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Schiavi della disinformazione italiana Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Facino   
Image“La disinformazione è il primo potere politico in Italia” (B.Grillo). Mai parole furono più sagge. L’informazione italiana è il servo privilegiato per la casta politica, il mezzo più subdolo per sedare il popolino e stringere in una pressa le (poche) idee libere rimaste. I parrucconi riempiono gli schermi col loro filosofeggiare irritante. Le penne schierate scrivono ai limiti dell’assurdo e sotto precisi comandi. Le cosiddette “radio private” sembrano più censurate di trent’anni fa.

Tutto segue l’onda devastante del padrone che detta le sue regole per conquistare consensi. Governo nuovo, solita vecchia storia: ogni partito di maggioranza tenta di inserire un parassita in una rete RAI per manipolare l’informazione. Ciò è sufficiente per prendere coscienza dell’importanza del “saper comunicare”: avere un “fido” nei punti nevralgici dei mass media significa assicurarsi un restyling gratuito nei momenti di difficoltà.
Procediamo con ordine piramidale. Il caso più eclatante di pifferaio magico è rappresentato da “Sua Silvità”, boss facile alle lamentele, soldato combattente, sempre pronto a mordere i comunisti cattivi che hanno monopolizzato l’informazione. Ha ragione, Cavaliere! In fondo, possiede solo quattro reti televisive (di cui una abusiva) e qualche testata giornalistica (come “Panorama” e “Il giornale”), roba tipo “walkie talkie” & “Topolino”. Tale collisione tra politica e media, metastasi istituzionale italiana denominata “conflitto di interessi”, entra da anni, con prepotenza, in qualsiasi campagna elettorale e chiunque gonfia il petto assicurando di avere la ricetta giusta per curarla. Eppure, solamente nel 2004, il precedente “Berlusconi II” approvò la famigerata “legge Gasparri” sull’assetto radiotelevisivo italiano e di cui molti si riempiono la bocca senza conoscerne gli oscuri contorni. Il provvedimento si proponeva l'ambizioso obiettivo di introdurre una riforma complessiva del sistema radiotelevisivo nazionale, regionale e locale, dichiaratamente volta ad "adegua[rlo] all'avvento della tecnologia digitale e al processo di convergenza tra la radiotelevisione e altri settori delle comunicazioni interpersonali e di massa, quali le telecomunicazioni, l'editoria, anche elettronica, ed Internet in tutte le sue applicazioni" (art. 1, comma 1), allo scopo di garantire, fra l'altro, la "libertà" ed il "pluralismo dei mezzi di comunicazione radiotelevisiva", nonché "la completezza, la lealtà e l'imparzialità dell'informazione, l'apertura alle diverse opinioni e tendenze politiche, sociali, culturali e religiose" (art. 3, comma 1). Parole sante, tant’è che i due punti essenziali di tale riforma sono: l’abbassamento del limite per la raccolta pubblicitaria ed il controllo delle frequenze. Nel primo caso, il buon Gasparri ha ridotto il tetto di raccolta pubblicitaria dal 30% al 20% facendo sì che questa venga calcolata in base al “Sic” (iistema integrato delle telecomunicazioni), ammontare di cui non si conosce il limite.
ImageSpiegava Giovanni Sartori sul Corriere: “la legge Maccanico stabiliva un tetto del 30 % del mercato per ciascun operatore. La Gasparri fa scendere al 20% questo tetto ma (ecco il trucco) amplia a dismisura il paniere delle risorse che lo vanno a determinare. Per illustrare: il 30% di 100 è 30; ma il 20% di 200 è 40. così Berlusconi si tiene tutto e può anche crescere in pubblicità”. Il secondo punto rasenta il ridicolo: l’autore della genialata stabilisce che nessun editore possa controllare più del 20%  dei canali nazionali; ciò sarebbe equo, non fosse che le emittenti nazionali, nel 2003, passarono all’improvviso da dieci a quindici… E il 20% di quindici è pari a tre ossia: Canale 5, Italia1 e Rete 4 (plurimiracolata). Il problema è che la polvere sotto il tappeto dura fino a quando qualcuno non impugna l’aspirapolvere per assorbirla. Così, “Europa 7”, emittente televisiva italiana priva di frequenze (caso unico al mondo), espropriata inspiegabilmente dal circuito televisivo nazionale, decise di rivolgersi alla Corte europea di giustizia che, nel gennaio scorso, in merito alla “Gasparri” sentenziò che non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati. Morale della favola? Da anni, gli italiani non possono scegliere un’informazione giusta ed equilibrata perché la concorrenza è stata soppressa da una legge apertamente contestata anche dall’UE.
Il vero cancro dell’Italia è rappresentato dal servilismo dei giornalisti: da un lato, troviamo i (poco) simpatici faccioni dei cavalieri di Arcore riuniti per difendere Silvio Artù: Fede, Del Debbio, Belpietro, Liguori, Brachino, Mimum, Vespa; dall’altro, la magra colonia dei “siamodisinistraperchèodiamoBerlusconi” ossia Santoro, Travaglio e, a fasi alterne, Annunziata e Riotta. La lotta è palesemente impari. Così, capita che ci si svegli un giorno e si consumi l’editto bulgaro: fuori a pedate sul culo i vari Santoro, Luttazzi, Guzzanti e Biagi. Si, proprio lui: Enzo Biagi, il padre del giornalismo italiano, storico volto RAI, allontanato nonostante due lutti gravissimi che lo avevano colpito in un maledetto biennio. Il tutto per evitare “l’uso criminoso della tv pubblica”. Ma qualcuno ha pensato a ristabilire gli equilibri allontanado anche qualche forzista? Non credo. Adesso scordiamoci il passato perché il futuro sarà sicuramente diverso…O quasi! Berlusconi perde il pelo (e qui ci pensa Cesare Ragazzi…) ma non il vizio e, poco prima del ritorno al potere, ha paventato l’eventualità (certa) di presentare il conto al signor Travaglio, appena possibile. Credere, obbedire e combattere. Siamo al quarentesimo posto della classifica mondiale della libertà di stampa, chissà che non ci scavalchino anche Turkmenistàn e Vietnam.
Non solo la politica, le impostazioni date ai telegiornali lasciano sconcertati. Un esempio? “Studio Aperto”, in onda sulle reti Mediaset. Un contenitore di immondizia in cui farebbe la sua porca figura anche un servizio del “nostro” Claudio Regalino sulle sorti del Savelli Calcio. In che modo pensa di informare i cittadini un tg che massacra un solo schieramento politico per cinque minuti, dedicando i restanti venti al doberman che allatta la gattina o al campionato dei preti o all’ultima fiamma di Flavia Vento (manco fosse Elisabetta II…)? Eppure, gli ascolti sono gratificanti, punte di share altissime ed italiani infinocchiati ancora una volta. Abbiamo toccato l’assurdo.

