| La Romano S.p.A. chiude provvisoriamente i battenti |
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| Scritto da Sandro Cretella | |
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Le autolinee Romano attualmente, a detta dello stesso Sebastiano Romano, sono la seconda impresa del meridione nel settore degli autotrasporti di persone. Una scelta di questo tipo, seppure solo temporanea, non potrà non incidere sull tessuto sociale di tutto il nostro territorio. Questo è solo l’epilogo di una brutta storia che i crotonesi avranno sicuramente avuto modo di conoscere negli ultimi giorni. Per quei pochi che ne sono rimasti all’oscuro, proviamo a riassumere brevemente la vicenda. Lo scorso 8 giugno l’autorimessa della Romano S.P.A., ubicata nel quartiere Gesù di Crotone, è stata preda di un primo evento incendiario a seguito del quale 3 autobus sono stati completamente distrutti e 2 gravemente danneggiati. Gravi danni ha poi riportato la stessa struttura presso la quale gli automezzi erano custoditi. Inequivocabile la matrice dolosa dell’accaduto. Martedì 21 giugno, per la seconda volta, gli attentatori hanno colpito in un’autorimessa sita in San Giovanni in Fiore (CS). Anche questa volta sono andati distrutti 2 autobus e anche questa volta è da escludere che l’incendio si sia verificato fortuitamente. Da una prima stima della società, affidata ad una nota diretta dell’imprenditore originario di Strongoli, è stato calcolato che tra i due eventi i danni ammonterebbero a circa due milioni di euro. Sebastiano Romano lamenta legittimamente il disinteresse e la mancanza di reazione delle istituzioni di fronte a quanto accaduto negli scorsi giorni; lamenta il disinteresse verso l’attività di un imprenditore che sostiene economicamente circa 300 famiglie e che svolge un servizio pubblico di indubbia importanza per tutto il territorio locale. E nell’ultimo incontro con i giornalisti ha annunciato che da lunedì 27 giugno interromperà la prestazione dei servizi di autrasporto. Come è noto, laddove tale decisione dovesse risultare irreversibile, ciò comporterebbe la necessità di affidare la concessione per il trasporto pubblico locale ad altra impresa, ma senza dubbio tale ipotesi non sarebbe certo da valutare con favore per i disagi che, specie in una prima fase, potrebbe comportare. Rimarrebbe poi il problema dei collegamenti a lungo raggio. Non dimentichiamo che, allo stato, la ditta Romano assicura collegamenti con molte città d’Italia (Roma, Milano, Napoli, Bologna, Firenze, Perugia, Pisa, Venezia ecc.): che fine farebbero tutti questi collegamenti laddove effettivamente la società decidesse di dismettere l’intero capitale e di vendere tutto? In questo caso non ci sentiamo di entrare nel merito di una complessa questione che al momento sicuramente presenta dei lati oscuri sicuramente da appurare nei prossimi mesi. L’unica cosa certa è che in questo caso, come il moltissimi altri, riemerge il solito problema consequenziale ad atti di natura intimidatoria o comunque delinquenziale: che atteggiamento è necessario mantenere? Da una parte c’è la più o meno legittima (non dimentichiamo che quello dei trasporti pubblici locali è legislativamente considerato come servizio pubblico essenziale e come tale non si ritiene possa essere improvvisamente e totalmente interrotto attraverso una scelta unilaterale di un imprenditore, ma questo è un altro discorso…) scelta di un imprenditore che ha dedicato un’intera vita ad un lavoro che gli ha sì fruttato enormi profitti, ma che ha anche reso un servizio fondamentale a tutta la collettività locale; tale attività sembra essere oggi vanificata dalla inqualificabile condotta di delinquenti che, non si capisce bene ancora a quale fine, distruggono i mezzi attraverso i quali moltissimi cittadini quotidianamente fruiscono di un servizio di fondamentale importanza, quello della mobilità. D’altra parte, però, c’è da chiedersi fino a che punto può far bene piegarsi egoisticamente alle logiche perverse di chi compie determinati atti al solo fine di intimidire e di spaventare. Di certo è facile parlare non essendo coinvolti in prima persona; è troppo facile limitarsi ad attestare la propria solidarietà e a dire che queste cose non dovrebbero verificarsi ed è per questo che non si ritiene opportuno prendere facili ed avventate posizioni in merito alla scelta della Romano S.P.A. Una cosa, però, è certa: indipendentemente dal caso di specie è sicuramente vero che in questo modo non si costruiscono le basi per un rinnovamento sociale e culturale della nostra popolazione. Proviamo a rifletterci su.
