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L’aborto non è un diritto ma è un delitto Stampa E-mail
Scritto da Paola   
ImageL’aborto è un male, una piaga sociale, una tragedia. Siamo d’accordo almeno su questo? Sappiamo che esistono tre tipi di aborto: spontaneo, ripetuto, provocato. Sotto il titolo «Io dico: l’aborto non è un dramma», premesso che «è in pieno svolgimento una campagna ideologica che fa di tutto per riportare le donne al ruolo di madri e basta, cioè contenitori biologici degli eredi di una società maschile» e che «questa crociata, questo vero scontro di civiltà vede uniti cattolici e musulmani», sulla raccapricciante teoria circa l’interruzione volontaria di gravidanza: «Per molte è un’esperienza importante, di crescita, un passaggio che può portare verso una maggiore consapevolezza. Per altre è espressione di un conflitto razionale o inconscio. Per alcune è un evento doloroso non di per sé, ma perché coincide con la fine di una storia, perché si trovano ad affrontare condizioni economiche e sociali difficili. Altre reagiscono in modo ancora diverso. Ma per loro non è un dramma».

Fra tutti i delitti che l’uomo può compiere contro la vita, l’aborto procurato ha tali caratteristiche che il Concilio Vaticano II lo definisce abominevole. L’accettazione dell’aborto nella mentalità, nel costume e nella stessa legge è il segno di una pericolosa perdita della capacità di distinguere tra il bene e il male, anche quando si tratta del diritto fondamentale alla vita. Di fronte ad una situazione così grave bisogna avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Nel caso dell’aborto si nota la diffusione di parole ambigue che tendono a nasconderne la natura, ad attenuarne la gravità. Invece di parlare di aborto si dice: interruzione della gravidanza. Questo modo di parlare, oltre che voler ingannare l’opinione pubblica, forse nasconde un certo disagio della coscienza. Ma nessuna parola può cambiare la realtà. L’aborto procurato è l’uccisione deliberata, comunque venga attuata, di un essere umano nel tempo compreso tra il concepimento e la nascita. L’aborto è un delitto che assume una particolare gravità perché viene soppresso un essere umano che si affaccia alla vita, il più innocente tra tutti, che non può essere considerato un aggressore e tanto meno un ingiusto aggressore. Questo essere umano è debole, inerme, privo anche di quella minima forma di difesa che è data dal pianto del neonato. E’ totalmente affidato alla protezione e alle cure di colei che lo porta in grembo.
ImageEppure spesso è proprio lei, la madre, a chiederne la soppressione o a procurarla. Accanto alla madre ci sono spesso altre persone che hanno la responsabilità dell’aborto. Prima viene il padre, quando spinge la donna all’aborto o quando la lascia sola di fronte ai problemi della gravidanza: in tale modo la famiglia viene ferita mortalmente. Ci sono le sollecitazioni di parenti e amici, cosicché la donna è sottoposta a pressioni talmente forti da sentirsi psicologicamente costretta a cedere all’aborto. Responsabili sono pure i medici e il personale sanitario, quando mettono a servizio della morte la competenza acquisita per promuovere la vita. La responsabilità è anche dei legislatori che hanno promosso e approvato leggi abortive e degli amministratori delle strutture sanitarie utilizzate per praticare gli aborti, nella misura in cui la cosa dipende da loro. La responsabilità si allarga a coloro che hanno favorito il diffondersi di una mentalità di permissivismo sessuale e disistima della maternità, che non hanno promosso politiche familiari e sociali a sostegno delle famiglie, soprattutto di quelle numerose o con difficoltà economiche ed educative, alle istituzioni internazionali, fondazioni e associazioni che si battono con ogni mezzo per la legalizzazione e la diffusione dell’aborto nel mondo.
In tal modo l’aborto va oltre la responsabilità delle singole persone e assume una dimensione sociale: è una ferita gravissima fatta alla società e alla sua cultura da coloro che dovrebbero esserne i costruttori e i difensori. E’ una enorme minaccia contro la vita, non solo di singoli individui, ma anche dell’intera civiltà. Nella società così organizzata e diretta vi è una struttura di peccato contro la vita umana non ancora nata. Alcuni tentano di giustificare l’aborto sostenendo che il frutto del concepimento, fino ad un certo numero di giorni, non può essere considerato una vita umana personale. In realtà, dal momento in cui l’ovulo è fecondato, inizia una vita che non è quella del padre o della madre, ma di un nuovo essere umano che si sviluppa per proprio conto. Non sarà mai reso umano se non lo è stato fin da allora.
ImageA questa evidenza di sempre la scienza genetica moderna fornisce preziose conferme. Essa ha mostrato come dal primo istante si trovi fissato il programma di ciò che sarà questo vivente: una persona con le sue note caratteristiche già ben determinate. Fin dalla fecondazione è iniziata l’avventura di una nuova vita umana che richiede tempo per completarsi. Del resto, basta la probabilità di trovarsi di fronte a una persona per giustificare la proibizione assoluta di ogni intervento tendente a sopprimere l’embrione umano.
Proprio per questo la Chiesa ha sempre insegnato che al frutto della generazione umana, dal primo momento della sua esistenza, va garantito il rispetto incondizionato che è dovuto all’essere umano. La Sacra Scrittura non parla mai di aborto volontario e quindi non presenta condanne dirette e specifiche in proposito. Ma mostra una tale considerazione dell’essere umano nel grembo materno per cui è giusto pensare che anche ad esso si estenda il comandamento: non uccidere. Essa mostra che l’uomo fin dal grembo materno appartiene a Dio che tutto conosce, che lo vede mentre è ancora un piccolo embrione informe e che in lui intravede l’adulto di domani i cui giorni sono contati e la cui vocazione è già scritta nel libro della vita.
