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Se mi imbarco... ti sposo Stampa E-mail
Scritto da Elda Fauci   
martedì 05 maggio 2009
Image Un evento straordinario è sempre preceduto da qualcosa di insolito, così Roma quella mattina si presentava incredibilmente immobile, accompagnando in silenzio un gruppo di viaggiatori verso un fine settimana di vacanza “casalinga”. Fiumicino brillava sotto al primo sole del mattino, colorandosi del bianco dei taxi, e dell’arcobaleno delle tante etnie che si mescolano, scontrano ed accompagnano nel “Terminal B” dell’aerostazione, quello delle partenze internazionali, dove la ItaliaTour ha il proprio banco dell’accettazione.
Sono le 8:00 quando effettuato il check-in, decidiamo di coccolarci con un caffè ed un cornetto, in modo da non rimanere vittime dell’aggressività passiva d’un aeroporto internazionale in un giorno festivo.  Alle 8:20 qualcuno litiga con la propria cintura, qualcun altro affannandosi recupera le proprie gioie dalla vaschetta blu dei controlli. C’è infine chi si lascia cullare dall’idea di godersi quanto prima il sole della propria terra. Quando arriviamo all’uscita A34, nonostante siano già passati dieci minuti dall’inizio dell’imbarco, la coda ordinata ci invita a prendere altro tempo, lasciandoci arrendere alle poltroncine bourdeax che circondano il gate. Il volo è piacevolmente pieno, ed a tratti qualche accento più marcato spicca dal marasma del vociare della fila. Siamo gli ultimi della coda per l’imbarco del volo OI312Y delle 8:40 diretto a Crotone.

Troppo impegnati a recuperare carta d’imbarco e documento d’identità, quasi non ci accorgiamo d’una fanciulla in piedi alla destra del bancone, molto bella, che con lo sguardo perso e colmo di lacrime stringe in mano il suo cellulare, farfugliando mille parole, senza lasciarci la possibilità di capire se fossero rivolte a noi oppure all’interlocutore all’altro capo del telefono. E’ il primo maggio, è festa, è un giorno che non si piega al ticchettio delle lancette, eppure lei è in piedi, piange, decisamente stona con questo inizio di giornata. E’ alta, lunghi capelli biondi, una linea snella resa ancora più esile dalla disperazione di quello sguardo. E’ impossibile non fermarsi a chiedere cosa sia accaduto, è impossibile non lasciarsi fermare dallo sguardo disperato d’una fanciulla tanto bella quanto sola. Si chiama Serena, e probabilmente è l’unica del volo OI312Y ad avere fretta d’arrivare a destinazione, per lo meno, è l’unica ad avere un motivo inderogabile: l’attende dall’altra parte dello stivale, sotto al sole del S. Anna, il suo futuro sposo. Serena è stata messa da parte perché senza carta d’imbarco: il suo biglietto portava la data del 30 aprile, e l’addetta allo scalo, probabilmente inesperta, non ha saputo muoversi per risolvere il problema. Serena forse pensa al vestito che l’attende a casa, a quanto ci sia voluto per sceglierlo, Serena forse cesserà di credere nel destino. Sono le 8:30 del 1 maggio 2009, mancano sei ore e mezzo alla sua Promessa di Matrimonio, e quello è decisamente il suo ultimo “treno” per il destino.

Image Lo stesso destino che ha voluto che in quel finire di coda all’imbarco, ci fosse un gruppo di viaggiatori che di aeroporti la sapeva lunga. Un dirigente nazionale Enac, il direttore dell’aeroporto di Perugia, e la moglie dell’amministratore delegato del S. Anna. Bastano pochi secondi per capire le ragioni di Serena e sposarne (ironia della sorte) la causa: Serena deve partire, deve trovare il modo di risolvere quella sua svista. Serena ha un’ultima possibilità per prendere quel volo. Sono ormai le 8:40, l’ora prevista per il decollo, ma siamo ancora fermi sull’autobus davanti all’imbarco. I più tra i passeggeri, ignari della storia di Serena, cominciano a lamentare il ritardo. I minuti scorrono in fretta, Serena stringe forte il cellulare e la copia del biglietto elettronico che pare averla tradita. L’addetta all’imbarco mostra non voler sentir ragione, nonostante le venga ripetuto d’aspettare una comunicazione telematica dall’aeroporto di Crotone, così da permettere l’imbarco alla promessa sposa. Passano altri cinque minuti, anche l’ultimo dei moschettieri in difesa di Serena è costretto a salire sul pulmino. Le porte si chiudono, il gate viene bloccato e Serena rimane lì, contro la porta a vetri sperando che qualcosa possa ancora accadere. Il suo qualcosa è un uomo dalla testa brizzolata e il doppio grado sulla fascetta.

