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La legge mediatica non è uguale per tutti Stampa E-mail
Scritto da “Pazza”   
ImageLa televisione, i giornali, internet: le tecniche di comunicazione di massa, insomma. La loro crescente importanza suscita riflessioni sull'uso, a volte distorto che ne può derivare, e su come le notizie partono da una fonte ed arrivano fin dentro le nostre case come le sigarette: con o senza filtro? Il Mercurio del nuovo millennio è in crisi.

È da qualche giorno che non riesco a far altro che arrovellarmi il gulliver su alcuni interrogativi che un paio di servizi giornalistici, accompagnati da un abile quanto scontato confronto generatosi in codesta mente paranoica, hanno innocentemente condotto alla mia attenzione.
La legge (mediatica) non è uguale per tutti. Come al solito, c’è sempre chi tende a fare la differenza tra figli e figliastri. Come tutti (o la maggior parte) sapranno, è tempo di pensare alla salute, in parlamento. Silvio Berlusconi, ex-premier, qualche tempo fa è stato operato, a Cleveland, per un’operazione che mio nonno avrebbe fatto in day-hospital. Da Cleveland erano decine gli inviati pronti a testimoniare l’ottima riuscita della pseudo-vivisezione, ma anche a rincuorarci non solo del sostegno medico cui l’ex presidente del consiglio usufruiva (noto l’aneddoto secondo cui alla domanda dell’infermiera “è allergico a qualcosa?”, il malato di Molière esordisca più lucido che mai “si, ai comunisti”), ma soprattutto dell’insostituibile sostegno psicologico, a opera della figlia, americana d’adozione. Come volevasi dimostrare, l’operazione in day-hospital, trasformata in un’ennesima resurrezione, è stata contornata da un’orda di incoraggiamenti e messaggi d’auguri, fino all’estasi generale quando lo stesso capo dell’opposizione, commosso da cotanto devoto affetto, si cura di rassicurare chi aspettava cosi zelantemente la notizia del suo rientro a casa: riuscirà a trascorrere la cena di Natale con la famiglia e la mamma Rosa.

La legge (anche mediatica) non è uguale per tutti. Giuliano Amato è stato sottoposto ad un intervento di angioplastica (da non confondersi con un intervento di chirurgia estetica…): uno scarno comunicato dell’ultimo ora, nessun inviato, nessun collegamento. L’operazione si è tenuta presso un ospedale di Roma, tra lo stupore generale considerando che, dopo l’odissea berlusconiana, noi comuni mortali credevamo che superata una certa soglia di reddito ci si poteva rivolgere alla sanità italiana, al massimo, per un herpes. A nulla è servita la prostata ipertrofica di Bertinotti, asportata nel più totale silenzio. In questo caso anche la clinica è rimasta anonima. L’unica cosa che siamo riusciti a sapere è che entrambi gli interventi erano stati programmati per non alterare i lavori parlamentari.
A Palermo, invece, una donna è morta d’infarto dopo ore passate in sala d’attesa. In effetti, è difficile programmare un infarto. Eppure c’è anche un altro aspetto, a mio avviso più preoccupante.

Il 2006 termina con due morti. Di natura diversa, entrambe imbastiscono una matassa di fili, corde e spine: si parla di Piergiorgio Welby, e Saddam Hussein.
Piergiorgio Welby è morto, di sua iniziativa. Saddam Hussein è morto, per iniziativa di terzi. Cos’hanno in comune le due morti? Nulla, si risponderebbe ad una prima, superficiale considerazione. Eppure qualche punto di contatto lo hanno: la loro mediatizzazione.
In entrambe, l’assenza di pietà, rispetto, perdono e pace si affianca a troppe opinioni, polemiche, critiche. Ancora una volta, l’audience non riesce a (o non vuole) distinguere tra vita, morte, tette e natiche. Si è visto il cadavere di Piergiorgio Welby lasciare la propria abitazione. Si è sentito l’infermiere specificare come e quanto fosse leggero. Si è visto il boia incappiare il collo di Saddam. Il video intero dell’impiccagione è già disponibile sul sito de La Repubblica. A questo va aggiunta la straordinaria quanto macabra dovizia di particolari riscontratasi nel servizio del tg1; particolari del tutto ininfluenti dal punto di vista informativo, ma senz’altro utili per il traguardo del “picco di ascolti”. Se c’è una cosa ancora peggiore dell’impiccagione di un uomo dopo un processo farsa, è la sua mediatizzazione.
Due vite, due morti, entrambe legate a un filo. E ancora una volta i burattinai si contano sulle dita di una mano. Tutti col volto coperto , come il cappuccio del boia. Ma questa volta la polemica oltrepassa lo schermo, e ci raggiunge. Noi ascoltatori, che di fronte a tutto ciò non cadiamo nel silenzio dello stupore, no. Addio capacità di meravigliarsi… Noi, alla morte, ci abituiamo.
Queste sono le vere armi di distrazione di massa: abitudine e indifferenza. Indiscutibile è l’enorme peso che i media hanno nella formazione dell’opinione pubblica (basti pensare alla campagna di propaganda sulla guerra in Iraq) e il ruolo primario che quest’ultima esercita in ogni governo. Gli anni passano, ma a giocare al salto della corda altrui sono sempre altri.
Dall’ultima puntata del reality iraqueno è emersa un’unica, incontrovertibile verità (escludendo, naturalmente, il definitivo superamento del diritto internazionale), ancor più contro natura dell’umanità che uccide se stessa: l’umanità habituè della morte dei suoi simili. È questo che mostrano le due morti con cui si è chiuso il 2006.
E chiudo anche io questo post/intervento/sfogo, con le parole di Paolo Serventi Longhi, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana: “Ho una tragica certezza, che è quella che ormai l'informazione segue un percorso perverso. Di un evento i media enfatizzano una parte marginale, assolutamente non centrale, quella che però rende l'evento particolare, un cazzotto nello stomaco: credo che così non vada bene."

