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Economia crotonese resiste alla crisi Stampa E-mail
Scritto da Camera di Commercio Crotone   
giovedì 18 giugno 2009
ImageL'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Crotone ha elaborato i dati relativi alle iscrizioni, cessazioni e variazioni di imprese intervenute nel corso del primo trimestre del 2009 . Tali elaborazioni rientrano tra le diverse attività di analisi e studio messe in atto dall´ente camerale al fine di approfondire la conoscenza del sistema economico provinciale sia in chiave strutturale che congiunturale. I dati sulla demografia delle imprese, unitamente agli altri dati forniti nel corso dell'anno, consentono alle istituzioni operanti sul territorio di tastare il polso dell'economia locale e programmare idonei interventi per lo sviluppo della provincia. 
L’imprenditoria crotonese resiste alla crisi: 397 nuove imprese e seconda posizione a livello nazionale per tasso di crescita (+0,13%). Secondo le ultime rilevazioni Movimprese di Infocamere sulla natalità e mortalità delle imprese registrate nel nostro territorio nel primo trimestre del 2009, l’imprenditoria crotonese sembra reagire bene alla crisi: nonostante il numero di imprese iscritte presso la Camera di Commercio di Crotone sia aumentato di sole due unità, passando dalle 17.962 di fine 2008, alle 17.964 del I trimestre 2009, la provincia di Crotone realizza un tasso di sviluppo positivo dello 0,13%, valore che la colloca in seconda posizione nella graduatoria nazionale per tassi di crescita trimestrali, subito dopo Roma.
Il buon risultato si pone ancora una volta in controtendenza rispetto all’andamento nazionale che, con - 30.706 imprese, fa registrare il peggior saldo degli ultimi 10 anni e un tasso di crescita che si attesta a -0,5%. Nello specifico, il tasso di sviluppo della nostra provincia è frutto di un buon numero di nuove iscrizioni (397), pari ad un tasso di natalità del 2,2%, a fronte di 374 cessazioni (al netto delle cancellazioni d’ufficio), con un tasso di mortalità pari al 2,0%.

Andamento per settori di attività
Image“Ancora una volta la nostra provincia rivela fermento e voglia di intraprendere – è il commento del Presidente della Camera di commercio  Fortunato Roberto Salerno – ci distinguiamo a livello nazionale per un dato positivo, che è l’elevata natalità imprenditoriale. Ciò conferma che le istituzioni locali sono chiamate a sostenere l’iniziativa dei nuovi imprenditori ed aiutare loro e le aziende già esistenti a consolidarsi e fronteggiare la sfida del mercato, sfida competitiva che può essere vinta solo mediante qualità, innovazione ed internazionalizzazione”.  
Analizzando i dati in valore assoluto, merita attenzione in senso positivo il numero delle imprese non classificate (ossia quelle imprese che non hanno ancora denunciato l’inizio attività) che con 62 nuove unità fanno registrare anche il miglior tasso di sviluppo (4,5%); positivo anche il saldo relativo al settore attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca (+8 imprese), intermediazione monetaria e finanziaria (+6 imprese) e trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (+5 imprese).
In diminuzione le imprese dei settori agricoltura, caccia e silvicoltura (-19 unità), attività manifatturiere (-12 unità), costruzioni (-12 unità), commercio all’ingrosso e dettaglio, riparazioni beni personali per la casa (-8 unità), alberghi e ristoranti (-5 unità). Restano pressoché stabili i restanti settori.
Prendendo in considerazione, invece, il tasso di sviluppo dei vari settori di attività, i dati più positivi si registrano, oltre che per le imprese non classificate (+4,5%), anche nei settori intermediazione monetaria e finanziaria (+3,4%), pesca, piscicoltura e servizi connessi (+2,4%) e attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca (+1,1%); tra i tassi negativi, il più elevato si registra nel settore Istruzione che, perdendo un’impresa fa registrare un tasso pari a -1,8%. Lievi tutte le altre variazioni che non superano il punto percentuale.
La valutazione della composizione del tessuto economico provinciale conferma, in linea di massima, l’andamento delle rilevazioni precedenti, indicando come settori predominanti agricoltura, caccia e silvicoltura (28,5%), commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazioni beni personali e per la casa (25,0%), costruzioni (13,7%), manifatturiero (9,5%).
Esigua, sul totale delle imprese registrate, la presenza di alberghi e ristoranti (4,0%), attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca (3,9%), attività di trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (3,1%), altri servizi pubblici, sociali e personali (2,5%), intermediazione monetaria e finanziaria (1,0%). Occupano, infine, un peso percentuale vicino allo zero i seguenti settori: sanità ed altri servizi sociali (0,4%), istruzione (0,3%), pesca, piscicoltura e servizi connessi (0,2%), estrazioni di minerali (0,1%),  produzione e distribuzione energia elettrica, gas e acqua (0,1%).
 
Andamento per forma giuridica
ImageLa forma giuridica predominante nel quadro economico della provincia si conferma la ditta individuale che, al I trimestre 2009, conta un numero di imprese pari a 13.035 anche se in diminuzione rispetto all'ultima rilevazione (13.073), con un tasso di crescita che si attesta a -0,25%. Il tasso di sviluppo più rilevante lo fanno registrare ancora una volta le società di capitali (+2,4%), pari a 2.084 unità, seguite dalle società di persone (+0,59%) con 2.040 imprese; rimangono invariate le imprese con altra forma giuridica (805).
La composizione del tessuto economico provinciale risulta pertanto rappresentata per il 72,6% da ditte individuali, per l’11,6% da società di capitali, per l’11,4% da società di persone e per il restante 4,5% da imprese con altra forma giuridica.
 