ImageIngrandendo la lente su Crotone, l’informazione è in stato terminale. Non recapitate a Fedele Confalonieri una videocassetta con registrata una puntata del tg condotto da Giusy Regalino & Co. sugli schermi di RTI. Il rischio è forte: potrebbe arruolare la rete di bandiera di Crotone all’esercito Mediaset. Infatti, tale “telegiornale” assume aspetti così lugubri da far impallidire Dracula: come si può esordire porgendo “affettuosi auguri a Pina e Carletto per le loro trentadue ore di matrimanio” quando si fa informazione in una terra martoriata da ‘ndrangheta e disoccupazione? Mistero della fede, abbi pietà di loro.
E la carta stampata? Ogni quotidiano ha una sua tendenza politica ed è difficile riuscire a leggere articoli del tutto sereni e non di parte. Abbondano le “penne” frustrate e si passa dal “Vangelo secondo Silvio” de “Il Giornale” alla rivoluzione rossa de “Il Manifesto”. Equilibrio? Nemmeno per scherzo, siamo in Italy. Il problema non è tanto la linea politica (in fondo, il lettore è libero di scegliere cosa acquistare), quanto il riportare notizie infondate a scopo propagandistico. Chi può dimenticare il caso “Telekom Serbia” montato ad arte attorno ad un falso testimone per screditare alcuni esponenti di centro-sinistra? E le cannonate sparate tutti i giorni per far cadere Berlusconi? Trovate un quotidiano realmente corretto, veritiero e libero e ve ne sarò riconoscente.
Viviamo nel virtuale e lo stato dell'informazione-comunicazione in Italia è decisamente preoccupante. Il pluralismo dell'informazione è ormai più apparente che sostanziale. Non ci si può difendere "come un polipo che lotta contro l'Empire State Building" (Mc Luhan). Abbiamo bisogno di innalzare il livello di monitoraggio della qualità dei prodotti mediatici, di selezionare giornalisti secondo criteri meritocratici e di allontanare le mani della politica dal miele dei mass media. Fino a quando non saremo nè liberi di ascoltare via tv le eresie del folle di Genova, né lieti di leggere pezzi di carta aderenti alla realtà, saremo tutti schiavi. Schiavi di una cara democrazia.

