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L'insoddisfazione dei giovani Stampa E-mail
Scritto da Paola   

Image Se ne parla poco, ma il problema esiste e va ben al di là di tutti gli incidenti del sabato sera. È sintomatico di una generazione sempre più incerta che ha bisogno di aiuti esterni per superare ostacoli, timidezze, paure ed incertezze. Una generazione senza passato e senza presente. E probabilmente senza futuro. Generalmente, sono Paesi come Irlanda, Scozia, Galles ad esser associati all’alcolismo in ogni sua forma. Ma da qualche tempo anche l’Italia può vantare una certa abilità in questo settore.

L’adolescenza è l’età della metamorfosi, gli adolescenti non si piacciono, si sentono travolti da se stessi e cercano in tutti i modi di governare questa metamorfosi. L’alcool è l’ingrediente più vicino, ce l’hanno in casa, l’alcool è ovunque, agisce subito e fa sentire disinibiti. I loro stessi genitori non avvertono, a torto, il bere come pericolo, ne ho sentiti tanti dire meglio una sbronza che la droga”. Purtroppo, oggi è così: l’alcool lo si usa come strumento di “sballo”. Secondo voi è giusto ricercare nell’alcool o nella droga la soddisfazione dei propri bisogni?, voi cosa ne pensate a riguardo?

ImageL’intervento proviene da un articolo su Repubblica, che in realtà nel suo insieme finisce per assomigliare vagamente al solito pezzo stereotipato-bacchettone-moralista. Ma se proviamo ad andare oltre, troviamo del vero. E’ vero che i giovani di oggi bevono diversamente da quelli di un tempo. Anche anni fa c’era chi iniziava a bere giovanissimo, per lo più per sentirsi più grande e maturo. Ma effettivamente, erano tempi diversi. Oggi si beve per divertirsi, si beve per colmare il vuoto che c’è dentro: vuoto di idee, di ideali, di determinazione; il futuro è un buco nero. Da un anno a sta parte, è sempre più frequente nei notiziari del lunedì articoli che parlano di "stragi del sabato sera" ...

Tutti naturalmente si indignano e guardano con sguardo attonito le macchine accartocciate, ma tanto pensano frasi del tipo "a me non succederà mai, io sono prudente" oppure le solite frasi di rito. Proviamo ad analizzare il perché succede questo, e sopratutto cos'è che attrae i giovani a questa sfida notturna o all'alba oppure se siano casi e fatalità della vita. Io credo invece che non centri nessuna delle due cose, ma che invece siano frutto del malessere dettate dal " mal di vivere ", e non nascondiamoci dietro false ideologie, (la sottoscritta inclusa) il giovane d'oggi soffre di una depressione unica , e se si nasconde dietro all'alcol è perché l'alcol etilico è il migliore antidepressivo che esista, ben superiore ai vari tipi di ansiolitico (valium, tavor, lexotan, etc.). Tanti  ragazzi si rinchiudono in una discoteca per una notte intera al ritmo di musiche belle ma purtroppo massacranti per l'apparato uditivo... e beve, beve cocktail micidiali, se poi il tutto condito da qualche spruzzatina di coca e qualche richiamino di extasy, et voilà, le joeux son Fe...
Ma naturalmente il proibizionismo non serve a nulla, se non ad alimentare ancora di più la voglia di "trasgressione" e le campagne anti-incidenti, servono ancor meno, mettere auto distrutte sulle piazze o davanti alle discoteche, che frutto hanno portato?? nulla, poiché chi le vede, penserà sempre che a lui non toccherà mai, perché lui è bravo e gli altri che hanno fatto un incidente, erano dei coglioni e non sapevano guidare. La nostra generazione vive l’età della trasgressione, l’età della ricerca di indipendenza, l’età della dolce vita, in cui molti adolescenti sono affetti dalla noia, quella con la N maiuscola…la noia è diventata purtroppo la nostra caratteristica speciale così come la depressione per molti adulti.

La domanda che mi sorge spontanea è se l’intelligenza locale prevede un modello di sviluppo per noi stessi o ritiene giusto il laissez- faire, il permissivismo a tutti gli effetti, permettendo ai giovanissimi protagonisti della notte di mantenere questo stato catatonico di perenne disinteresse per la realtà. ImageSpesso sono ragazzi alla ricerca di forti sensazioni, quasi come se abbiano ormai contratto una sorta di insensibilità alle cose di tutti i giorni; si innalza sempre più la soglia della gratificazione: per provare  sensazioni eguali si devono fare cose sempre più forti. Un po’ come accade ad un tossicodipendente, che ha bisogno di dosi di eroina sempre maggiori per provare le stesse sensazioni. Questa sorta di incapacità a “sentire”, a provare sensazioni piacevoli, si traduce spesso in una forma di apatia, di noia permanente, tutte sensazioni che si accompagnano anche ad una incapacità di comunicare in modo sufficiente, soprattutto di comunicare a livello emotivo. Spesso si può e si deve far riferimento ad un vero e proprio “deserto emotivo”, che si coniuga facilmente con il “deserto etico”, l’incapacità ad assumersi qualsiasi forma di responsabilità. Il tutto contestualizzato in una società dell’apparenza in cui è sovradimensionata l’importanza del successo, del danaro, dell’aspetto fisico.

