|
Ingoio dolore..rigetto amore
|
| Scritto da Glicine Del Cosmo (Tutti) |
Fuori dalla tua porta coprire
la distanza che mi separa
dall'eroismo mancato di
Pisa,anche se è decisa già
dalla tua pelle che non è
speciale,
non ha sapore se
non il tuo.Cirri e cumuli di
dolore attraversano
l'atmosfera dei pensieri
trafitta dalla violenza dei
desideri,questa primavera
è
un incubo,smettere di pensare
non ha placato l'agitazione
che recide come fiori al vento
le vocali del tuo
nome,lasciami leccare i
residui del
tuo amore,della
tua saliva che umida gocciola
di pietà su tanta
verbosità...Ricordi come
sfidavamo il gelido grecale
invernale?il nostro
ricordo
posa ancora sugli
scogli.. ma le nostre anime
non più,se avessi potuto avrei
respinto le onde che ora ci
hanno spazzato su rive diverse
di
continenti mai
emersi..ho peccato madre e ti
chiedo perdono per aver
rifiutato il tuo amorevole
dono,sono schiavo delle mie
nevrosi,ho lasciato
quello
che ho per delle bianche
psicosi..questo continuo stato
di necessità è il percorso che
condurrà alla mia fatalità.Le
stelle non avranno
nessuna
influenza sulla mia volontà di
potenza,il rogo dell'amore mi
ha completamente esiliato dal
tuo bianco calore per
avvicinarmi al suo
nero
furore.Mi piacerebbe
risparmiare le lacrime della
mia adolescenza priva di
qualsiasi flusso di
coscienza,ho il volto lacerato
dalle lame delle
mie
illusioni,le mie mani
sono ferite,dilaniate
dall'occulta acidità delle mie
paranoie,chissà se passeranno
dei giorni,delle settimane o
dei mesi prima
che riesca ad
accorgermi che è stato
soltanto un pò di me ad
andarsene..lascio l'alone del
tunnel a chi è impegnato a
lottare con le bramosie
della
tossicodipendenza,la mia è
un'altra dipendenza,forse da
una misteriosa essenza che
dipinge le mie pareti con
gialli sospiri, testimoni
silenziosi
di labili
deliri.Madre comprenderai
tutto ciò?credi che ciò che mi
manca sia la sua pelle?o sono
solamente nostalgici odori
della mia mente?è
difficile
osservare i propri
crimini,il mio è un giudizio
che gocciola di viltà e non
sarà mai figlio della
sincerità.Chissà se i fiumi di
parole di queste
righe
commuoveranno gli
angeli..,il vagone culla con
delicatezza i demoni dei miei
pensieri, mentre della ragione
i sentieri attraversa..aiutami
a trovare
qualcosa di
pulito,qualcosa che non voglia
uccidere.Musa proteggi dalla
famelica e ridicola ferocia
delle iene la mia bambina
anche se non è speciale
per
te.Le lacrime feriranno questo
misero foglio di carta che non
accenna a smettere di
sanguinare ma non apriranno i
cancelli dei miei
ricordi.
Ingoio
dolore..rigetto amore.. |
| [Indietro] |