 
Discussione (messaggi: 13)
Schiavi della disinformazione italiana
May 07 2008 13:26:03
Discussione sull’articolo: Schiavi della disinformazione italiana

In tempi non sospetti, Beppe Grillo conosceva la situazione disastrosa in cui versava Parmalat: perché i giornali hanno taciuto? E' possibile che un comico debba aprire gli occhi alla gente?
Penso che molti di coloro che fanno informazione, sono sul libro paga di aziende e politici.
Ad maiora.
#121050
Re:Schiavi della disinformazione italiana
May 07 2008 14:05:56
I nostri giornlisti e telegiornali si sono gia' allineati, tutti pronti per il lecchinaggio doveroso. All'estero i giornalisti possono dire quello che vogliono e nessuno li chiama comunisti.
L'unico mezzo che non puo' controllare e' internet.
Grazie ad internet si puo' diffondere quello che non viene passato in tv.
Purtroppo Silvio lo sa bene che cio' che non passa in tv per la gente non esiste.
La gente non sa non puo'sapere. Deve leggere per farlo, non accendere la tv.
#121056
Re:Schiavi della disinformazione italiana
May 07 2008 14:07:02
Beh + o meno si sapeva grazie alla stampa estera ke siamo al pari della turchia come livello di libertà di informazione e menomale che Grillo ci rinfresca la memoria su tante cose
#121057
Re:Schiavi della disinformazione italiana
May 07 2008 14:08:44
CleOpAtRa * ha scritto:
Purtroppo Silvio lo sa bene che cio' che non passa in tv per la gente non esiste.
La gente non sa non puo'sapere. Deve leggere per farlo, non accendere la tv.[/quote]

Beh leggere si ma non i giornali nazionali...
#121058
Re:Schiavi della disinformazione italiana
May 07 2008 14:10:46
Jolly Roger ha scritto:
CleOpAtRa * ha scritto:
Purtroppo Silvio lo sa bene che cio' che non passa in tv per la gente non esiste.
La gente non sa non puo'sapere. Deve leggere per farlo, non accendere la tv.


Beh leggere si ma non i giornali nazionali...[/quote]

Infatti..Tanto non c'e' nulla di vero.
#121059
Re:Schiavi della disinformazione italiana
May 07 2008 15:58:27
Infatti...stranamente non si parla più della spazzatura che stava e stà ancora soffocando Napoli!
Si è parlato per un bel pò dei romeni stupratori...ma era solo una tattica per sorpassare Rutelli a carica di sindaco di Roma e giocare la carta sicurezza! La televisione ha influenzato la caduta del governo in parecchi argomenti!
Se notate anche striscia la notizia lo fà.....ad esempio quando si parlava di Prodi si facevano delle battute molto velenose e lo sfottevano nei modi più disparati...mentre per Berlusconi c'era la parodia del Cavaliere mascherato che lo faceva apparire simpatico (tattica che nel lontano 1996 funzionò se ricordate con il FU FU DANCE che ha avuto un risultato positivo per Dalema alle elezioni)
Non ho parlato di Emilio Fede perchè era troppo scontato!
#121069
Schiavi della disinformazione italiana
May 07 2008 15:59:39
mi è piaciuta questo breve summary della situazione!
#121070
Re:Schiavi della disinformazione italiana
May 07 2008 16:08:13
Perchè stupirsi tanto?
Oggi è risaputo che ogni ambito della nostra società è controllato dall'economia, dunque questo vale anche per il giornalismo.
Quando si tratta del profitto, la morale viene messa non in una ma in dieci parentesi quadre.
#121072
Re:Schiavi della disinformazione italiana
May 07 2008 17:20:17
Bell'articolo!xD

L'informazione ormai è in mano a "servi".....
Basta pensare solo a Emiolio Fede DIRETTORE del tg4 !!!! .-.
#121083
Re:Schiavi della disinformazione italiana
May 07 2008 18:10:21
noi ci riteniamo un paese evoluto e moderno, e lo siamo, ma senza la libertà di pensiero
cio che le tv nazionali passano, in particolare mediaset(e nn lo dico per motivi politici, ma perchè è questa la realta), invadono il cervello dei bambini che li fa crescere nell' ignoranza e nella frivolezza. Credo che la nostra sia la generazione che sta facendo i conti con le conseguenz negative della televisione
#121094
Re:Schiavi della disinformazione italiana
May 07 2008 19:09:40
Purtroppo qui in Italia è csì....non c'era da stupirsi....

Cmq bell'articolo!
#121112
Re:Schiavi della disinformazione italiana
May 09 2008 16:45:59
Vi invito a guardare questo video, ascoltando bene le parole pronunciate da Travaglio e che confermano lo stato della nostra "informazione"...

#121583
Re:Schiavi della disinformazione italiana
May 12 2008 09:21:21
dai che siamo al conto alla rovescia...
-10,-9,-8...
#122362

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