C’è, insomma, un diffuso senso di disagio, quel disagio adolescenziale che sta salendo a livelli preoccupanti e che impone  a tutti, in primo luogo alle istituzioni, il dovere di mettere in campo idee e “cose concrete” per abbassarne il livello sotto i limiti di guardia. Le istituzioni, la politica, hanno l’obbligo di prevedere, di prefigurare scenari nuovi e migliori, e non quello, come troppo spesso accade, di assecondare lo scontato. L’obiettivo è infatti quello di aiutare tutti coloro che vogliono trovare la ragione per vivere e per andare avanti, in una vita che non può prefigurarsi solo come quella moderna dell’avere, dell’apparire, anche se so che è estremamente difficile. Tutto questo è un problema di carattere sociale. Non bisogna infatti dimenticare il termine “domani”. Spesso è proprio la mancanza di un futuro certo, con delle sicurezze sotto il profilo professionale e, di conseguenza, sociale, che allontana noi giovani dalla vita reale. La mancanza di prospettive certe fornisce nello stesso tempo un alibi e un rifugio a noi stessi per dilatare sempre più il tempo dell’adolescenza e per dilazionare il tempo dell’acquisizione di una autonomia dai genitori. Va detto che la nostra società deve poter rispondere ai bisogni evidenziati dagli adolescenti, cioè da noi stessi: il nostro disagio, il nostro malessere, che si traducono negli atteggiamenti che ho detto precedentemente. Essi richiedono interventi  rilevanti ed originali. Richiedono amministrazioni sensibili e “interventiste”, che sappiano costruire partecipazione, presenza, cooperazione, attraverso strutture solide, funzionanti e attive.

 
Discussione (messaggi: 24)
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 03 2008 13:43:39
mi sento in gabbia pure quando giochiamo a calcetto nei campetti con le reti alte alte...
vedi di prepararti per pasqua che voglio la rivincita!
#101996
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 03 2008 13:57:54
A parte l articolo che dice che i giovani insoddisfatti,dovrebbero
affogare nell alcool per sentirsi meglio,che mi sembra una puttanata,
il vero dramma è il lavoro,garantire ai giovani lavori nn precari
per poter vivere serenamente con un minimo di agio,a questo punto credo
che ci sarà una percentuale minore di insoddisfatti..
#102003
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 03 2008 16:24:38
Taiki ha scritto:
Discussione sull’articolo: L'insoddisfazione dei giovani

mi è piaciuto l'articolo, soprattutto perchè riporta in auge un tema secondo me molto trascurato.

l'alcol è, contrariamente a quanto si creda, un ansiolitico naturale.
Animali da laboratorio sottoposti a stress psicologici tendono a bere alcol piu degli altri e, se si misura il grado di stress, questo risulta diminuito dopo l'assunzione della sostanza.

La stessa cosa facciamo noi uomini.

In generale noi giovani siamo molto insoddisfatti (il reale motivo lo ignoro, non so se basti dire "crisi dei valori"..) e, come un assetato che non ha acqua, cerchiamo disperatamente di dissetarci con qualsiasi cosa troviamo a portata

tuttavia penso sia un fatto culturale e sociale. Non penso che interventi legislativi a riguardo avranno molto effetto. Servirebbe invece una campagna martellante di informazione e sensibilizzazione


come sempre concordo cn te!
#102054
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 03 2008 17:00:31
I valori e la morale non esistono; se questo avviene è perchè nessuno vuole sentire il puzzo della decadenza, il disfacimento della nostra civiltà.
Abbiamo perso il nostro slancio verso la vita, siamo arrivati ad odiarla.
#102061
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 03 2008 17:11:00
closer ha scritto:
mi sento in gabbia pure quando giochiamo a calcetto nei campetti con le reti alte alte...
vedi di prepararti per pasqua che voglio la rivincita!


eheheheh

vediamo, non sto giocando da questo inverno ma magari per te rientro volentieri

ma ne parliamo dopo il 27 marzo, prima proprio non posso...

grazie comunque dell'invito!
#102064
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 03 2008 17:13:14
FeFFy ha scritto:

come sempre concordo cn te!


azz..

non sapevo fosse "come sempre", ma la cosa mi fa moltissimo piacere, più di quanto possa trasparire da questo triste e malinconico schermo ("ci vorrebbe il mare" di Masini, che la mia collega sta ascoltando a massimo volume al pc accanto da 20 minuti sta facendo il suo effetto sdolcinatezza....)

