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La doppia storia di una Strada Stampa E-mail
Scritto da Licya Giglio   
Una Centrale elettrica a Biomasse
Una Centrale elettrica a Biomasse
Nella catastrofica cornice ambientale in cui ci troviamo oggigiorno assistiamo purtroppo all’intossicamento dei nostri polmoni, allo scioglimento dei ghiacciai e all’allargamento del buco dell’ozono, ma anche al lento declino della produzione dei combustibili fossili; era cosa prevedibile e già annunciata decenni fa che il petrolio prima o poi sarebbe finito. Purtroppo non c’è peggior sordo di un capitalista, dopotutto perché investire in altri tipi di energia rinnovabile più ecologica ma più costosa da produrre quando si ha l’oro nero che vale una fortuna?

 

La prima faccia
Dunque si è andati avanti fino ad esaurimento scorte. Ma ora che abbiamo la certezza che il petrolio nel mondo sta per terminare tutti cercano di correre ai ripari.
Alcuni dei paesi più industrializzati del mondo, tra cui l’Italia, stanno cercando di sperimentare alcuni tipi di energia alternativa tra cui anche le fonti ricavabili dall’agricoltura. La cosiddetta agroenergia costituirebbe non solo una concreta fonte di energia alternativa ma anche un modo per risollevare l’agricoltura in un paese come l’Italia che ormai l’ha quasi dimenticata; ci si affiderà dunque alla produzione del cosiddetto biogas.
Ma prima di andare avanti è bene chiarire due cose fondamentali e cioè quali sono le materie prime da cui si ricaverà energia e in che modo esse vengono trasformate.
E bene, la biomassa altro non è che cereali, soprattutto mais, uno egli alimenti meno costosi e più consumati nel mondo. Il processo in base al quale la biomassa viene trasformata in energia è grossomodo questo:
- ansilati di mais vengono sottoposti a stoccaggio;
- dunque vengono introdotti in un processo biologico spontaneo, quale è la fermentazione, che è prodotta in un ambienta anaerobico dagli stessi batteri che si trovano dell’apparato digerente dei bovini, il tutto al fine di produrre biogas contenente metano attorno 51%.
Agli italiani farà piacere sapere che uno dei più grandi impianti d’Europa capace di trasformare la biomassa in energia è in fase di realizzazione a Ganzanigo una frazione del Comune di Medicina in provincia di Bologna. Che si tratti di una manovra ecologica si capisce anche dal fatto che, per la coltivazione del mais destinato alla trasformazione non verranno impiegati pesticidi in quanto non si tratta materie prime destinate al consumo alimentare.
ImageVoglio però parlarvi in termini quantitativi. Per l’alimentazione dell’impianto in questione occorreranno circa 30.000 tonnellate di biomassa all’anno che deriveranno da 430 ettari di terreno; parlo della pianura padana. Attenzione, 30.000 tonnellate di mais per mandare avanti una centrale. Questo quantitativo di cereali è pari a circa il 5% della produzione cerealicola annua di un paese grande come l’Africa. Consideriamo un particolare e cioè che per biomassa intendiamo il mais ancora acerbo per cui le 30.000 tonnellate equivalgono a 5.000 a fine trasformazione (rapporto 6 a 1 per il prodotto ansilato). Ma parliamo di energia; l’impianto avrà una produzione lorda annua di 11.750.000 kWh ( 10.600.000 kWh netti in rete); tenendo conto che nel nostro contesto sociale, un cittadino consuma mediamente 2.800 kWh l’anno concludiamo che una centrale del genere può fornire energia alternativa a 4.000 persone; consideriamo poi che la popolazione di una città come crotone ammonta a 65 mila individui, facendo un breve calcolo possiamo concludere che per soddisfare tutta la popolazione del nostro paese avremmo bisogno di 164.874.920 kWh all’anno, 16 volte la produzione annua di una centrale. Ma c’è dell’altro, per fornire tale quantità di energia occorreranno circa 480.000 tonnellate di mais all’anno.
Sono tempi duri per l’ambiente, ma questa dell’energia alternativa è l’unica strada da prendere per salvaguardare l’ambiente; non i resta che affidarci all’agricoltura del nostro paese e magari all’esportazione di cereali dagli altri paesi che ne producono quantità in eccesso, paesi come ad esempio l’Africa o il Brasile; forse così potremmo combattere l’inquinamento, forse così potremmo risollevare la situazione agricola italiana e mondiale. Noi italiani siamo semplicioni e ottimisti, sempre e comunque. E sbagliamo.