In aumento le imprese artigiane
Dopo l’andamento negativo degli ultimi periodi, i dati relativi al I trimestre 2009 rilevano un aumento delle imprese artigiane che passano dalle 3.643 di fine 2008, alle attuali 3.650 imprese, con un saldo positivo pari a 7 imprese. Le nuove iscrizioni (95) sono state superiori al numero di cessazioni (88 - al netto delle cancellazioni di ufficio), facendo registrare un tasso di sviluppo pari a +0,19%, terzo miglior dato tra le province italiane ed in controtendenza rispetto all’andamento nazionale che, per questo comparto, fa registrare un calo dell’1,04%.
 
Andamento per settore di attività
ImageIn valore assoluto l’aumento più significativo si è registrato nel settore delle costruzioni (+18 imprese), seguito dalle attività manifatturiere (+2 imprese), trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (+2 imprese) e dall’istruzione (+1 impresa); registrano, invece, un saldo negativo i settori altri servizi pubblici, sociali e personali  (-6 unità), agricoltura, caccia e silvicoltura (-5 unità) commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazioni beni personali e per la casa (-4 unità), trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (-4 unità), e alberghi e ristoranti (-1 unità).
Il tasso di sviluppo positivo più rilevante si registra nel settore dell’istruzione (+14,29%) mentre tra quelli negativi spicca il settore agricoltura, caccia e silvicoltura  (-14,71%) e alberghi e ristoranti (-10,00%).
Scorporando i dati percentuali relativi al tessuto imprenditoriale artigiano, si consolidano, come settori trainanti, le attività di tipo tradizionale; la composizione, infatti, è così strutturata: 40,3% settore edile, 30,9% manifatturiero, 9,3% commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazioni beni personali e per la casa, 8,2% altri servizi pubblici, sociali e personali, 6,5% trasporti, magazzinaggio e comunicazioni, 3,1% attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca e 0,9% agricoltura, caccia e silvicoltura. Prossima allo zero, sul totale delle imprese artigiane, il peso di alberghi e ristoranti, istruzione, estrazione di minerali, intermediazione monetaria e finanziaria, sanità ed altri servizi sociali.

Andamento per forma giuridica
La ditta individuale si conferma la forma giuridica più diffusa anche tra le imprese artigiane contando ben 3.191 imprese, dato in lieve aumento rispetto all’ultima rilevazione (+0,13%). A far registrare il tasso di sviluppo maggiore (+2,74%) sono le imprese costituite in forma di società di capitali con 76 unità, mentre le società di persone contano 374 imprese con un tasso di sviluppo dello 0,54%. Dato in diminuzione quello relativo alle altre forme giuridiche che perdendo un’unità fanno registrare un tasso di sviluppo negativo pari a -10,00%. Il sistema artigianale provinciale risulta quindi composto per l’87,4% da ditte individuali, per il 10,2% da società di persone, per il 2,1% da società di capitali e per il restante 0,2% da imprese con altre forme giuridiche.
I dati completi sono disponibili  sul sito web della Camera di Commercio di Crotone (www.kr.camcom.it) e sul sito della rete degli uffici Studi e Statistica camerali (www.starnet.unioncamere.it) alla sezione Territorio- Crotone).
 
Il Segretario Generale
Dott.ssa Donatella Romeo
Discussione (messaggi: 7)
Re:Economia crotonese resiste alla crisi
Jun 28 2009 08:19:20
Taiki ha scritto:
penso che sia perchè siamo talmente a terra, da non poter scendere ulteriormente

Esattamente.
#188424
Re:Economia crotonese resiste alla crisi
Jun 28 2009 06:59:36
E' brutto da dire ma diamo il peggio. E' inutile che ci nascondiamo dietro un dito, i dati parlano. Voglia di fare niente, criminalità, mafia, comparaggio ci hanno portato questi risultati.
#188415
Re:Economia crotonese resiste alla crisi
Jun 28 2009 06:26:08
penso che sia perchè siamo talmente a terra, da non poter scendere ulteriormente
#188412
Re:Economia crotonese resiste alla crisi
Jun 27 2009 22:23:03
Checco 64 ha scritto:
Noi abbiamo "resistito", mantenendo tale lo stato in cui eravano prima. E questo è grave!


esattamente....!
#188379
Re:Economia crotonese resiste alla crisi
Jun 27 2009 19:08:45
Non si riesce più ad uscirne, è un circolo vizioso.
#188363
Re:Economia crotonese resiste alla crisi
Jun 23 2009 14:33:40
Noi abbiamo "resistito", mantenendo tale lo stato in cui eravano prima. E questo è grave!
#187438
Economia crotonese resiste alla crisi
Jun 23 2009 12:48:30
Discussione sull'articolo: Economia crotonese resiste alla crisi

Se va tutto bene (come si evince da questo articolo), allora perchè siamo classificati a livello nazionale come ultimi per qualità delle condizioni per "fare impresa"?!?!?!?!
riduciamo il tutto ad uno spot?

inoltre, ci sarà stata anche crescita (stra-contenutissima) ma di sviluppo francamente ne vedo poco a kr, visto che quando ritorno per le vacanze, noto solo nuove pizzerie in giro...
#187420
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