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Signoraggio: Banca d'Italia condannata al rimborso di 87 euro Stampa E-mail
Scritto da joyrom +   

ImageVittoria di un associato Adusbef contro la Banca d'Italia per  signoraggio; possibile rimborso per tutti gli italiani di 87 euro.
L'ha stabilito una sentenza del giudice di pace di Lecce destinata a rimanere storica. Si tratta dei soldi che il fisco ha prelevato negli anni per via del cosiddetto diritto di signoraggio, complessivamente quantificati in 5 miliardi di euro.

Qualche mese fa mi ritrovavo a parlare con un amico di signoraggio: lui me ne parlava come di una cosa negativa rifacendosi al blog di Beppe Grillo che denuciava questo abuso delle Banche centrali, le quali si facevano pagare dallo Stato per prestargli i soldi emessi dalla stessa e lucrando così il diritto di signoraggio che appartiene al proprietario della moneta.
Studiando economia ricordavo diversamente: il fenomeno del signoraggio viene trattato dai libri di macroeconomia come un effetto positivo derivante dall'inflazione.
Cito il testo di Blanchard: "la creazione di moneta è uno dei modi in cui il governo può finanziare la sua spesa. In altre parole, la creazione di moneta è un'alternativa al prestito presso il pubblico o all'introduzione di nuove imposte.
Tecnicamente, il governo non può "creare" moneta per pagare la sua spesa.
Quello che il governo può fare è emettere titoli e spendere il ricavato. Alcuni di questi titoli sono acquistati dalla banca centrale, che poi crea moneta per pagarli.
Ma il risultato è lo stesso: a parità di altri fattori, i ricavi dalla creazione di moneta - cioé il signoraggio - consentono al governo di prendere a prestito una somma minore o di ridurre le imposte."  

Ma allora cos'è il signoraggio?
Il signoraggio è la differenza fra il valore legale di una moneta e i suoi costi di produzione.
E' un compenso che spettava ai sovrani, che erano i padroni della moneta e detenevano l'oro, che detraevano ogni qual volta un suddito si recava presso di lui per aver convertito l'oro nella moneta legale con il quale era possibile effettuare gli scambi nello Stato. Oggi i sovrani siamo noi=Stato, come recita l'art. 1 della Costituzione italiana: "[...]la sovranità appartiene al popolo..", dunque questo ci rende anche padroni della moneta in circolazione nello Stato.
La Banca d'Italia, e con l'entrata in vigore dell'euro la Banca centrale europea, è solo licenziataria del diritto di emettere le banconote ed avrebbe diritto al solo guadagno sui costi di produzione delle stesse.  Al contrario la Banca centrale si comporta come proprietaria delle banconote prestandole allo Stato e quindi sottraendo allo stesso e dunque hai cittadini il diritto di signoraggio.
Esso è dunque il guadagno dello Stato che emette valuta. Un diritto ritenuto sacrosanto fino a quando la Banca d'Italia è stato un ente di diritto pubblico.
Ma dal 1990 la proprietà del 5% dell'istituto è passata all'Inps, il restante 95% a banche private e a compagnie di assicurazione, a loro volta proprietarie di altre banche. Il diritto di signoraggio sarebbe di conseguenza decaduto.
Da questa considerazione è partita la vertenza sollevata dal vice presidente nazionale dell'Adusbef, Antonio Tanza.
Nella richiesta http://www.studiotanza.it/pg094.html viene evidenziato come la BCE, attuale licenziataria di emissione della moneta si comporti come proprietaria, quindi prestando i soldi allo Stato e trattenendo il diritto di signoraggio. Cosa che era plausibile fin quando la moneta era convertibile in oro, il quale era di proprietà delle banche centrali. Ma la convertibilità delle banconote in oro è stata abolita con la fine degli accordi di Bretton Woods (1944) avvenuta nel 1971.
Possiamo leggere la sentenza depositata presso la cancelleria di Lecce al seguente indirizzo
http://www.studiotanza.it/pg099.html
E da qui scaricare il fac-simile per richiedere il rimborso o comunque stimolare il governo a prendere provvedimenti in merito.
http://www.studiotanza.it/pg097.html
In effetti, se fosse stato rispettato l'art. 3 dello Statuto
della Banca d'Italia:"[...] In ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici.", lo Stato avrebbe in modo indiretto, cioè in qualità di socio, ricevuto il guadagno del signoraggio e utilizzandolo a riduzione del debito, come diceva Blanchard, si sarebbe avuta una riduzione delle imposte e dunque un guadagno per la collettività che al contrario è finito nelle tasche dei privati banchieri italiani e stranieri che al 95% sono attualmente proprietari di Bankitalia.
Speriamo che l'attuale riforma sul risparmio, che in occasione della bufera sul governatore Fazio, prevede anche modifiche allo Statuto della Banca d'Italia, renda possibile al più presto la riappropriazione da parte dello Stato o di altri enti pubblici della maggioranza delle azioni, così da restituire, per il futuro, il diritto di signoraggio ai leggittimi proprietari della moneta.

Elenco degli azionisti pubblicato solo il 20 settembre 2005

Fonti:

  • www.agenews.it
  • www.businessonline.it
  • ilsignoraggio.blogspot.com
  • www.studiotanza.it

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