L’altra faccia
Ormai è terrificante la leggerezza con cui ogni giorno ci facciamo scivolare addosso
tante notizie di gente che muore per le guerre, per le malattie ma soprattutto per la fame; forse perché molto spesso siamo così presi dal mondo che non ascoltiamo ma semplicemente sentiamo ciò che viene detto. Quindi con calma proviamo a leggere e pensare attentamente a ciò che sto per scrivere.
Centinaia di milioni di persone muoiono ogni giorno a causa della fame.
E’ un dato di fatto, una triste certezza che cerchiamo di non mettere in conto in quanto sembra non riguardarci. Non cercherò di sensibilizzare nessuno con questo mio, in quanto non servirebbe a nulla, solo vorrei farvi capire come l’uomo è capace di uccidere senza mani ne armi.
Il 5 maggio 2006, la FAO pubblicava sul suo sito internet un rapporto sulle crisi alimentari nel mondo, erano in 39 i paesi in cui purtroppo la gente ancora moriva di fame ma si diceva ottimista in vista dell’anno 2007 che si prospettava proficuo.
Il 3 aprile 2007 la FAO si è dichiarata soddisfatta per l’aumento della produzione cerealicola mondiale del 4.3 %. La produzione di cereali sta aumentando - commentava entusiasta - sebbene le crisi alimentari persistono anche quest’anno in 33 pesi del mondo. Com’è noto a gran parte della gente i paesi più poveri del mondo sono divisi tra Africa, sud America e sud est Asiatico, coincidenza questi sono tra i maggiori paesi produttori di cereali che, particolare importantissimo, sono tra gli alimenti più consumati da queste popolazioni, per larga diffusione e basso costo. Con l’incremento della produzione cerealicola mondiale si potrebbe sperare in una diminuzione della crisi alimentare nei paesi del terzo mondo, i cereali sono oro per quella gente abituata a vivere con meno di mezzo dollaro al giorno. Sembra essere una buona notizia. Ma purtroppo il nostro è un mondo di paradossi e, mentre i paesi industrializzati utilizzano gran parte del mais per produrre energia anziché sfamare un miliardo di persone, dall’altra parte gli stessi paesi industrializzati fanno si che gran parte della produzione cerealicola sia destinata alla zootecnia.
Volete parole povere? Meglio parlare con i numeri: oggi più del 70% della produzione cerealicola americana viene esportata e destinata ad essere utilizzata come foraggio per l’allevamento di animali da cortile. Attualmente un vergognoso 36% della produzione mondiale di cereali è consacrato all’allevamento del bestiame. Come abbiamo detto i maggiori produttori di cereali sono i paesi in via di sviluppo, sono infatti milioni gli acri di terra del Terzo mondo che vengono utilizzati esclusivamente per la produzione di mangime destinato all’allevamento del bestiame europeo. Secondo le statistiche nei dal 1950 ad oggi la quota parte del grano destinato alla zootecnia è triplicata: in Cina ha raggiunto il 26%, in Thailandia del 30%, in Egitto del 31% e in Messico addirittura il 45%.
ImagePoniamo ora l’attenzione su un altro aspetto di questa assurda situazione. Gran parte del foraggio prodotto con il mais è destinato ai bovini che tra tutti gli animali da fattoria sono considerati da molti i convertitori di alimenti meno efficienti, una sorta di ‘Cadillac’ delle fattorie; tanto per specificare: per far ingrassare di circa mezzo chilo un manzo occorrono oltre 4 chili di foraggio, di cui oltre due chili e mezzo sono cereali; un manzo pronto per il macello avrà consumato qualcosa come 1.223 chili di grano circa e peserà 475 chilogrammi; purtroppo solo l’11% del foraggio assunto dall’animale diventerà parte effettiva del suo corpo in quanto il restante 89% sarà bruciato per le normali funzioni corporee o sarà assimilato da parti del corpo non commestibili come la pelle e le ossa. L’America che non perde neanche uno dei primati vanagloriosi mondiali non poteva farsi sfuggire la nomination come il paese che ha la maggior quota-parte di cereali destinata alla zootecnia. Oltre a questo primato ce n’è un altro a tutti più o meno noto e cioè che gran parte della popolazione americana è in soprappeso, più precisamente il 61% degli americani adulti e in soprappeso, parliamo di più della metà della popolazione; attualmente anche il numero dei bambini obesi è irrimediabilmente destinato a crescere. È un numero enorme tanto da allarmare gli stessi studiosi che avevano già previsto questa situazione; negli anni a venire – dicono - in America moriranno più persone per malattie legate all’obesità che per malattie legate al fumo delle sigarette. Le società dell’hamburger di cui facciamo parte anche noi, non sanno o non vogliono sapere che con i regimi alimentari di cui sono schiavi influenzano le vite di altri esseri umani, le vite dei loro fratelli sfortunati, che vivono in paesi ai limiti dell’umanità, dove i diritti fondamentali e basilari vengono di norma violati, dove si lotta per sopravvivere, paesi in cui fai fatica ad andare avanti e se sei fortunato hai un misero pasto al giorno: una ciotola di mais.
Discussione (messaggi: 6)
La doppia storia di una Strada
May 05 2007 12:21:18
Discussione sull´articolo: La doppia storia di una Strada

