Il Magna
Graecia Teatro Festival, laboratorio contemporaneo permanente sul mito, promosso dalla Regione Calabria, con la direzione artistica di
Giancarlo Cauteruccio, presenta
Orfeo ed Euridice
L’atmosfera
magica che il festival “Magna Grecia” è riuscito a creare, facendo
rivivere gli antichi fasti dei siti archeologici più belli della
Calabria, ci ha suggerito la possibilità di ricreare in alcuni di
questi luoghi carichi di esperienze ancestrali, il Mito di Orfeo ed
Euridice.
Orfeo ed Euridice un percorso tra musica e poesia, amore e perdita,
luce e buio, sconfitta e morte violenta. Orfeo, il poeta tracio, il
musico, il cantore fondatore e diffusore di culti misterici, il
trasgressore dell’ordine cosmico, l’eroe che sfida l’armonia universale
attraverso il potere della sua musica e che riesce a muovere alberi e
pietre e ad ammaliare ogni sorta di creatura animale, ma che alla fine
paga caro il prezzo della sua sfida: “incantando signori e demoni
dell’Ade, perde ciò che più ama, la sua sposa Euridice”.
Nel ripercorrere questa storia utilizziamo linguaggi diversi, un
insieme di codici: musica, danza, poesia, animazione di ombre,
interpretazioni personali e rielaborazioni originali… finalizzati a far
riemergere il mito, in un testospettacolo aperto a diversi livelli di
interpretazione semantica, alla ricerca di atmosfere particolari e
luoghi senza tempo per far riaffiorare una impossibile memoria di Orfeo
ed Euridice. Il riferimento alla poesia del grande Rainer Maria Rilke,
di cui nello spettacolo vengono inseriti i versi dell’opera “Orfeo
Euridice. Hermes” è legato a due ragioni: la sonorità e la musicalità
dei suoi versi, e la lettura della storia di questo mito in chiave
moderna, un chiaro riferimento all’elaborazione novecentesca del
racconto tesa a sottolineare due temi fondamentali del racconto: quello
del poeta-cantore e il gesto del voltarsi indietro, che causa la
perdita del suo amore. La danza, come linguaggio strettamente legato
alla poesia, alla musica e al racconto, per il tipo di gestualità
utilizzata, evocatrice di atmosfere suggestive, troverà poi una stretta
interazione con la parola in versi e con il gioco d’ombre, utilizzato
in una doppia veste sia come linguaggio a se stante sia come elemento
scenografico interagente con altri elementi teatrali
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