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Intervista ad Enzo Filareto Stampa E-mail
Scritto da CoTTon & Chairo   

logo.jpgAbbiamo raggiunto presso gli uffici dell’associazione Contrade Nord, Enzo Filareto, portavoce del Comitato Europaradiso. Insieme a lui erano presenti altri componenti il comitato che, per quanto ci è noto, svolgono la propria attività con l’unico e deliberato fine di supervisionare ed informare la cittadinanza su tutte le fasi della trattativa, della realizzazione e della gestione di Europaradiso.

L’associazionismo può svolgere un ruolo d’impulso, di coordinamento, di supervisione e di controllo, sopperendo a delle carenze istituzionali talvolta incontrovertibili. Ci piace quindi esaltare l’attività di questi intraprendenti signori che svolgono la propria attività (a torto o a ragione) per pura passione per il proprio territorio. Vi proponiamo integralmente l’amichevole chiacchierata con Enzo Filareto.

Vuole dirci intanto chi siete?

Enzo Filareto
Enzo Filareto
Io sono il portavoce del “Comitato Europaradiso”. Insieme a me ci sono Luigi Senatore, Presidente dell’”Associazione Contrade Nord – Insieme verso il futuro”, che ha promosso questo Comitato, ed il segretario Roberto Valmorbida, il quale ultimo si occupa di tutti gli uffici necessari all’attività del gruppo. Non dimentichiamo però che dietro le quinte c’è il lavoro di avvocati, ingegneri, architetti, pubblicisti, esperti in marketing e turismo, ragionieri, ecc. che costituiscono la punta di lancia del Comitato.

Perché la necessità di un Comitato: non bastava il progetto di un mega villaggio per mettere in moto una sinergia tra Enti, associazioni e privati cittadini?

Per quanto concerne il singolo cittadino, che ha subito dimostrato un forte interesse per il progetto (in pochissimo tempo abbiamo raccolto fra Crotone e Papanice 5.757 firme a favore), il problema non si poneva. L’importanza della ricaduta in termini lavorativi, economici e sociali sul territorio è stata subito chiara alla gente comune. Le difficoltà sono sorte invece a livello politico, nel senso che alcuni spezzoni della classe dirigente, per motivi puramente opportunistici o per funambolismo, si erano messi di traverso sul binario di questa grande opportunità. Ma alla fine la pressione popolare ha avuto la meglio e, prima delle vacanze d’agosto, la mozione d’indirizzo è stata votata all’unanimità in Consiglio comunale.

Quindi il compito del Comitato si esaurisce qui…

No, perché tra gli altri impegni il Comitato ha quello di vigilare a che l’intero iter progettuale si svolga nella più assoluta trasparenza e legalità, secondo gli indirizzi dettati dal Prg e dalle norme provinciali e comunitarie. Inoltre, noi ci siamo costituiti come trait-d’union tra Comune e imprenditori, da una parte, e i cittadini dall’altra, per informare puntualmente quest’ultimi su sviluppi e problemi che via via emergeranno durante l’esecuzione del progetto. Oltre naturalmente a quello di apportarvi idee nuove, suggerire soluzioni e fornire all’occorrenza il proprio contributo professionale.

Le organizzazioni ambientaliste (questo non è un segreto per nessuno) hanno sollevato però molte eccezioni: sul Sic (sito di interesse comunitario) e sulla Zps (Zona di protezione speciale) alla foce del Neto, ad esempio.

Con la nostra ultima uscita pubblica, noi abbiamo chiesto loro di sederci insieme intorno a un tavolo per sciogliere tutti questi nodi per non restarvi impiccati gli uni e gli altri. Anche al Comitato sta a cuore la salute pubblica e quella dell’ambiente.

E come è andata? Qualcuno ha raccolto il vostro ramoscello d’ulivo?

Siamo in attesa di una risposta. Sa, c’è stato di mezzo il ferragosto e… niente, stiamo ancora aspettando.

Vi siete già fatti un’idea di come salvare capre e cavoli? Parliamo sempre di ambiente.

