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Rettore, l’avanguardista splendida splendente Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Facino   

ImageHo deciso di aprire un mini-ciclo dedicato alle grandi voci italiane per riscoprire le nostre radici musicali. “Una musica può fare”, titolo rubato ad un bel brano di Max Gazzè, tenterà di analizzare le carriere di chi ha contribuito a cambiare la musica e, magari, oggi gode di scarsa popolarità a causa di logiche di mercato che esulano da ogni merito. Tenterò di soffermarmi sulle canzoni più significative di ogni repertorio in modo da avere tanti tasselli per costruire un solido mosaico.

In Italia, la musica degli anni Ottanta è stata bollata come “trash”: poco talento, sonorità vecchie, testi fin troppo audaci. In linea di massima, “gli Ottanta” sono passati alla storia come gli anni dell’apparenza e della Milano da bere, gli anni della new wave e dei paninari, gli anni dell'avvento dell'elettronica e dei computer, gli anni delle droghe veloci e dell’immagine che sostituisce la sostanza. In realtà, in questo periodo considerato “superficiale” da molti critici, i creativi prendevano coscienza che non bisognava più rispondere a modelli e obblighi di ruolo e di pensiero; in altre parole, potevano sentirsi “liberi” di rispondere solo a se stessi.
ImageCreativa come poche, personaggio fuori dalle righe, ironica e trasgressiva, raro esempio di cantautrice italiana, Rettore è un’icona indiscutibile degli anni Ottanta. Una carriera che la vide tra le stelle della hit parade (ad oggi, vanta oltre sedici milioni di dischi venduti in tutto il mondo) ma che culminò soprattutto nel concept "Kamizaze rock'n'roll suicide", "scheggia impazzita" nel panorama musicale italiano di quel periodo.

La tv italiana inizia a trasmettere a colori nel 1977. Quell'anno Donatella Rettore si presenta al Festival di Sanremo con "Carmela", canzone-ritratto della rivoluzione spagnola. Il brano è colto, dai chiari riferimenti politici, e si adatta poco al palcoscenico della canzone italiana più tradizionale. Tuttavia, la gente ricorda perfettamente l'apparizione di Donatella, la quale dal palco lancia manciate di caramelle al pubblico mentre canta "..Carmela regalava caramelle colorate ma erano caramelle avvelenate.." nello sconcerto della gente in sala. Il testo è apocalittico e vede come protagonista una giovane fanciulla, Carmela appunto, che vive un’intensa storia d’amore con un soldato. E se la notte è lecito assaporare la passione e l’erotismo, di giorno la ragazza viene soffocata dall’amara realtà e piange le vittime di una guerra ingiusta. “Barcellona sembrava un prato ma era un campo di sterminio e i soldati coi fucili in mano tutelavano col sangue la pace dei civili”.

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(Carmela)

La disfatta non affligge la talentuosa cantautrice veneta che, anzi, dà un taglio netto alla sua storia d’artista e, probabilmente suggestionata da ciò che si sta diffondendo in quella fase negli ambienti melodici internazionali (punk rock, ska-revival ecc.), decide di mutare radicalmente genere. Cambia il look, cambia la musica: nasce una nuova Rettore e le parole d’ordine divengono “sorprendere, aggredire, trascinare”. Il rock e soprattutto lo ska, con le sue cadenze ritmiche celeri e maniacali, diventano la nuova chiave stilistica della cantante che incide qualche singolo interessante prima di arrivare al successo di “Splendido splendente”, a tutt’oggi una delle canzoni più conosciute del suo repertorio. Il brano, anche a causa dell’indiscutibile orecchiabilità, viene fuito dai più come “motivetto sempliciotto”; in realtà, esso è incentrato su una tematica rilevante che da lì a breve sarebbe diventata un’ossessione per i ricchi occidentali: il ricorso alla chirurgia plastica, unica arma per sopperire al decadimento fisico. Nel testo affiorano immagini collaterali che rimandano alla tipica malizia della Rettore, come visioni allucinate ("un uovo di serpente"), accenni sado-maso (il "bisturi tagliente") e doppi sensi di stampo sessuale ("si avvicina sorridente"). A stimolare il tutto è quel titolo atipico che congiunge un aggettivo sostantivato ad un participio in funzione di aggettivo. A chi si riferisca non è dato sapere. In fondo, non esistono azioni, ideali o messaggi, ciò che realmente interessa è lo splendore, la luce, la magnificenza o, per meglio dire, il bello fine a se stesso. Che sia plastificato o diamantino, reale o apparente, non importa. L'importante è che sia splendido splendente…

