 L’album “InMediataMente” nasce durante un tour degli Jolaurlo: le canzoni sono state scritte per strada, in furgone, in camere d’albergo, nei camerini un po’ sporchi e fumosi dei club. “InMediataMente” nasce da un’urgenza artistica ed umana, in contrasto con il precedente album “D’Istanti”, ideato e registrato in un lungo arco di tempo. Questo prende forma come una colatura di gesso nel suo calco. Immediatamente.
Nel reparto di ostetricia e ginecologia del rinomato The Cave studio di Catania, il gruppo sceglie come loro chirurgo-ostetrico Daniele Grasso, produttore artistico che materialmente rende possibile la nascita di questo disco compresso e irrequieto. Il disco è stato realizzato completamente in analogico, con l’acustica e la riverberazione naturali della cava.
La caratteristica fondamentale degli Jolaurlo è l’energia live ed è questo ciò che Daniele Grasso ha voluto sottolineare nel disco. Chitarre e batterie ad altissimi volumi sembravano voler far crollare tutto, ma il basso è diventato colonna portante, impalcatura e cemento del nuovo sound; senza pericoli di crollo. Sintetizzatori, giocattoli sonori e rari oggetti vintage hanno arricchito il suono, finalmente sorretto da una potente base rock. Quello che ne è uscito è un sapiente innesto di elettro-pop e un rock di matrice indie. Per il gruppo: “PULP-ROCK”. Ogni brano conserva il suono e l’alchimia della presa diretta, rivalutando ruolo e poetica dell’”errore”: elemento da preservare in una realtà dove tutto è ritoccabile, simulabile e perfettibile artificialmente. L’errore resta indiscutibile prova di umanità e autenticità.
“In-Mediata-Mente” descrive la nostra mente al centro di un cubo, bombardato da input, messaggi e pubblicità che ci fanno credere di desiderare cose che non ci appartengono, facendoci allontanare di nostri sogni più veri. Questi lasciano il passo a piccoli, inutili, superflui oggetti, a interessi che distraggono l’attenzione da noi e la proiettano fuori, facendoci dimenticare chi siamo e cosa vogliamo: esseri che sbagliano, che amano, che pensano e che mutano continuamente.
“In-Mediata-Mente” è un disco scritto per non sentirsi soli, per vivere nel movimento e nel cambiamento anche quando questi nascono da una crisi. Scritto per imparare a non sentirsi spaesati in una modernità che ci vuole veloci, eroici e vincenti. Per raccontare con ironia e sarcasmo la condizione lavorativa di una generazione, per parlare di musica, di poesia, di storie semplici. Ma, soprattutto, è un disco scritto per il motivo per cui è nato il rock’n’roll: far ballare.
Il disco traccia per traccia
PERIODO DI CRISI
La musica è isterica, il bit ballabile e le chitarre sono acide e pungenti come solo una crisi riesce ad esserlo. A tratti gli arpeggi e gli armonici si mostrano dolci come la speranza di uscirne leggeri. Una crisi raccontata con ironia e con un pizzico di cinismo, esasperando qua e là parole e significati. Una crisi che diventa stato dell’esistenza: “estesa a dismisura, pensavo fosse questione di giorni, di mesi… e invece è una cosa che dura”. Una crisi che si fa motore propulsore per la creatività. E non è un caso se la canzone è ad apertura del disco.
IMMEDIATAMENTE
Post-moderno, post-urbano, post-industriale, post-rock: per chi ha 25 anni in questo decennio tutto è già stato fatto e trovare nuovi spazi può essere molto difficile. Ma il punto di vista qui è forte e propositivo: se la società vuole che io sia “tutto” specializzata, flessibile ed elastica nel gestire il tempo e le attività, allora decido di essere “niente”. Il mondo del lavoro non offre stabilità? Ben venga, la “monotonia debilita”. A che pro continuare a far parte di “lunghe file ed attese per andare solo dove conviene”? meglio logorarsi i piedi per raggiungere i luoghi suggeriti dalle nostre passioni, liberi da ogni aspettativa e aperti ad ogni sorpresa.
DANZA INFEDELE
“Una molla si spezza in una danza infedele”. Questo brano, lento al limite del fuori tempo, rappresenta la rottura di un ingranaggio idealmente perfetto come quello di una storia d’amore. Terminata la fase idilliaca, tradire e sentirsi traditi è un’esperienza che ci si ritrova spesso ad attraversare, nonostante i buoni propositi. Una rabbia istintiva, anche legittimata culturalmente, ci fa sentire come una “parete trafitta”. Infondo, però, la gelosia non è altro che una gabbia che nasce dalla paura di restare soli. Se si desidera liberarsene basta pensare all’infedeltà come ad una danza, come un walzer: giusto il tempo di un ballo in tre quarti che inizia e finisce. L’amore invece può durareper sempre.