Scusate, ma una delle migliori fonti rinnovabili, non è l'energia solare??? che inoltre non danneggia l'ambiente? Forse il problema si basa sul costo della realizzazione della centrale fotovoltaica, ma in un paesino ke ora mi sfugge il nome, hanno creato una società(snc) dove chiunque nasce diventa socio di questa società. La società si basa proprio sul fotovoltaico, cioè sul tetto di ogni abitazione sono stati installati dei pannelli fotovoltaici in greed connected finanziati sia dal comune che dai condomini,ed il ricavato (contando ke l'enel paga l'energia elettrica fornita a 0.445 € qualcosa in più qualcosa in meno) viene diviso tra i soci(adesso non sò dirvi di preciso in che percentuale), però non sarebbe una buona idea?? magari non sarà bella l'estetica, ma la quantita di energia prodotta senza distruggere l'ambiente sarebbe vantaggiosa....
#39648
Re:La doppia storia di una Strada
May 06 2007 05:54:49
se non ricordo male il problema delle centrali a biomasse è che BRUCIANO molto e PRODUCONO poco, sono un altro business del nostro tempo...

comunque grazie per l'informazione, bell'articolo!
#39716
Re:La doppia storia di una Strada
May 06 2007 08:44:19
cOrTeX ha scritto:
Discussione sull´articolo: La doppia storia di una Strada

Scusate, ma una delle migliori fonti rinnovabili, non è l'energia solare??? che inoltre non danneggia l'ambiente? Forse il problema si basa sul costo della realizzazione della centrale fotovoltaica, ma in un paesino ke ora mi sfugge il nome, hanno creato una società(snc) dove chiunque nasce diventa socio di questa società. La società si basa proprio sul fotovoltaico, cioè sul tetto di ogni abitazione sono stati installati dei pannelli fotovoltaici in greed connected finanziati sia dal comune che dai condomini,ed il ricavato (contando ke l'enel paga l'energia elettrica fornita a 0.445 € qualcosa in più qualcosa in meno) viene diviso tra i soci(adesso non sò dirvi di preciso in che percentuale), però non sarebbe una buona idea?? magari non sarà bella l'estetica, ma la quantita di energia prodotta senza distruggere l'ambiente sarebbe vantaggiosa....