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(Splendido splendente)

Dopo il successo con la sua canzone estiva, i critici pensano che il fenomeno Rettore sia già finito. Ed invece, la cantautrice si chiude in studio e prepara il suo nuovo album “Magnifico Delirio” con suoni rock intensi e ad effetto ironico e spensierato. Non a caso, la vera hit del disco diviene “Kobra” che crea un caso di opinione per i contenuti fortemente scabrosi. Il testo del brano é ricco di allusioni sessuali e non lascia margini di dubbio sul significato, non certo zoologico, del titolo: "Il kobra non é un serpente ma un pensiero frequente che diventa indecente quando vedo te...". Image L'ironia un pò surreale prende una piega demenziale nel ritornello, quando un coro in falsetto ci avverte che "il kobra col sale se lo mangi fa male perché non si usa così...". Il genere è quello dell'oscenità "quasi innocente", per usare le parole del critico Gianni Borgna, ma l'effetto è dirompente poiché il testo viene inserito in un contesto pop, inusuale per una cantante italiana. In ogni caso, cantando "Kobra" è come se decidesse di rispondere allo slogan femminista separatista "col dito col dito / orgasmo garantito", rivendicando l'appropriazione e l'uso da parte femminile dell'oggetto pene, dando forma letteraria e contenuto sociopolitico post-femminista all'ironico controslogan "col cazzo col cazzo / è tutto un altro andazzo". Nonostante l’incredibile successo, il brano viene clamorosamente censurato nell’ultimo verso, segno di un’Italia ancora troppo indietro per apprezzare una cantautrice di tale valore.

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(Kobra)

Azzeccare per due anni di fila la canzone dell’estate è difficilissimo, Rettore cala addirittura il tris e nel 1981 propone “Donatella”, uno ska divertente, ritmato e ballatissimo in discoteca (http://www.youtube.com/watch?v=8uTDvIikLx0   (Donatella)). Ma il capolavoro sul quale si potrebbe scrivere un’enciclopedia rimane “Kamizaze rock'n'roll suicide”, disco che purtroppo segna anche il declino artistico di Rettore. La “leonessa” confeziona questo concept-album sul suicidio, la guerra e la cultura giapponese dopo un viaggio a Londra in cui tasta l'atmosfera della guerra delle Falklands. Proprio per il difficile tema trattato, l’LP ottiene, almeno in Italia, molto meno successo dei precedenti: si tratta di un tentativo di sdrammatizzare un argomento difficile, ma forse in anticipo sui tempi. Parlando delle canzoni, davvero ci si stupisce dell'evoluzione musicale che permette a Rettore di passare da un pezzo scatenato come "Lamette" a una straziante ballata con il solo accompagnamento del pianoforte come "Giulietta". "Lamette" è un singolo di grande successo, sebbene leggendone il testo ci si stupisca di ciò: "Dammi una lametta che ti taglio le vene, ti faccio meno male del trapianto del rene" oppure "Senti come affetta questa lametta da destra verso il centro" Image non sembrano versi da hit-parade, eppure quell'anno sono sulla bocca di tutti e passano ripetutamente in radio e in tv, dove Rettore sfoggia un look da perfetta kamikaze. "Oblio" è un'altra canzone che non penseremmo di trovare in un disco pop, mentre le altre, come "Karakiri" e "Sayonara", contengono numerosi riferimenti alla cultura giapponese, tanto che all'interno del disco è riportato un dizionarietto con i termini più oscuri. Di “Kamizaze rock'n'roll suicide”, la stessa cantautrice dice: “E’ il disco cui sono più affezionata perché, nonostante in Italia sia stato boicottato, tra Giappone, Germania, Inghilterra e Francia ha venduto più di 5 milioni di copie. Ricordo che alla prima uscita, dopo aver fatto Discoring, l’album entrò direttamente all’ottavo posto in classifica. Addirittura, i bambini cantavano “Lamette” ma i genitori non volevano comprare loro il disco. Ma io so perché i bambini la cantavano: loro non hanno tabù, né pregiudizi. Per loro significava ridere e sdrammatizzare con ironia un tema difficile, perseguivano esattamente il mio obiettivo, ma questo sarcasmo da molti non fu capito”. Insomma, un disco che vi consiglio vivamente di ascoltare.

