Il sindaco Carvello argomenta che “l’industria può coesistere con il turismo se fatta in maniera consapevole”; e ancora, che “lo sviluppo presenta sempre un conto” e che “occorre solo limitarne gli effetti collaterali”. E come mai tanta lungimiranza positivistica non si è avuta con un investimento in accoglienza, servizi e infrastrutture sicuramente più pulito e meno impattante? Lui stesso ammette che mentre in altre realtà il turismo incrementa, “qui lo allontaniamo”, e non tanto per “inadeguatezza strutturale del settore”, quanto per la “nostra incapacità” e per il “nostro autolesionismo”. Anche Europaradiso era compatibile con il rispetto dell’ambiente; ma non lo era con la politichetta locale ripiegata sul polo energetico fatto di biomasse, turbogas, pale eoliche e, appunto, termovalorizzatori.
Finalmente ripete anche lui quello che abbiamo sempre sostenuto: coraggio nelle scelte difficili, cambio di mentalità, realismo in politica, sviluppo sostenibile. Solo che poi sceglie, come Sansone, di suicidarsi con tutti i Filistei. Non capisce che ‘coraggio’ non significa abbracciare la filosofia del tanto peggio tanto meglio, ma portare avanti progetti impegnativi sul serio, non i quattro posti di lavoro di una centrale bruciamonnezza.
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| Natale Carvello |
Vuole davvero il sindaco Carvello dare un segnale di fiducia alle “nuove generazioni” di migranti? Dica come noi, a istituzioni e ambienti giudiziari, che se domani non esce niente dalle indagini (polveroni) su presunte infiltrazioni mafiose (sul nulla), si riprenda in mano quel progetto – per il quale si erano spesi già alcuni milioni di euro in compromessi per i terreni – e si cominci davvero a rendere “appetibile” questo territorio per i capitali stranieri.
Con gli inceneritori, al contrario, renderà appetibile questa provincia solo ai vari er Monnezza e a chi già pensa di portarci una centrale nucleare, e forse anche un sito di stoccaggio delle scorie radioattive rifiutato da Scanzano Jonico.