Se dovessimo tappezzare l'italia di pannelli solari, per ottenere l'energia elettrica (tralasciamo l'autotrazione) che ci occorre..... ti faccio un breve calcolo:

Fabbisogno nazionale (dato 2005): 300 miliardi KiloWatt
Produzione solare da pannello fotovoltaico per Metro quadro: 0.15 KiloWatt
Superficie necessaria per ottenere questo fabbisogno: 2 miliardi di Km quadrati
Superficie dell'italia: 300 mila KM quadrati


Ho rifatto i miei calcoli 2 volte, ottenendo lo stesso risultato: anche tappezzando l'italia per intero, non riusciremmo mai ad ottenere l'energia elettrica che ci occorre tramite pannelli solari. Consumiamo 6600 volte in più energia di quanta ce ne possa fornire il sole! E' evidente che il caso dell'italia è un esempio che ci fà capire, come non potremmo mai mantenere questi ritmi di consumo energetico a tempo indeterminato.

Messaggio modificato da: Benz, il: 06/05/2007 10:46
#39730
Re:La doppia storia di una Strada
May 08 2007 11:22:46
Caro benz, è vero che l'energia solare non basta x coprire il fabbisogno energetico del nostro paese, è purvero però che aumentando le istallazioni di pannelli fotovoltaici diminuisce la necessità di produrre energia con metodi più inquinanti, rendendo la necessaria produzione più eco compatibile.... Secondo poi, i pannelli fotovoltaici potrebbero essere usati per riscaldare l'acqua, riducendo così i consumi di gas... A mio avviso dovremmo fare una battaglia x sensibilizzare la gente e far capire che ciò che sembra economico oggi domani non lo sarà, penso ai costi che ciascuno di noi dovrà affrontare a causa dell'inquinamento, e dunque scegliere di dotare le nostre case con termo camini e pannelli solari, riducendo così il fabbisogno di energia da acquistare... Ma penso che ciò non piaccia ad eni, enel e compagnia bella........
#39949
Re:La doppia storia di una Strada
May 08 2007 12:14:42
Ciao a tutti.. cOrTeX senti per fare quello che dici tu i tetti devono avere solo un "verso" altrimenti i pannelli non rendono il dovuto(e già rendono poco). Poi bisogna vedere la grandezza del tetto perchè non conviene mettere pannelli su un tetto piccolo viene a costare troppo e i tempi per ammortizzare la spesa sarebbero troppo lunghi. Secondo me non è tanto buono.
#39954
Re:La doppia storia di una Strada
May 08 2007 13:12:09
Sicuramente l'adozione di panelli fotovoltaici può convenire a chi ha una villa o una casa in campagna, però ai costi attuali l'investimento si ammortizza solo dopo 10 anni. Chi non ha una casa singola? Si frega!
Stesso discorso riguarda i collettori solari (pannelli che producono acqua calda), costano meno e possono contribuire a un deciso risparmio sulla bolletta energetica.
Purtroppo però la gran parte della popolazione vive in palazzi e condimini, dove questo discorso non è facilmente realizzabile.
Infine vi ricordo il fattore vandalismo e furti; vi ricordate i pannelli solari che hanno rubato sulla strada statale 106? Vedi pure l'articolo sui panelli solari

Infine non dimentichiamoci degli aerogeneratori, che abbiamo già trattato in questo articolo qualche tempo fà su un impianto che dovrebbero fare quì vicino

Messaggio modificato da: Benz, il: 08/05/2007 15:13

Messaggio modificato da: Benz, il: 10/05/2007 15:28
#39957

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