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(Lamette)

Paradossalmente, “Kamizaze rock'n'roll suicide” rappresenta il suicidio artistico di Rettore; infatti, da lì in avanti, la cantante, complice un improvviso smarrimento della vena creativa, finisce ai margini dello star system mainstream, nonostante la riconosciuta capacità di introdurre temi, musiche e mode mai osate fin'allora nella musica da prima serata. Nonostante ciò, una canzone cui vi invito a prestare orecchio è “Di notte specialmente”, appartenente al filone romantico, proposta a Sanremo nel 1994. La stampa ne stronca il testo ironizzando, con una rima sul titolo, che “non significa assolutamente niente”; in realtà, nelle parole si riconosce il grido di dolore di una donna ferita da un rapporto che va a rotoli, una donna straziata dai ricordi più felici e che, sottovoce, implora il suo amato di riservarle almeno un pensiero notturno come magra consolazione (“Prendi tutto adesso, fallo audacemente, indecentemente, e pensami di notte specialmente”). Un brano intenso, interpretato divinamente, e che amo sin dall’apparizione sanremese di quattordici anni fa.

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(Di notte specialmente).

Artista unica, eccentrica e resa ancora più attuale dal culto che la circonda ancora oggi in ambienti indie, come testimoniano l'album "Clonazioni - Tutti pazzi per Rettore" del 2001 e gli omaggi di Carmen Consoli, Statuto, Prozac+, Soerba e Bluvertigo.
Una Diva alla quale, però, non si possono perdonare le recenti comparsate che l’hanno resa parte integrante dello star system più bieco e becero e complice fino in fondo dell'orrenda italietta dei reality show, come visto (da chi ne ha avuto fegato o stomaco) in "La Fattoria". Rettore è tanto che è uscita dal giro che conta, e solo comparsate, ospitate nella tv della nostalgia, tentativi di rientrare dalla finestra dei reality l'hanno fatta riaffacciare dal piccolo schermo, in un'illusione di nuova notorietà. Eppure, andrebbe rivalutata e preservata: la sua discografia è ricca di perle originalissime, tuttora attuali (potrei citare le romantiche “Io ho te” e “Amore stella” oppure la recente “Konkoglia”, risposta femminile al “kobra”, o ancora “Vento nel vento”, splendida cover del noto brano di Battisti). Probabilmente, questo è il destino che spetta a chi non accetta le perverse logiche vigenti nella discografia italiana e trova gloria solo quando viene a mancare la possibilità di godersela (leggi Rino Gaetano).

 

Discussione (messaggi: 13)
Rettore, l’avanguardista splendida splendente
Aug 31 2008 12:15:13
Discussione sull’articolo: Rettore, l’avanguardista splendida splendente

Fantastico articolo Giusè, che mi ha fatto scoprire caratteristiche di una cantautrice, che, sinceramente, conoscevo ben poco, e che, a quanto pare, è il chiaro esempio della bassa cultura musicale del nostro popoletto.
#144666
Re:Rettore, l’avanguardista splendida splendente
Aug 31 2008 12:21:04
Disposable_Hero ha scritto:
Discussione sull’articolo: Rettore, l’avanguardista splendida splendente

Fantastico articolo Giusè, che mi ha fatto scoprire caratteristiche di una cantautrice, che, sinceramente, conoscevo ben poco, e che, a quanto pare, è il chiaro esempio della bassa cultura musicale del nostro popoletto.


Ho iniziato con lei per farle un po' di giustizia: è sconosciuta ai più ma ha rappresentato l'innovazione in campo musicale. Il problema è che la gente dimentica in fretta: dal triennio d'oro alla Fattoria, segno che qualcosa in Italia non va. Sono contento ti sia piaciuta, è un rarissimo esempio di cantautrice nostrana Alla prossima puntata
#144669
Re:Rettore, l’avanguardista splendida splendente
Aug 31 2008 12:24:20
Bravissima cantautrice,a me personalmente piace