 
Discussione (messaggi: 8)
La legge mediatica non è uguale per tutti
Jan 07 2007 02:05:55
Discussione sull´articolo: La legge mediatica non è uguale per tutti

Non sono d'accordo su tutto(per esempio sulla questione Saddam, perchè ho una visione della vita diversa), ma per profondità, coerenza e una buona esposizione, ritengo il tuo articolo davvero ottimo
#30032
Re:La legge mediatica non è uguale per tutti
Jan 07 2007 11:01:27
complimenti pazza scrivi davvero molto bene cara!! Sei riuscita a unire: riflessione, umorismo, doppi sensi.

Cmq penso ciò che faccia una notizia, non è l'importanza in se stessa, ma quanto questa interesserebbe al pubblico. E questa è la cosa sconvolgente, perchè pare che si parli con più attenzione delle tette rifatte della velina di turno, che del lancio di una sonda spaziale interplanetaria. Di chi è la colpa di tutto ciò? Forse del pubblico? o dei giornalisti?
#30043
Re:La legge mediatica non è uguale per tutti
Jan 07 2007 13:36:37
troppo difficile come argomento per me.....

però l'ho letto, spero che basti
#30062
Re:La legge mediatica non è uguale per tutti
Jan 08 2007 19:44:16
Brava, scrivi vramente bene. Un unico appunto lo farei sulla questione legata all'eutanasia...quando la politica entra così prepotentemente e senza rispetto nella vita (e soprattutto morte!) delle persone forse è veramente finita....
#30226
Re:La legge mediatica non è uguale per tutti
Jan 09 2007 13:27:21
GigamegaFede
#30301
Re:La legge mediatica non è uguale per tutti
Jan 09 2007 15:34:31
Benz ha scritto:
complimenti pazza scrivi davvero molto bene cara!! Sei riuscita a unire: riflessione, umorismo, doppi sensi.

Cmq penso ciò che faccia una notizia, non è l'importanza in se stessa, ma quanto questa interesserebbe al pubblico. E questa è la cosa sconvolgente, perchè pare che si parli con più attenzione delle tette rifatte della velina di turno, che del lancio di una sonda spaziale interplanetaria. Di chi è la colpa di tutto ciò? Forse del pubblico? o dei giornalisti?



Se parli con il mio prof ti mena Benz
A proposito per Pazza, Fede ce lo diamo arcuri a Febbraio?
Così ce lo cacciamo dalle penne e dai cocomeri.
Che ne dici?
A giornalismo Tv mi disse: "Caro danilo (lesse il nome sullo statino) sto diventando vecchio".
Alchè risposi: Io no.

#30315
Re:La legge mediatica non è uguale per tutti
Jan 20 2007 16:14:05
L'informazione è un arma a doppio taglio. Basterebbe non guardare i telegiornali...io sono per la controinformazione: è vera, schietta e sono io a metterci il naso..non qualche giornalista venduto al Berlusconi di turno!

PS. Comunque complimenti: mi piace come scrivi.
#30925
Re:La legge mediatica non è uguale per tutti
Feb 07 2007 10:15:14
Non posso che farti i coplimenti per la proprietà di linguaggio e gli esempi , che porti come corredo delle tue ipotesi... Purtroppo pero' il tuo intervento è molto fazioso.. Le vicende personali dell'ex-premier, hanno suscitato quel clamore, perchè nel bene o nel male Berlusconi è il capo dell'opposizione ed in uno stato di diritto il suo è un ruolo molto importante... sulla madiatizzazione degli eventi vorrei farti notare che nella scorsa legislatura è stata cavalcata la tigre dell'antiamericanismo e del pacifismo e che oggi gli stessi che promuovevano queste campagne, chinano il capo ad ogni richiesta di Bush...Ma sono d'accordo con te che i media in italia purtroppo siano politicizzati e non indipendenti, dando così una visione distorta della realtà che finisce x influenzarci.....
#32279

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