#102066
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 03 2008 17:16:29
Taiki ha scritto:
Discussione sull’articolo: L'insoddisfazione dei giovani

mi è piaciuto l'articolo, soprattutto perchè riporta in auge un tema secondo me molto trascurato.

l'alcol è, contrariamente a quanto si creda, un ansiolitico naturale.
Animali da laboratorio sottoposti a stress psicologici tendono a bere alcol piu degli altri e, se si misura il grado di stress, questo risulta diminuito dopo l'assunzione della sostanza.

La stessa cosa facciamo noi uomini.

In generale noi giovani siamo molto insoddisfatti (il reale motivo lo ignoro, non so se basti dire "crisi dei valori"..) e, come un assetato che non ha acqua, cerchiamo disperatamente di dissetarci con qualsiasi cosa troviamo a portata

tuttavia penso sia un fatto culturale e sociale. Non penso che interventi legislativi a riguardo avranno molto effetto. Servirebbe invece una campagna martellante di informazione e sensibilizzazione




PS: sn contenta ke ti sia piaciuto l'articolo...
#102070
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 03 2008 18:47:01
Chi non riesce a capire i propi limiti, è un "minchione", ma non critichiamo l'effetto dell'alcol, quello di farti stare un po di quà e un po di là, se ad un certo punto ti trovi solo di là... La sei un minchione!
#102101
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 03 2008 20:41:02
approvo in pieno la tua tesi...
#102117
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 04 2008 10:00:59
Pinus approvo in pieno la tua tesi...






grazie pinus!!!
#102162
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 04 2008 10:11:17
Spesso sento molte persone che dicono la famosa frase: "a Crotone non c'è niente...". In parte è vero, ma credo che questa gente non sia propositiva e non faccia niente perché avvenga il contrario. Per quanto mi riguarda, tra la musica e l'astronomia, la giornata passa velocemente e non posso affatto dire di essere annoiato (magari a volte sono stanco).
Coltivate degli hobby!

Un saluto a mia cugggina Pagola
#102168
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 04 2008 10:14:36
infatti il vero problema è la necessità di ricevere da fuori gli "stimoli" per essere soddisfatti

la soddisfazione va cercata da se, nessuno da fuori può dartela: nè un lungomare, nè un columbus, nè il passeggio sulla lega
#102171
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 04 2008 10:15:57
ben detto giòvààà...kissoneeeeeee!!
#102173
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 04 2008 15:49:09
Taiki ha scritto:
Discussione sull’articolo: L'insoddisfazione dei giovani

mi è piaciuto l'articolo, soprattutto perchè riporta in auge un tema secondo me molto trascurato.

l'alcol è, contrariamente a quanto si creda, un ansiolitico naturale.
Animali da laboratorio sottoposti a stress psicologici tendono a bere alcol piu degli altri e, se si misura il grado di stress, questo risulta diminuito dopo l'assunzione della sostanza.

La stessa cosa facciamo noi uomini.

In generale noi giovani siamo molto insoddisfatti (il reale motivo lo ignoro, non so se basti dire "crisi dei valori"..) e, come un assetato che non ha acqua, cerchiamo disperatamente di dissetarci con qualsiasi cosa troviamo a portata

tuttavia penso sia un fatto culturale e sociale. Non penso che interventi legislativi a riguardo avranno molto effetto. Servirebbe invece una campagna martellante di informazione e sensibilizzazione


aPPrOVo!!!
#102278
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 05 2008 08:19:38
Credo che il probrema sia da ricercarsi nell'educazione, ormai la famiglia, la scuola non si occupano più dell'educazione dei giovani ed in modo particolare non si occupano più di insegnare che nella vita ci sono delle regole e dei limiti che non è possibile oltrepassare...

Credo sia proprio questo il motivo per cui i giovani non apprezzano più niente e sono alla costante ricerca di nuove emozioni e trasgressioni che si traducono poi in alcool, droga e tutto ciò che segue...
#102406
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 06 2008 08:32:01
incollo un articolo interessante a riguardo dell'insoddisfazione e insicurezza dei giovani...

Dallo psicoterapeuta tra ansia e attacchi di panico

Stati di ansia generalizzata, attacchi di panico, depressione. Vita dura per i “bamboccioni”, categoria dei giovani tra i 20 e i 30 anni, così definiti dal Ministro Padoa-Schioppa, che ancora vivono in famiglia e che secondo l’Istat in Italia sono circa 5 milioni.