Come sempre rinnovo i miei complimenti a Jù per l'articolo favoloso
#144670
Re:Rettore, l’avanguardista splendida splendente
Aug 31 2008 13:47:32
Il prossimo lo vogliamo su Giuseppe Facino e sul Sig. Ruggiero
#144692
Re:Rettore, l’avanguardista splendida splendente
Aug 31 2008 14:05:46
Cantautrice innovativa, a detta di molti è anche "emo". A me piace parecchio, e mi ha fatto molto piacere ricordare le sue canzoni
#144701
Re:Rettore, l’avanguardista splendida splendente
Aug 31 2008 18:09:48
"non capisco perchè tutti quanti continuano - insistentemente- a chiamarmi Donateeella, oh-oh-oh oh beella!"

qui si scherza, ma è stata in gamba davvero
#144743
Re:Rettore, l’avanguardista splendida splendente
Aug 31 2008 19:09:52
interessante l'articolo...concordo cn tutti quelli ke dicono ke la rettore è una brava cantautrice cm si fa a dimenticare spendido spendente o il cobra ????
#144753
Re:Rettore, l’avanguardista splendida splendente
Sep 01 2008 17:49:43
Quano vedo te, quando vedo te,quando vedo te..quaaaaaaaaaaaaaaando vedo teeee!
#144967
Re:Rettore, l’avanguardista splendida splendente
Sep 03 2008 10:24:06
articolo splendido splendente!!!!
mitica rettoreeee!!!!
#145207
Re:Rettore, l’avanguardista splendida splendente
Sep 05 2008 07:29:47
Innanzitutto complimentissimi per l'articolo!!! Veramente scritto molto bene!
Lei è un'artista che adoro per il suo modo cosi "alternativo" di fare il suo mestiere, cioè scrivere canzoni, e per la sua presenza scenica (oltretutto mi hanno detto i ventennenni della fine dei '70 e gli inizi degli '80 che lei era veramente molto bella e sensuale )
Oggi vabbè molti ragazzi 1)non conoscono questa artista o 2)conoscono solo i brani famosi perchè li sentono come ridicoli o stupidi (mi riferisco al testo di "Lamette" ndr), mentre non sanno cosa c'è dietro a questa cantante che 30 anni fa era una delle cose alternative in Italia.
#145610
Re:Rettore, l’avanguardista splendida splendente
Sep 05 2008 17:41:36
Grazie a tutti per i complimenti, anche se quando si parla di gente così talentuosa tutto diviene più facile


Giuseppe Radio Studio 97 ha scritto:
Oggi vabbè molti ragazzi 1)non conoscono questa artista o 2)conoscono solo i brani famosi perchè li sentono come ridicoli o stupidi (mi riferisco al testo di "Lamette" ndr), mentre non sanno cosa c'è dietro a questa cantante che 30 anni fa era una delle cose alternative in Italia.

Pienamente d'accordo, è questo il motivo che mi ha spinto ad aprire questa rubrica. Rettore non è (quasi) mai scaduta nella banalità, seppure i giovani di oggi canticchiano i suoi brani celebri (e nemmeno "i più belli" con una certa superficialità. Anticipo già qualche artista cui vorrei "ridare gloria": Nada, Mia Martini, Ivano Fossati e... Loredana Bertè (ma per lei non mi basterebbe un'enciclopedia )
#145754
Re:Rettore, l’avanguardista splendida splendente
Sep 18 2008 10:01:32
COMUNICATO STAMPA:

Si intitola "Stralunata" il cofanetto dedicato a Rettore contenete due CD (tutti i successi ed un inedito) e un imperdibile Dvd, curato da Salvo Guercio (uno degli autori di "Domenica In", con immagini provenienti dall'archivio Rai. E' prevista per il 19 settembre la pubblicazione di "Stralunata", 1 dvd + 2 cd contenenti i più grandi successi ed i più bei passaggi televisivi di Donatella Rettore. Il dvd, in oltre 2 ore di immagini, raccoglie come in uno "show televisivo" le migliori interpretazioni della Rettore, dalle prime apparizioni a "Discoring" e "Tilt", agli sketch con il trio Lopez/Marchesini/Solenghi e con Beppe Grillo fino alle interviste ed alle partecipazioni a "Sanremo" e "Domenica In", mentre i cd, oltre ai brani più famosi della (cantautrice veneta (36 in tutto, da "Splendido splendente" a "Lamette", "Donatella", "Kobra"...) contengono l'inedito "Primadonna", brano scritto da H.E.R. (Erma Castriota), con cui Rettore qualche anno fa doveva partecipare al Festival di Sanremo, ma poi non venne selezionata. "Stralunata", curato da Salvo Guercio, è una co-produzione SonyBmg - RaiTrade.



