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Quel sole che non sorge Stampa E-mail
Scritto da Gaetano Rajani   

ImageSe non fossimo nel ventunesimo secolo, non potremmo indignarci di fronte allo scempio simil-preistorico messo in atto da ignoti nella notte tra il 16 ed il 17 di questo mese. Forse nell’età del Neolitico i regolamenti di conti tra tribù si potevano consumare a clavate, bastonate e quant’altro, ma nella nostra provincia e in questo tempo, non sarebbe legittimo. Il condizionale è d’obbligo per una terra che, di certo, se avesse la voce, implorerebbe agli uomini di abbandonarla nella sua bellezza selvaggia, inesplorata, al contempo dolce ed aspra.

Terra di contraddizioni la nostra, dove secoli di sfruttamento ci hanno imposto una mentalità difficile, dalle tinte scolorite dell’arrendevolezza e superficialità; dove l’individualismo abbraccia il triste menefreghismo per la cosa pubblica, in barba ad ogni precetto del quieto vivere; dove l’impresa con maggiori addetti e profitti sembra essersi impadronita di ogni cosa, lasciandoci briciole da condividere con i nostri cari, magari emigrati.

Quanto si è consumato ad Isola C. Rizzuto, con la distruzione di un importante villaggio turistico, è uno schiaffo morale, prima di tutto, nei confronti di quanti nutrono speranze sul nostro futuro turistico, ma anche in faccia a tutti, senza distinzioni. L’episodio, infatti, getta luce sull’infinita questione tra il bene e il male, tra lo sguardo fatalista e remissivo della maggioranza e il potere contorto e diabolico di una minoranza sempre più arrogante. E, una volta per tutte, ci dimostra quel gusto innato per la sopportazione, non tanto delle angherie malavitose, piuttosto dello straparlare del mondo “che conta”, quella elite politico-culturale che, dalle nostre parti, non coincide esattamente col significato letterale del termine.

Del resto, Crotone e annessa provincia hanno già subito abbastanza attacchi mafiosi in questi mesi, tali da poter pretendere un intervento serio e concreto delle autorità. Certo è che per intervenire sul campo, non bastano gli strumenti oggi disponibili per le forze dell’ordine: la malattia si è estesa su tutto il corpo, i suoi tentacoli controllano la società, e si rende necessaria una “terapia d’urto”, che risvegli le coscienze e sconquassi la nostra atavica insofferenza per gli interessi pubblici.

Sospendere determinate garanzie costituzionali e processuali per i rei, quali il diritto alla scarcerazione o al riesame del processo in appello, oltre che all’utilizzo di tutti gli strumenti di difesa in giudizio, non turberebbe più di tanto le distratte menti di giovani e meno giovani, che sentono comunque vivo il bisogno di maggiore giustizia e sicurezza. I puristi della legalità osserveranno, dal canto loro, che tale comportamento è in contraddizione con l’uguaglianza e libertà dei cittadini. Ma lasciate che vi dica che potrebbe sentirsi offesa la coscienza di un comune delinquente se parificata, in termini di uguaglianza, a chi si associa per il male, sfruttando e intimorendo gli altri consociati, a danno dell’intera collettività; ne uscirebbe svilito il puro senso della libertà se accordato a chi non lo merita perché in palese, ma indimostrabile torto con la giustizia, difeso com’è dalla cronica insufficienza di prove e testimoni.

Già, i testimoni, ovvero martiri che imprudentemente si lasciano scappare parole troppo compromettenti, scarseggiano sia in ambito mafioso che nel mondo “normale”. Provare per credere: l’imprenditore colpito dall’attentato, come decine di altri di questi tempi, dimostra di non conoscere alcunché sulla vicenda, di non aver mai ricevuto alcun avvertimento. Chiaro è che esporsi peggiorerebbe la sua situazione, meglio di sicuro il silenzio, ma, e sta qui il problema, per quanto tempo andremo avanti così? Finché non otterremo il diritto sacrosanto alla nostra sicurezza e ferma repressione del crimine, conquiste che, forse, non tarderanno a venire: dipende dalla nostra maturità di uomini e di cittadini. E intanto Crotone aspetta con ansia una Liberazione.

 
Discussione (messaggi: 4)
Quel sole che non sorge
Mar 22 2006 12:23:02
Discussione sull´articolo: Quel sole che non sorge

Speravo in un bel dibattito...dai ragazzi...
#3649
Re:Quel sole che non sorge
Mar 22 2006 17:37:29
mi pare che questo argomento ci sia gia con un'altro titolo
#3662
Re:Quel sole che non sorge
Mar 23 2006 18:10:53
Certamente l'argomento l'ho già toccato in un altro post precedente,ma mi dispiace molto vedere un certo disinteresse,se non "fastidio",nel leggere(e discutere) argomenti scottanti. Spero di sbagliarmi e si possa parlare liberamente di un fenomeno,quello mafioso,molto grave per il nostro territorio.
#3699
Re:Quel sole che non sorge
May 29 2006 09:36:09
Sai ho letto ora il tuo articolo...Forse non lo sai,o come il resto della gente che vive qua...viaviamo un paese di persone ignoranti che sanno. Ignoranti nel senso "IO NENT VID,E NENT SACC" capisci cosa intendo...pero credo che in fondo + di qualcuno sa il perchè e soprattutto chi fa questi gesti...Bisogna capire che la gente ha paura. Paura quando vede la gente morire dalla sua finetra.Paura quando vede e nn puo parlare...paura di poter fare la stassa fine se non si accetta di stare in silenzio...Viviamo in una terra stuprata dalle intimidazioni...Quel genere di intamidazioni...noi stessi Crotonesi qualche mese fa le abbiamo vista bruciare, scoppiare queste intimidazioni...Quanti vorrebbero parlare???quanti altri preferirebbero star zitti???quanti altri scappano???Purtoppo le mie sono parole di rassegnazione...forse anche le tue...Ma sappi soltanto una cosa IO in quel sole che prima o poi sorgerà ci spero ancora...arriverà presto questo giorno,finalmente ,spero, vedremo svegliarsi la nostra città è reagire,dire basta,io nn scappo più,non vogli più stare in silenzio, non voglio stare guardare...non voglio avere più paura di morire...
#5777

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