Semplicemente adeguando le esigenze di una nascente industria turistica alle disposizioni di legge in materia ecoambientale e integrandoli in un unico pacchetto. Del resto, se un compromesso si è trovato ieri con l’industria chimica pesante, perché non dovrebbe essere possibile oggi? Naturalmente con una consapevolezza ed una preparazione superiori che per il passato. Come ha detto qualcuno più edotto di me, se lo si vuole (e qui parlo soprattutto delle istituzioni) si possono fare entrambe le cose (sviluppo e salvaguardia ambientale) solo che si abbia la voglia di prendere le decisioni giuste. Non c’è bisogno d’inventarsi niente di nuovo; basta far tesoro dell’esperienza delle altre regioni.

Gli imprenditori del Madpit Group, che lei sappia, hanno tenuto conto di tutto questo?

Certo; e lo abbiamo anche detto nell’ultima conferenza stampa. Vede, noi abbiamo studiato la loro “idea progettuale” (poi ci sono un “progetto preliminare” ed uno “esecutivo”), ed in questa si parla chiaramente del Sic e della Zps come di un valore aggiunto che dà più smalto a tutto l’insieme. Pensate a quello che significherebbe per il turista la possibilità di fare – oltre al golf, al tennis, al mare, alle serate, ecc. – anche trekking, Bird watching, percorsi naturalistici e quanto altro offre quello splendido paesaggio. Io non vedo alcuna incompatibilità tra le due cose.

Ma qualcuno dice che forse la cosa non potrebbe piacere agli uccelli migratori…

Questo qualcuno è forse andato a chiederlo agli uccelli? A me risulta che questi siano molto più duttili nelle loro scelte che non gli uomini. Guardate ad esempio quella coppia di cicogne che ha nidificato in un campo da golf, in Germania; o quei rapaci che ogni anno rifanno testardamente il loro nido sui timpani di alcuni grattacieli delle metropoli americane; o ancora di alcuni animali selvatici che si spingono a cercare cibo fin nei vicini centri abitati. Sono forse stupidi questi animali? E’ solo una questione di "flessibilità".

Altri comunque paventano il rischio di una chiusura del complesso al resto del territorio. Ci avete pensato?

Questa preoccupazione è in cima ai nostri pensieri. Proprio perciò abbiamo invitato ad un tavolo di concertazione e le associazioni di categoria, sindacati compresi, e gli imprenditori della Madpit: perché insieme concepiscano un protocollo d’intesa in cui si valorizzino e si esaltino le risorse umane e materiali del territorio. Senza contare il gran beneficio anche per il nostro patrimonio artistico-culturale… E’ naturale che per far tutto questo occorre che la Società proponente dispieghi la sua azione fuori dei confini dell’area destinata ad Europaradiso.

Per concludere, avete già uno slogan che caratterizzi la campagna del Comitato?

E’ uno dei precetti aurei che abbiamo già inscritto in un sole apollineo in apertura del sito. Pitagora diceva: Non promettere grandi cose, realizzale. Questo è il nostro slogan. Abbiamo anche un sito web, all’indirizzo www.comitatoeuroparadiso.it che sarà attivo prossimamente. La cosa importante è sapere che chiunque lo desiderasse può iscriversi al “Comitato Europaradiso” semplicemente compilando un modulo che sarà presto disponibile nel nostro sito. Per questo diciamo alla gente: iscrivetevi! Ci occorrono grossi numeri. E quindi, parafrasando l’adagio dello showman pugliese, Renzo Arbore: “Più siamo e meglio stiamo”.


A questo punto non ci rimane che congedarci con una piccola postilla. L’intervista che avete appena letto, è stata realizzata a seguito di un’intercorsa corrispondenza tra il sottoscritto e il portavoce del suddetto comitato. Crotone on Web, come sarà ormai noto a chi ci segue, ha molto a cuore la questione “Europaradiso”, mantenendo un atteggiamento il più possibile scevro da preconcetti ideologici e di sorta. Per questo motivo, ci va di rinnovare ancora una volta l’appello alle altre associazioni di categoria, a mettersi in contatto con noi, così come il “Comitato Europaradiso” ha già fatto. Sarà nostra premura assicurare l’adeguato spazio a tutte le rimostranze e le manifestazioni di pensiero dei gruppi di pressione in modo da assicurare alla nostra utenza un adeguato livello informativo su una questione di cui, ahinoi, ancora sappiamo troppo poco.

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