In più, ecco un breve articolo apparso ieri su "Corriere":

ILANO — «Più che stralunate noi donne di spettacolo, cantanti, artiste o altro siamo... scoperchiate, abbiamo bisogno di un terapeuta fisso» scherza Donatella Rettore sul titolo della sua nuova super raccolta («Stralunata», appunto) in uscita il 19 settembre da Sony e Rai Trade, ovvero un dvd e due cd con i grandi successi dell'artista (classe 1955), un inedito, «Primadonna» e altre vecchie canzoni poco note pubblicate finora solo su vinile.

Accanto ai successi come «Kobra» e «Splendido splendente», numerose esibizioni televisive da «Pronto Raffaella» a Sanremo, da «Mister Fantasy» a «Domenica in». «Volevo scoperchiarmi un po' e dare un visione complessiva della mia carriera e di quel che sono oggi. Ci sono molte canzoni da rivalutare come per esempio "Figurine" sulle follie del mondo contemporaneo, sulla stranezza dei nostre comportamenti: abbiamo paura di toccarci, di comunicare, temiamo i germi... E io cerco disperatamente di non essere una figurina anche per non fare una figuraccia». Rettore non è mai stata tenera con le colleghe. In un blog ha definito Mina, la Carrà e Patty Pravo icone per gay attempati. «Beh è vero. Anch'io sono un'icona, ma per quelli giovani. Su Mina poi aggiungerei un consiglio: nei momenti di stanchezza artistica meglio stare fermi. Troppo spesso lei usa la voce in modo poco educato».
«D'altra parte io amo soprattutto le cantanti straniere come Noa, k.d. lang, Katie Melua». A questo punto è inevitabile una carrellata sulle principali interpreti femminili italiane. Gianna Nannini? «Una fortunata, le gira bene. Non mi sento di sfidare i suoi fan». Giorgia? «Più brava di Mina. Ma fragile. Dovrebbe cantare più ispirata da un repertorio giusto». Fiorella Mannoia? «Coerente, brava, sinceramente preparata. Un suo concerto non delude mai». E la Vanoni? «Sempre amata, un classico». Milva? «Mi piace solo quando canta Brecht. Insopportabile nella canzone di Sanremo "The show must go on"». Carmen Consoli? «Mi piaceva all'inizio, poi è scivolata». La Pausini? «L'Orietta Berti del 2008. Però è simpatica, dice quello che pensa». La Bertè? «Chi?!». La nuova Giusy Ferreri? «Un singolo di successo vuol dir poco».


A proposito di successi: nel 2008 una canzone come «Kobra» che «non è un serpente ma un pensiero indecente» significa ancora qualcosa? «Beh, c'è ancora qualcuno che si scandalizza. Eppure è una canzone solare, di innocente malizia, che anche i bambini di 8 anni adorano e mandano a memoria». Agli spettacoli di Donatella Rettore c'è un pubblico assolutamente trasversale. «Va dai trans ai centri sociali, dai punk agli skinheads, dalle mamme alle nonne ai bambini di 5 anni. Non so quale altro artista possa vantare un pubblico così misto». Rettore ha qualche anno più di Madonna. «Ma sono molto più alta di Madonna e canto molto meglio di Madonna. Per me la Ciccone deve andare nello sciacquone (come cantante)». Ha attraversato mode e stili rimanendone spesso contaminata (vedasi «Lamette»). «Io sono sempre stata un po' punkettara solo che mi castravano dicendo che dovevo far la cantautrice» Tre anni fa l'artista si è sposata con il compagno Claudio Rego. «Sì, in chiesa. Credevo che il matrimonio fosse la tomba dell'amore. Mi sbagliavo».

Mario Luzzatto Fegiz
17 settembre 2008




Non è simpaticissima, la signora
#147638
Re:Rettore, l’avanguardista splendida splendente
Sep 18 2008 10:12:58
IoBalloSolo ha scritto:
A proposito di successi: nel 2008 una canzone come «Kobra» che «non è un serpente ma un pensiero indecente» significa ancora qualcosa? «Beh, c'è ancora qualcuno che si scandalizza. Eppure è una canzone solare, di innocente malizia, che anche i bambini di 8 anni adorano e mandano a memoria».
Cavoli è una canzone che mi è sempre piaciuta
#147644
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