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La Romano S.p.A. chiude provvisoriamente i battenti
Jun 25 2005 12:58:03 Discussione sull´articolo: La Romano S.p.A. chiude provvisoriamente i battenti
secondo me è una provocazione a quanto ho sentito dire, Romano ha annunciato la chiusura dell'azienda, per attirare l'attenzione dei media, e far capire che comunque la situazione è grave e urge interventi. Cmq resta il fatto che un'eventuale chiusura della ditta avrebbe conseguenze gravissime. Speriamo che tutto si risolva al + presto! Riguardo ai motivi dell'attentato, penso siano da ricercare in contrasti tra le ditte di autolinee regionali. |
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Jun 25 2005 16:39:08 Io spero che questo sia un monito per le amministrazioni della pericolisità di alimentare un monopolio di fatto nei trasporti (pubblici), ma affidati ad un privato.
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Jun 25 2005 17:42:28 Pubblici o privati?.....sembra il quesito Shakespeariano. Forse il problema in questo caso non è neanche culturale, perchè fatti come questi succedono a decine in tutto il paese, ma la differenza sta nel fatto che a Crotone non c'è lavoro, e se la Ditta Romano chiude sono altri disoccupati che aumentano, altra povertà che avanza...comunque sono molto solidale con l'imprenditore Romano, la cui validità è fuori di dubbio.
by dark68 |
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Jun 25 2005 19:39:11 romano trasporti dovrebbe trasferire la sua sede altrove,lontano dal raket,imparate a vivere.
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#332 |
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Se Romano chiudesse sul serio...........
Jun 27 2005 13:36:08 Il settore dei trasporti pubblici sarebbe anch'esso terreno di conquista di altri gruppi calabresi a spartirsi i brandelli delle linee che copriva l'azienda Romano!
Speriamo che sia solo una provocazione. Romano non chiuderà! |
#333 |
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Aggiornatevi.
Jun 28 2005 07:25:07 Penso che la responsabilità di pubblicare un'articolo di cronaca, e non solo, implichi quella di una corretta informazione ed aggiornamento della notizia.
Romano ha puntualizzato già da alcuni giorni che non chiude un bel niente. Pubblicare notizie non aggiornate può provocare reazioni non appropriate a temi di elevato interesse sociale. In qualità di occasionale "visitatore" di questo sito, Vi esorto, pertanto, a fare attenzione al modo con cui pubblicate le notizie. |
#334 |
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Per il visitatore...
Jun 28 2005 18:27:35 Gentile lettore (occasionale),
la tua esortazione è più che sensata, ma approfitto dell'occasione che mi offri per precisare per la prima volta (lo faremo più accuratamente nei prossimi giorni) quale sia l'intento principale che lo Staff di Crotone on web si propone di realizzare con la stesura di articoli come quello che hai letto. Vogliamo creare un punto di riferimento per i giovani di Crotone. Offriamo degli spunti affinchè si possano scambiare opinioni su temi ritenuti di importante rilievo sociale per la nostra utenza. La nostra non è una redazione giornalistica e non ha il fine primario di informare i lettori. Questo, sia ben chiaro, non ci esonera da alcun tipo di responsabilità laddove, come in questo caso, ci siano delle imprecisioni o delle carenze di aggiornamento, ma non avendo a disposizione fonti giornalistiche proprie, non possiamo che limitarci a riassumere, la maggior parte delle volte, quanto apprendiamo dalla lettura della cronaca locale. In qualunque caso, l'aleatorietà e la transitorietà della misura della chiusura mi pare fossero abbastanza evidenti dall'articolo. In qualunque caso, provvederò oggi stesso ad integrare l'articolo con i nuovi sviluppi. Ti ringrazio per il tuo commento. Le critiche costruttive sono sempre ben accette. |
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