L’ultima volta, nel 2007, la Regione Calabria, non contenta dello sperperio di denaro pubblico in azioni di contrasto allo sviluppo del territorio (quella comunemente definita ‘politica scellerata’), aveva incaricato l’Università della Calabria di ridisegnare tutte e tre le Zps (anche Costa Viola e Alto Ionio Cosentino). Quei signori, che fanno pappa e ciccia con la banda di Loiero, – da sempre fieri oppositori al progetto Europaradiso per ragioni di dubbia moralità, - le ridisegnano in soli quattro giorni con una spesa di 52.800 euro. Risultato? Una fotocopia sputata della prima!
Ma noi lo avevamo scritto subito che sarebbe stato uno spreco di risorse pubbliche senza alcun intento scientifico, ma solo una proterva presa di posizione politica, a spese dei contribuenti, per bloccare lo sviluppo turistico del crotonese e tenerlo sotto il tallone di ferro delle lobby dell’energia e dei rifiuti e delle oligarchie di partiti corrotti. Avevamo infatti scritto: “…Oltretutto, siamo caduti nel ridicolo mettendo in piedi uno studio ‘scientifico’ con una gita di quattro giorni per 1040 km percorsi nella nostra provincia, con una biografia datata e con informazioni da ‘appassionati ornitologi frequentanti le aree in esame’”. Un’altra bufala, insomma.
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| La foce del Neto |
Nonostante questo, il Governo Loiero accoglie lo stesso gli scartafacci dell’Unical e li trasforma nelle delibere di giunta n. 350 del 05/05/08 e n. 816 del 03/11/08, approvate anche dalla Commissione Ambiente della Regione, ed oggi bocciate dal Tar Calabria. Con quali motivazioni? Troppa approssimazione e carenza nell’applicazione delle metodologie scientifiche. Eppoi, perché la Commissione di Ciccio Sulla dice no alla delibera del 2005 e sì ad una deliberazione sostanzialmente uguale e deficiente? Mistero (per noi non troppo…).
Ora i vari Loiero, Adamo, Minniti, Sculco, Iritale, Sulla, Intrieri, Bianchi – compresi alcuni esponenti del centrodestra che si son girati dall’altra parte - ed altri capoccia di Roma, dovrebbero spiegare alla Corte dei Conti i motivi di tanta ‘liberalità’ nella gestione dei soldi dei cittadini calabresi. Per fortuna le elezioni regionali sono alle porte e questi saltimbanchi sono in altre faccende affaccendati per procurare ulteriori danni all’erario. O, almeno, così si spera.
Noi del Comitato ‘Insieme ce la possiamo fare’, per niente intimoriti o fiaccati da campagne denigratorie e giustizialiste, chiediamo alla Corte dei Conti di far piena luce sulle somme spese in tutti questi anni per una ZPS che non c’è. Chiediamo a cosa sono servite (a chi, soprattutto) le decine di milioni di euro per una ‘Gres 2000’ oggi liquidata per fallimento. Inoltre, chiederemo ai candidati alla presidenza della Regione Calabria di inserire nel loro programma lo sviluppo alberghiero e infrastrutturale della zona a Nord di Crotone, così come previsto dal Prg (Piano regolatore generale), con la Madpit o con chiunque voglia proporci un progetto fattibile.
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| Il progetto |
E non ci si venga fuori con la solita storia della mafia dietro ad Europaradiso, perché, ancorché non vi sia ad oggi nessuna prova certa, che dovremmo concludere adesso, che quella stessa mafia ha fatto pressione sui giudici amministrativi per far ritirare la Zps? Non è di questo che sono stati indiziati alcuni sostenitori del progetto di villaggio turistico e un ex sottosegretario e un ex ministro? Inutile dire che altri indiziati sono stati stralciati dal procedimento e i loro fascicoli archiviati.
Avevamo anche detto a più riprese di far passare il progetto per lo Sportello unico appaltante, di blindarlo, di emendarlo (così com’era già stato fatto dagli stessi investitori che lo avevano ridotto al 15% di 140 ettari), di fare le pulci a tutti gli attori purché fosse portato avanti. E invece si è proceduto ad un linciaggio mediatico trasversale per fare che continuassero a venire nella nostra disgraziata provincia i soliti uomini con le valigette.