IN MOVIMENTO
La canzone nasce dall’incapacità di descriversi ordinatamente, di percepire se stessi come una struttura compiuta. “Io sono come l’aria, sono come il vento. In continuo movimento”. L’Io è sentito come un massa molle continuamente condizionata e rimodellata dalle persone che ci sono affianco, dagli spazi che attraversiamo, dalle epoche che viviamo. “In movimento” non significa andare solo avanti, ma anche indietro e soprattutto al lato, sino al bordo. In una realtà fattasi liquida e oscura, l’autrice si crea un mondo proprio dove sentirsi pienamente cittadina: “Un microcosmo in miniatura, in cui convivono pacifiche meccanica e natura, in cui non esiste più neanche la distinzione di genere sessuale e svanisce il senso di quello che è normale”.
PARTE SX
Una mancina “educata” ad usare la destra: un fatto iniziale, che diventa metafora. Una sinistra che - non appena la destra adotta metodi repressivi, violenti e perentori - si fa subito fragile, sfaccettata e schiacciata dall’incapacità di rendere concreti i propri propositi. Questa riflessione è anche rivendicazione di libertà di espressione sessuale, artistica e culturale. Indipendentemente dal lato in cui ci si schiera o dall’arto che si utilizza per disegnare la propria presenza nel mondo.
MARIA TV
“Ave o Maria, Maria televisione sei tu che crei il mondo e la nuova dimensione, Ave Ignoranza che rendi tutti uguali, pieni di grazia uomini ed animali.” La bibbia è il libro più venduto al mondo e la tv il media più comune e utilizzato del secolo. “Maria TV” è un atto di critica per nulla velata alla violenza culturale che sia la religione (simbolizzata dalla Madre di tutte le madri) che la televisione (simbolizzata dalla sua più popolare conduttrice) infliggono alla gente. La religione usa censure e conservatorismo, la televisione usa la violenza visiva e il qualunquismo dilagante, ma la gente - ignara o consapevole ma sempre pigra -, le segue, dando loro forza
FINIRA’
“Finirà” parla del tempo. Di quanto sia forte a volte il desiderio di accorciare le tappe, spazzar via velocemente un periodo spiacevole, o di dilatare e fermare il tempo come in una fotografia, per assaporare più a lungo un bel momento. La voce di Cico racconta una bellissima storia della tradizione africana, dove il fiume è la metafora dello scorrere del tempo. L’impianto reggae, l’accento in levare della chitarrina “clash” assieme a quello in battere di basso e batteria, rievocano il movimento di un orologio.
POESIA INUTILE
Questo brano è un puro atto estetico, il testo non ha alcun intento narrativo o descrittivo, ma nasce solo dal piacere d’accostare alcune parole ad altre. Il suono di certe sillabe (“io rompo e ricucio le scatole, tessere una maglia di frottole”) gioca a nascondino con significati velati come “ mi ammala questo mondo di pillole..”, “mi accade sempre qualcosa alle ghiandole”, “ fitte” come le fitte di dolore, ma anche come le “setole, di un pettine, che scioglie nodi impossibili”.
MAGGIO
Parla della volontà di uscire fuori dalla dipendenza da sostanze tossiche ma più in generale da qualsiasi cosa prenda il possesso delle forze e dell’energia di un individuo. “Maggio” rappresenta la primavera, i primi raggi di sole che lasciano presagire un cambiamento positivo. Il ritornello è in dialetto, perché questo brano è dedicato a un amico pugliese morto per overdose. Il dialetto porta con sè la passione, la spontaneità e l’istintività di luoghi e persone.
MIND THE GAP
È stata scritta a Londra mentre la band era ospite in uno squot abitato da musicisti e giocava a fare il verso a tutta quella scena indie che sta conquistando il mercato musicale. Non era in progetto di inserire la canzone nel disco; è stata suonata in studio per scaricare un po’ la stanchezza e la tensione, ignorando d’essere in registrazione. Riascoltandola il fonico ha convinto il gruppo ad aggiungerla. Il testo non significa nulla: chiunque potrà attribuire significati diversi alle parole buttate qua e la come sfogo divertito e divertente.
NON HO PIÙ VOGLIA
È la storia di due persone che si amano, ma che non si accettano totalmente per quello che sono. È un amore che finisce per il deteriorarsi del rapporto, per le recriminazioni e le lamentele. Ma persiste l’incapacità di fare a meno dell’altro, si rimane preda della sensazione angosciante di aver perso tutto, anche se stessi.
Un pò di storia
JOLAURLO è voglia di gridare ma anche di incantare e di esplorare contraddizioni, ambiguità, contaminazioni. Jolaurlo è una band di grande impatto, che contamina punk-rock e reggae-ska e contagia il pubblico con un sapiente innesto di musica, parola, immagine ed energia umana. Per definire il proprio genere ha coniato il termine Pulp rock!