ImageIn Italia, secondo i dati forniti dal ministero della sanità, dal 1978 al 2006, gli aborti legalizzati furono 3.818.383. A questi si devono aggiungere altri 840.000 aborti clandestini, praticati negli anni sopra indicati. Ed è una stima più per difetto che per eccesso. Tra aborti legalizzati e clandestini, dal 1978 al 2006, in Italia furono uccisi 4.658.383 bambini. Se si fosse data la sepoltura a tutti questi bambini uccisi, come si doveva, (e dire che ci sono cimiteri per i cani e altri animali), si sarebbero dovute costruire 4.658.383 bare e altrettante tombe. Quale immenso cimitero! Agli aborti clandestini e legalizzati bisogna aggiungere quelli procurati con i prodotti chimici, con la cosiddetta "pillola del giorno dopo", senza ricorrere all’aiuto del medico. Anche questi sono veri aborti, anche se alcuni si ostinano a dire che tali farmaci sono soltanto contraccettivi, perché impediscono l’inizio della gravidanza. Ignoranza o malafede? La pillola del giorno dopo impedisce che l’ovulo fecondato si annidi nell’utero, dove trova la sua sede naturale per continuare il suo sviluppo e così lo si uccide. In tale caso è l’uccisione di un essere umano, come è già stato detto.
L’Italia ha un triste primato non solo in Europa, ma anche nel mondo ed è quello della denatalità, con le conseguenze anche di carattere sociale ed economico che ne derivano. Se noi avessimo i quattro milioni di italiani uccisi con l’aborto procurato con l’aiuto del medico, senza contare quelli uccisi con i prodotti chimici, oggi non avremmo bisogno di immigrati, considerati da alcuni una preziosa risorsa. La vera ricchezza l’avevamo ed è stata buttata tra i rifiuti. E’ stato compiuto un genocidio, una distruzione in massa di bambini italiani che tendevano alla vita con tutte le loro forze. Se il nostro sguardo si allarga agli altri Paesi del mondo, noi vediamo che gli aborti ogni anno raggiungono la cifra spaventosa di decine e decine di milioni.
ImageLo sterminio di bambini innocenti si sta compiendo con leggi di morte, tra l’indifferenza dell’opinione pubblica e il silenzio quasi totale del Popolo di Dio. "Bisogna abbandonare la mentalità rinunciataria che ritiene quelle leggi inevitabili, quasi una necessità sociale, perché esse costituiscono un germe di corruzione della società e dei suoi fondamenti. Occorre non lasciare nulla di intentato per eliminare il delitto legalizzato o almeno limitarne il danno, mantenendo viva la consapevolezza del dovere di rispettare il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale, di ogni essere umano, fosse anche l’ultimo e il meno dotato. La Chiesa si deve impegnare a fondo per un cambio di mentalità in questa materia sapendo che una autentica pastorale della vita non può essere delegata solo a movimenti specifici, pure meritori, operanti nel campo socio-politico, ma deve sempre restare quale parte integrante della pastorale ecclesiale a cui spetta il compito di annunciare il Vangelo della vita".
Così parlava Giovanni Paolo II, il 14 febbraio 2000, ai membri della Pontificia Accademia per la vita, a cinque anni dalla pubblicazione dell’Enciclica "Evangelium Vitae". Il Papa, nella stessa enciclica, così scrive: "Essere al servizio della vita per noi non è un vanto, ma un dovere. E’ un impegno che riguarda i singoli e tutta la comunità ecclesiale. Tutti insieme sentiamo il dovere di annunciare il Vangelo della vita con le diverse iniziative e strutture di sostegno e di promozione". Urgono una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande strategia a favore della vita. Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita. Nuova perché in grado di affrontare e risolvere i problemi di oggi circa la vita dell’uomo, nuova perché fatta propria da tutti i cristiani, nuova perché capace di suscitare un serio, coraggioso confronto culturale con tutti. Si deve cominciare a rinnovare la cultura della vita all’interno della stessa comunità cristiana. Troppo spesso i credenti, perfino quanti partecipano alla vita ecclesiale, dissociano la fede cristiana dalle sue esigenze etiche a riguardo della vita e giungono così a comportamenti inaccettabili.
Con lucidità e coraggio si deve vedere qual’è la cultura della vita diffusa oggi tra i singoli cristiani, le famiglie, i gruppi e le comunità delle diocesi. Con altrettanta chiarezza e decisione si devono individuare le attività che è necessario fare per arrivare alla verità piena sulla vita. E’ enorme la sproporzione tra i mezzi di cui sono dotate le forze operanti a sostegno della cultura della morte e quelli di cui dispongono i promotori della cultura della vita. Tuttavia noi confidiamo sull’aiuto di Dio, al quale nulla è impossibile. Perciò è urgente una grande preghiera per la vita nel mondo intero. Ritroviamo dunque, l’umiltà e il coraggio di pregare e digiunare, per ottenere che la forza che viene dall’Alto faccia crollare i muri di inganni e di menzogne che nascondono agli occhi di tanti nostri fratelli e sorelle la natura perversa di comportamenti e di leggi ostili alla vita e apra i loro cuori a propositi e azioni ispirate alla civiltà della vita, dell’amore. E mentre, come popolo della vita e per la vita, camminiamo fiduciosi verso un nuovo cielo e una nuova terra, come è scritto nel libro dell’Apocalisse, volgiamo lo sguardo alla Madre di Dio e nostra, segno di sicura speranza e di consolazione.

