| Tramonta l’ipotesi della chiusura della Romano S.p.A., ma i problemi restano |
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| Scritto da Sandro Cretella | |
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Lo scorso lunedì 27 giugno si sono riuniti congiuntamente il consiglio provinciale e il consiglio comunale di Crotone per affrontare un unico punto all’ordine del giorno: l’emergenza criminalità nel nostro territorio e il caso Romano in specie. Dagli interventi dei politici di tutti gli schieramenti, degli esponenti dei sindacati e delle associazioni degli industriali è emersa una tendenza comune: tutti vogliono reagire contro il dilagare di tali eventi criminosi. Ma in che modo? La parola più ricorrente sembra essere “reazione”; tutti ammettono la necessità di interventi mirati al fine di affermare la supremazia di una legalità troppo facilmente calpestata e sovrastata dalla presenza di poteri alternativi a quelli delle istituzioni: i poteri della malavita organizzata. Le invettive maggiori, in tal senso, sono state quelle degli industriali aderenti all’Assindustria, riunitisi simbolicamente nei magazzini delle autolinee Romano: denunciano il disinteresse delle istituzioni a qualunque livello, ma anche dei singoli cittadini e degli stessi imprenditori; ammettono, con spirito di autocritica, la necessità di esporsi e di reagire contro qualsiasi atto di natura intimidatoria, invertendo una tendenza che fino ad ora non ha prodotto che effetti negativi. Ed a seguito dello spontaneo movimento popolare che si è innestato in questi giorni, a seguito dei numerosissimi attestati di stima (tra tutti, quelli del vice ministro Tassone e del Presidente della Giunta Regionale Loiero) pervenuti all’indirizzo del presidente della società Sebastiano Romano, la società stessa ha deciso di non interrompere più i servizi di autotrasporto, così come in precedenza annunciato.
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