Dopo anni in Alitalia, e qualche volo umanitario, il comandante Pizzi viene avvisato della singolare vicenda di questa giovane donna. A lui, massima autorità del caso, spetta l’ultima parola. E’ ormai passata più di mezz’ora, ed i passeggeri si dividono tra quelli curiosi e in apprensione per le sorti di Serena, e quelli visibilmente infastiditi, che addirittura inneggiano al “Vogliamo vedere i documenti, se davvero questa si sposa”… Il tempo scorre, ma il volo non si sblocca. Il comandante Pizzi ha deciso: la promessa sposa deve partire! Un interminabile giro di telefonate dal Jumbolino Anastasia-Antonietta dell’ItaliaTour  all’aerostazione S. Anna, al gate A34 di Fiumicino pur di rintracciare la sposa errante ed avvertirla che il volo la stava aspettando, che il comandante aveva deciso farla partire, che il fato era dalla sua parte (seppur molti si fossero chiesti se non si trattasse d’ un evidente invito da parte del destino a prendersi un po’ più di tempo).  L’impazienza, a bordo dell’aeromobile ancora parcheggiato, aumenta; aumentano i passeggeri adirati con la fanciulla, aumentano i miscredenti nella sua buona fede. Il vociare dei passeggeri arriva sino in sala comandi, è quasi impossibile per le hostess sedare gli animi, tanto che dall’interfono prende parola il comandante, scusandosi per l’attesa, ma non potendo fare a meno di venir incontro ai motivi personali della passeggera invisibile.

ImageContinuano le telefonate per rincorrere questa “Lucia” bionda, accertarsi che non abbia già lasciato il Leonardo Da Vinci. Riusciamo a raggiungerla, con voce rotta risponde: “Sto correndo, sto correndo, sono vicino all’uscita sto correndo!”.  Ormai ci sentiamo tutti in un film, in una di quelle commedie a lieto fine che sanno anche regalarti un po’ di suspense. I più stiamo correndo assieme alla futura sposa, trascinandoci dietro il suo borsone, stringendo forte il suo cellulare. E siamo ancora con lei mentre attende trepidante un mezzo che la conduca dall’uscita A34 all’aeromobile, fin troppo pronto per il rullaggio. I minuti accumulati sono almeno quaranta, quando dalle prime file si ode un “Eccola è arrivata!”. Venti file di passeggeri si voltano all’unisono verso il portellone: Serena è arrivata, ha il viso rosso, il fiatone, ed i capelli che quasi la proteggono dagli sguardi astiosi dei più spazientiti.

E’ un vulcano che esplode: abbraccia le hostess, abbraccia i suoi tre moschettieri, ma più di tutti abbraccia il comandante Pizzi, è lui l’uomo che la condurrà “all’altare”! Finalmente il volo ItaliaTour OI312Y del primo maggio 2009 può decollare, verso il sole (e il vento traverso) di S. Anna e, per la futura sposa, verso il Municipio di Cirò. Il vociare, all’incrementare dei piedi d’altitudine, diminuisce. Qualche fiato solitario tenta di ravvivare la fiamma della polemica, rivendicando (udite udite) il diritto d’ogni singolo passeggero a visionare i documenti che testimonino l’imminente cerimonia. Certo, di fronte ad una bella fanciulla in procinto di matrimonio, l’invidia delle meno belle o dei loro compagni è poca cosa. Un timido sole, per la delusione di quanti aspiravano alla prima tintarella, accompagna l’atterraggio da manuale del comandante Pizzi, ennesimo incoraggiamento alla favola di Serena.

Passeggeri disordinati attraversano il piazzale del Pitagora  lanciando un ultimo sguardo, d’astio o di complicità, verso la fanciulla che ancora incredula abbraccia e ringrazia comandante, equipaggio e moschettieri. Le porte scorrevoli della sala arrivo si spalancano, regalandoci il lieto fine di questa favola metropolitana: ad attendere Serena, dietro le transenne, c’è Pasquale, il suo futuro sposo. Lunghi capelli biondi lei, grandi occhi azzurri lui; gli ingredienti della fiaba ci sono tutti per questa Cenerentola che, più che la scarpetta, aveva perso il … volo!
Sono le 20:00 quando sul telefonino di mia madre arriva un messaggino: “Promessa fatta. Mi sposo!!!”. A Serena e Pasquale vanno i nostri migliori auguri. E che possano “Vivere per sempre felici e contenti”. Fine.                                                                                                       
Discussione (messaggi: 7)
Re:Se mi imbarco... ti sposo
May 15 2009 20:27:47
Che storia incredibile! Si è risolto tutto per il meglio alla fine. Poveraccia che avventura!
#182287
Re:Se mi imbarco... ti sposo
May 15 2009 13:54:15
Bella favoletta.
Sul serio, mi piace u.u
#182251
Se mi imbarco... ti sposo
May 14 2009 18:11:39
che storia commovente *_*
#182196
Se mi imbarco... ti sposo
May 14 2009 14:44:06
yea
#182178
Re:Se mi imbarco... ti sposo
May 14 2009 12:22:36
Che impresa.. per fortuna con un lieto fine =)
#182167
Re:Se mi imbarco... ti sposo
May 14 2009 12:10:37
Le favole esistono...
#182166
Se mi imbarco... ti sposo
May 14 2009 11:52:49
** Discussione sull'articolo: Se mi imbarco... ti sposo **

#182163
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