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Borghi Stampa E-mail
Tra i paesi dell'interno, nella media valle del Neto, non può mancare una visita al borgo bizantino di Santa Severina, città di origini antichissime che vide il fiorire della civiltà ellenica e subì, nei secoli, il governo di arabi, normanni, svevi, angioini e aragonesi.
Il borgo è denominato dal Mastio quadrangolare di età normanna, edificato per volontà di Roberto il Guiscardo, che si eleva sull'ampia e complessa fortezza cinquecentesca, ristrutturata ed ampliata dai Carafa nel XVI° secolo.
 
All'interno del borgo, cui la luce crepuscolare conferisce un aspetto davvero magico, la Chiesa di San Filomena, con il duplice ingresso (uno per gli uomini e uno per le donne) incastonato in archi sapientemente intagliati, rappresenta uno degli esempi più belli di architettura religiosa di età bizantina.
Così il Battistero (Martyrium), che sorge all'interno della cattedrale trecentesca, unico monumento bizantino del genere in Italia.
Di sicuro interesse una visita all'interno del castello, di recente ristrutturato, ed al ricco museo diocesano.



Di fronte alla "nave di pietra", sinonimo evocativo di questa singolare rocca urbana, si staglia il cono boscoso di monte Fuscaldo, ricco di essenze arboree ed albergo di una rara fauna migratoria.
Altrettanto sorprendenti sono altri borghi d'antica origine, come Umbriatico, suggestivo centro medievale che si erge maestoso fra le profonde forre del Lipuda.



Ad Umbriatico sono di sicuro interesse una porta urbica della cinta muraria e la cripta bizantina della primitiva cattedrale, sulla quale e' stato edificato l'imponente edificio religioso di eta' normanna che domina l'intero abitato.
Inattese emozioni riservano poi i ruderi di Akerentia (Cerenzia), antica citta' abbandonata, assisa sul contrafforte roccioso prospiciente uno degli angoli piu' suggestivi e misconosciuti della valle del Lese.



Mesoraca, l'antica Reazio, che diede i natali a Papa San Zosimo, e' uno scrigno architettonico, costruito con sapienza alla confluenza dei due fiumi: le chiese barocche, fra le quali quelle della Riforma e dell'Annunziata, sono ricche di opere d'arte.



Di notevole impatto scenico, infine, sono i borghi di Crucoli, dove sopravvive una preziosa lavorazione dei tessuti e di oggetti di uso comune,



e di Ciro', la cui florida produzione vinicola ha radici antiche; basti pensare che il porto dell'antica Krimisa, com'era chiamata Ciro', disponeva di vinodotti che facilitavano il carico sulle navi ormeggiate.

 
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