Discussione (messaggi: 141)
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Mar 08 2008 23:38:25
Quante risate. Ma secondo voi, abolire la famosa legge e l'aborto "legale", sarebbe uno squisito atto etico? C'è molta gente che o non pensa o fa confusione.

Partiamo dal presupposto che l'aborto è un atto orribile al di la di tutto, per tutti i motivi espressi nei post precedenti. E' sempre brutto impedire ad una creatura di venire alla luce, e su questo penso ci sia poco da dire. Ma non sarebbe più crudele non impedire ad un individuo di vivere una vita che sia solo sofferenza? Bambini destinati ad un'esistenza misera e tremenda per gravi malformazioni, che le teconologie attuali permettono di individuare nelle prime fasi della gravidanze, quando l'individuo non è neanche lontanamente simile al bambino che nascerà, privo di apparato nervoso. E vediamo sempre più spesso storie di donne disperate che abbandonano i propri neonati nei posti più impensabili.

Ora, a cosa servirebbe abolire l'aborto? Ad un moltiplicarsi dei casi di aborto clandestino, praticato spesso in luoghi ameni, sporchi e con tecniche brutali, con spesso gravi rischi anche per la madre.

Riflettete.
#103059
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Mar 09 2008 07:37:07
unDisposable_Hero ha scritto:
Quante risate. Ma secondo voi, abolire la famosa legge e l'aborto "legale", sarebbe uno squisito atto etico? C'è molta gente che o non pensa o fa confusione.

Partiamo dal presupposto che l'aborto è un atto orribile al di la di tutto, per tutti i motivi espressi nei post precedenti. E' sempre brutto impedire ad una creatura di venire alla luce, e su questo penso ci sia poco da dire. Ma non sarebbe più crudele non impedire ad un individuo di vivere una vita che sia solo sofferenza? Bambini destinati ad un'esistenza misera e tremenda per gravi malformazioni, che le teconologie attuali permettono di individuare nelle prime fasi della gravidanze, quando l'individuo non è neanche lontanamente simile al bambino che nascerà, privo di apparato nervoso. E vediamo sempre più spesso storie di donne disperate che abbandonano i propri neonati nei posti più impensabili.