“La situazione psicologica di molti giovani che vivono ancora con mamma e papà è molto seria – afferma Paola Vinciguerra, psicoterapeuta, Direttore dell’Unità Operativa Attacchi di Panico presso la Clinica Paideia di Roma e Presidente dell’EURODAP, Associazione Europea Disturbi Attacchi di Panico– La precarietà lavorativa è la prima causa del loro stato. Sono bloccati dall’incertezza di un’occupazione e incapaci di ricercare autonomia, indipendenza e realizzazione del sé. Rimangono quindi sotto l’ala di mamma e papà senza essere in grado di progettare il futuro”.

“Nell’Unità Operativa Attacchi di Panico – spiega la Vinciguerra - abbiamo avuto la possibilità di osservare proprio questa tipologia di giovani, tra i 20 e i 30 anni, con titoli di studio diversi, lavoro precario e ancora dipendenti dalla famiglia. Questi ragazzi e ragazze presentavano un atteggiamento di lassismo e egoismo diffuso ma che era solo apparente. In realtà nascondevano un forte disagio che li ha portati a soffrire di attacchi di panico, depressione, stati d’ansia generalizzata, in alcuni casi di tossicodipendenza, di alcolismo e presentavano comportamenti compulsivi”.
“Ci siamo trovati davanti a ragazzi che sono ancora bambini però con le pretese di adulti - dice la psicoterapeuta - Quando non si dà corso alla naturale spinta vitale dell’autonomia, della realizzazione, della progettualità si crea nell’individuo una sorta di blocco delle energie che si tramuta in un’autoaggressione. Questi giovani scelgono d’illudersi di poter rimanere piccoli e protetti nell’ambito familiare, rimandano l’organizzazione e la realizzazione della loro vita ad un ‘domani…’ ma tutto ciò ha un costo psicologico”.

“La mancanza assoluta di certezze nel futuro dal punto di vista lavorativo è il primo elemento che scatena nei giovani il blocco di energie – dice la Vinciguerra – Questi ragazzi vivono solo il presente e i genitori purtroppo non sono in grado di aiutarli. L’atteggiamento delle madri e dei padri superprotettivi, modello educazionale che impera nella nostra società, crea molti danni”.
“Bisogna evitare l’atteggiamento vittimistico - suggerisce la Vinciguerra - ci fa chiudere e deprimere invece di cercare delle soluzioni, dobbiamo fare uno sforzo adattativo e cercare di divenire noi il nostro punto di forza.

Non scoraggiarsi: è importante ripetersi che le persone che valgono alla fine avranno successo nel lavoro come nella vita e che questo sarà il nostro caso se continuiamo ad impegnarci. Bisogna investire sulla formazione: in un mercato del lavoro così competitivo è necessario saper fare qualcosa in più, non sottovalutando che fare un corso d’inglese o d’informatica apre porte al di là dei nostri confini geografici, vista la nuova dimensione europea. Bisogna essere creativi: cerchiamo percorsi professionali alternativi che tengono conto dei nostri interessi e delle nostre attitudini”.
#102629
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 07 2008 00:20:03
esiste una sconfitta pari al venire corroso che non ho scelto io ma è dell'epoca in cui vivo
#102815
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 07 2008 21:34:05
premesso ke nn faccio "eccessivo abuso" d'alcol apparte gli skerzi...

conosco diversi casi in cui la gente si sbronza X svariati motivi e cene sono una moltitudine di sicuro
c'è gente deficente ke lo fa solo X "sballarsi" nn lo metto in dubbio ma ci sn anke casi in cui alcuni soggetti sn portati all'uso ke spesso sconfina in abuso di alcolici e sostanze stupefacenti in genere X problemi ke magari sembrano stupidi X ki nn li vive in prima Xsona ma X ki è cstretto a subirne le conseguenze giorno dopo giorno è dura e questa gente nn la si può criticare con la sfaciatagine di ki magari ha tutto e vuole fare bella mostra di se cn il suo finto ipocrita "buon senso" ispirato ad un moralismo da 4 soldi sputati...
#102917
Re:L\'insoddisfazione dei giovani
Mar 11 2008 23:48:31
Io penso,è giusto che la gente si diverti...Ma che almeno abbia un pò di coscienza nel guidare...Molta gente,nn si rende conto,di poter rovinare la vita anke di altri...
#103741
L\'insoddisfazione dei giovani
Apr 12 2008 15:06:28
è estremamentevero! Parlo da giovane insoddisfatta....
#114722
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