La vittoria, nel 2000, del concorso "Pagella Rock" proietta gli Jolaurlo per la prima volta fuori dai confini della Puglia, ad aprire il concerto dei Prozac+ a Milano. La fantastica risposta del pubblico, anche in una situazione così nuova, spinge gli Jolaurlo a continuare, suonando nei contesti più diversi e ottenendo ottimi risultati in molti concorsi per gruppi emergenti (Pagella Rock, Arezzowave, Bari Ground ecc.). Fra jack poco funzionanti, amplificatori esplosi e quasi mai retribuiti gli Jolaurlo arrivano a fare in un anno circa 170 date, configurandosi così come un gruppo fondamentalmente live.
Dopo Enjoy it! – demo di 4 tracce dal vivo incise nel 2000 - nasce la voglia di un nuovo Cd, che conservi l’atmosfera dei concerti ma che vi aggiunga una maggiore cura dei suoni e degli arrangiamenti.
Nel 2003 gli Jolaurlo aprono i concerti dei 24 Grana e degli Articolo 31 a Marina di Camerorta (SA), e in quel contesto vengono in contatto con i Bisca di Napoli.
Nasce una collaborazione e Vinci Acunto, tastierista-arrangiatore dei Bisca, si incarica della direzione artistica del nuovo disco degli Jolaurlo.
D’Istanti viene pubblicato nel 2005 dall’etichetta indipendente TubeRecords. Con D'Istanti fanno capolino nel sound degli Jolaurlo cenni di elettronica che rendono ancora più variegata la “tavolozza” di suoni e di generi con cui dipingono il loro progetto di “contamin’azione” musicale, da loro definito Pulp-rock.
Dirsi “pulp” per loro significa ammettere l’incapacità teorica ma anche artistica di produrre qualcosa di mai fatto prima.
La loro musica fatta di incursioni nel Dub-elettronico con sprizzate di Punk’n roll grintoso ed energico e di melodia quanto basta, si ricollega alle sperimentazioni iniziate negli anni '80 da Ozric tentacles, Madness, Police, Manonegra ("Patchanka”) e riprese in Italia negli anni '90 da Ustmamò, 99 Posse, CSI e Le Luop Garou.
Pulp rock è l'interazione di linguaggi diversi: né belli né brutti, né buoni né cattivi, vecchi e nuovi gli Jolaurlo rappresentano la convivenza non sempre pacifica di entrambi i poli.
I testi, tutti di Marzia Stano, non trascurano a volte il puro gusto del suono della parola, ma non rinunciano a comunicare. Da cui anche la scelta di cantare in italiano.Sia che riguardino tematiche personali – l'ansia, il sesso, l'odio e l'amore, il rapporto col tempo – sia che trattino di problemi sociali – media, consumismo, religione – le canzoni degli Jolaurlo parlano con uguale gusto ed efficacia a mente ed emozioni.
Perché la "militanza" degli Jolaurlo non è mai astratta, mai esibita o ridotta a etichetta, ma sentita vissuta e combattuta con il corpo e con la mente, con la capacità di collegarla alle cose di ogni giorno e mai senza un pizzico di ironia.
Negli ultimi tempi, le performance dal vivo degli Jolaurlo si sono andate popolando di strane apparizioni. Ricci neri e sete rosse per Maria Televisione, presenze cyborg evocate forse dalle suggestioni psichedeliche di Mentale e un vj-set sempre più curato. Tutto ciò, aggiunto all'energia dei musicisti, fa dei loro concerti uno spettacolo completo e totale, di un piacere contagioso.
E a riprova di tutto ciò, nell’ultimo anno sono arrivate anche importanti gratificazioni: la band ha infatti vinto le selezioni regionali per Arezzo Wave, palco sul quale è stata grande protagonista questa estate all’interno del tabellone principale; ha partecipato inoltre all’ultimo “Meeting del Mare” di Marina di Camerota (Sa) supportando artisti del calibro di Battiato e Linea 77.
In Luglio la band è salita sul palco del Neapolis a fianco di artisti di livello assoluto quali Iggy Pop, Santana, Robert Plant ecc.
Infine gli Jolaurlo hanno partecipato alle fase finali di “Primo Maggio tutto l’anno”, legato al “Concerto del Primo Maggio” di Roma, e sono stati finalisti anche per il contest legato allo “Sziget Festival” (Ungheria), il più grande festival europeo.
Oltre anche al Metarock festival di Pisa, con Verdena ed Evanescence e all'Acqua in Testa di Bari in apertura ai mitici Misfits!
Collegamenti
Contatti
-
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
|