Ora, a cosa servirebbe abolire l'aborto? Ad un moltiplicarsi dei casi di aborto clandestino, praticato spesso in luoghi ameni, sporchi e con tecniche brutali, con spesso gravi rischi anche per la madre.

Riflettete.


a quanto so è più o meno la stessa cosa che ieri a piazza navona hanno detto alcune donne che protestavano contro il discorso che stava in quel momento tenendo Giuliano Feraara



hai un'animo femminile anche tu
#103064
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Mar 10 2008 15:26:49
L'abborto è un delitto....
#103415
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Mar 10 2008 15:28:05
ragà..
"ABORTO"......................cn una b...........
#103416
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Mar 10 2008 17:24:15
Star Antonella 91 ha scritto:
L'abborto è un delitto....
anche il tuo italiano.....
#103439
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Mar 11 2008 08:31:01
Maurokr ha scritto:
Star Antonella 91 ha scritto:
L'abborto è un delitto....
anche il tuo italiano.....


un errore può scappare, soprattutto se si scrive di fretta

cmunque ho notato una abbondanza di "b" ultimamente in tantissime parola.... sarà un disturbo staGGionale?
#103505
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Mar 11 2008 08:35:51
Star Antonella 91 ha scritto:
L'abborto è un delitto....

scriverlo cn 2 b lo è
#103508
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Mar 11 2008 11:19:12
per me un delitto sarebbe far venire al mondo un bimbo nn desiderato...ke nn possa avere ciò ke realmente si meriterebbe!!!
#103579
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Mar 11 2008 11:46:22
e solo un delittoooooooooooo
#103587
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Mar 15 2008 18:35:47
"L’aborto è un male, una piaga sociale, una tragedia. Siamo d’accordo almeno su questo?"

NO
#105110
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Apr 04 2008 21:09:31
l'aborto è un delitto ma il mandante è lo stato che non mette in condizione i giovani di poter mantenere un figlio degnamente!
#112809
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Apr 05 2008 13:47:43
Benz ha scritto:
Però in effetti.... si tratta sempre di un delitto. E' vero che già dopo 6 settimane il feto è già capace di sentire dolore, paure ed emozioni.
Un conto è abortire dopo 4-5 settimane, un conto è abortire dopo 3 mesi.


Infatti....poverino..:°°°
#112966
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Apr 05 2008 14:26:55
Maurokr ha scritto:
Paolo MAeStro ha scritto:
aBBortire E un deliTTO!!
vai così, riportiamo l'italia indietro di 50 anni!!!!!



e poi tutti hanno diritto di fare qls cs ma nessuno e sottolineo NESSUNO ha il diritto di decidere sulla vita e la morte di un individuo!!!!
#113005
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Apr 06 2008 19:35:54
guarda caso in home page subito la tetta col bimbo che allatta ahahah ridicoli
#113340
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Oct 18 2008 11:56:45
L'aborto è DELITTO....si uccide una vita!!!
#152589
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Oct 18 2008 12:01:29
è una cs brutta qst si...ma se nn si riesce poi a mantenere questa "vita"
cmq prevenire è meglio ke curare
#152591
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Oct 18 2008 12:06:24
Se l'aborto è un delitto allora lo è anche farsi una sega.
O usare anticoncezionali.
Il feto è vita come lo è uno spermatozoo.
#152594
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Oct 18 2008 15:03:22
E' sempre meglio avere una scelta piuttosto che non averla. E comunque, è facile parlare, bisogna trovarsi nelle situazioni per poter capire veramente.
#152650
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Oct 18 2008 15:12:32
DeNiSe ha scritto:
E' sempre meglio avere una scelta piuttosto che non averla. E comunque, è facile parlare, bisogna trovarsi nelle situazioni per poter capire veramente.

ti stimo!
#152653
Re:L’aborto non è un diritto ma è un delitto
Oct 18 2008 15:14:40
[quote]DeNiSe ha scritto:
E' sempre meglio avere una scelta piuttosto che non averla. E comunque, è facile parlare, bisogna trovarsi nelle situazioni per poter capire veramente.



esattamente!
infatti non dovrebbe essere così importante il singolo parere, piuttosto l'essere tutti coscienti che una donna, e una coppia, DEVE AVERE una possibilità di scelta.
poi che il singolo trovi l'aborto spregevole è un'altra cosa, questa persona infatti agirà nella vita come meglio crederà.
ma non è che perchè il cinquanta percento è contrario, una persona deve avere una privazione di libertà!
bisogna garantire una completa libertà di azione a chiunque! questa è civiltà!
#152655
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