visti passare da queste parti: merito soprattutto dei riff di chitarra scagliati da Ian e Jasper e della capacità di coinvolgere di Eddie che non esita ad immergersi nel pubblico appena possibile e dispensa battute sulla partitissima di stasera prima di cantare Rusted Guns Of Milan.
Eddie Argos
Eddie Argos
Ed è solo l’anticipazione dei successi dell’album di debutto. Apoteosi! Formed a Band ti spinge dall’orlo del precipizio in un vortice di chitarre, mentre My Little Brother, coverizzata con successo dai Tre Allegri Ragazzi Morti, spinge sull’accelleratore molto più di quanto ci dica il contachilometri… la mitica Emily Kane, una delle preferite dagli aficionados, dimostra come sia labile la frontiera che separa gli Art Brut dal Power Pop, mentre una furiosa Bang Bang Rock & Roll ed una mimata Moving To L.A. scatenano il pubblico senza difficoltà alcuna.
Usciamo dal Circolo soddisfatti per la serata, oscillante tra il divertente e lo scanzonato, ma a me salgono i rimpianti per non essere andati a vederli 2 anni fa a Testaccio, nel pieno del loro fulgente splendore…

Video:

Art Brut - Direct Hit

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Art Brut - Formed A Band

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Art Brut - Emily Kane

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Discussione (messaggi: 2)
Art Brut + Drink To Me
Jun 29 2008 09:48:15
Discussione sull’articolo: Art Brut + Drink To Me

Certo che tu recensisci sempre sti gruppi "shciancāti" da quattro soldi..e ne parli pure come se fossero i pink floyd della situazione...e basta bā!!scherzo ovviamente, o forse no
#132942
Re:Art Brut + Drink To Me
Jun 29 2008 15:47:02
quoto christian e aggiungo che sei anke romanista...

che amarezza....

#133047

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